Articolo scritto il 27/12/2025

Per aprire una concessionaria auto in Italia nel 2026 è necessario seguire un percorso che parte dalla valutazione dei requisiti personali e professionali, prosegue con l’adempimento dell’iter burocratico e amministrativo, e richiede un’attenta pianificazione dell’investimento iniziale, che può variare sensibilmente in base a zona, dimensione e posizionamento dell’attività. I costi e le condizioni di accesso possono essere molto diversi a seconda del territorio e delle partnership con i produttori, quindi è fondamentale informarsi in modo approfondito prima di avviare il progetto.

Nei prossimi capitoli troverai una guida dettagliata su tutti i passaggi fondamentali: dalla scelta della forma giuridica e apertura della Partita IVA, alla presentazione della SCIA e ottenimento delle licenze necessarie, fino alle opportunità di finanziamento e alle strategie per distinguersi nel mercato automobilistico. L’obiettivo è offrirti una panoramica chiara e aggiornata per avviare la tua concessionaria con successo nel 2026.

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Requisiti personali e professionali per aprire una concessionaria auto in italia nel 2026

Comprendere quali requisiti personali e professionali sono necessari rappresenta il primo passo fondamentale per chi desidera sapere come aprire una concessionaria auto nel 2026 in Italia. La normativa italiana non impone particolari limiti di età, ma richiede che l’imprenditore sia maggiorenne e abbia la piena capacità giuridica di agire. Sebbene non sia obbligatorio possedere titoli di studio specifici, una solida formazione in ambito commerciale, gestionale o tecnico è fortemente consigliata per affrontare con successo le sfide del settore automotive. In alcune regioni o comuni, inoltre, potrebbero essere richiesti corsi o abilitazioni aggiuntive, soprattutto se si intendono offrire servizi integrati come officina o carrozzeria. In questa sezione analizziamo nel dettaglio i requisiti, le competenze richieste e le variabili locali da considerare per avviare correttamente l’attività.

Requisiti personali e capacità giuridica

Per avviare una concessionaria auto è obbligatorio essere maggiorenni e possedere la capacità giuridica di agire. Questo significa che l’imprenditore deve essere in grado di stipulare contratti e assumersi responsabilità legali. Non sono previsti limiti di età massimi né requisiti di cittadinanza particolari, ma è necessario non essere interdetti o inabilitati. Questi requisiti sono validi su tutto il territorio nazionale, ma è sempre consigliabile verificare presso il proprio Comune eventuali disposizioni locali aggiuntive.

Formazione consigliata e competenze richieste

Anche se non sono richiesti titoli di studio obbligatori per aprire una concessionaria auto, una formazione specifica può fare la differenza. Sono particolarmente utili corsi di vendita, marketing, gestione aziendale o meccanica. Queste competenze permettono di gestire in modo efficace il magazzino, valutare correttamente i veicoli e instaurare un rapporto di fiducia con i clienti. Esperienza pregressa nel settore automotive rappresenta un vantaggio competitivo, soprattutto nella fase di avvio e nella gestione delle trattative con le case produttrici. In alcune regioni o comuni, per offrire servizi aggiuntivi come officina o carrozzeria, potrebbero essere richiesti corsi specifici o abilitazioni professionali.

Variabili regionali e comunali: attenzione alle normative locali

La normativa regionale e comunale può introdurre requisiti aggiuntivi rispetto a quelli nazionali. Ad esempio, alcune amministrazioni locali potrebbero richiedere la frequenza di corsi abilitanti o il rispetto di specifiche norme urbanistiche per la scelta della sede. È fondamentale consultare sempre gli uffici comunali e la Camera di Commercio di riferimento per verificare eventuali requisiti aggiuntivi o procedure particolari. Questo passaggio è cruciale per evitare ritardi nell’iter di apertura e per non incorrere in sanzioni amministrative.

Esempio pratico: come cambia il percorso in base ai servizi offerti

Se si intende aprire una concessionaria auto che offra anche servizi di officina o carrozzeria, oltre ai requisiti generali sarà necessario ottenere abilitazioni professionali specifiche e rispettare normative più stringenti in materia di sicurezza e ambiente. Ad esempio, in una grande città del Nord Italia, l’apertura di una concessionaria con officina potrebbe richiedere la partecipazione a corsi regionali riconosciuti e l’adeguamento dei locali secondo precise direttive comunali. Invece, una concessionaria che si limita alla vendita di auto nuove e usate potrebbe dover rispettare solo i requisiti generali e le procedure standard.

In sintesi, verificare i requisiti personali e professionali è il primo passo per aprire una concessionaria auto nel 2026. La presenza di competenze specifiche, l’attenzione alle normative locali e la valutazione dei servizi da offrire sono elementi che incidono direttamente su tempi, costi e successo dell’attività.


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Iter burocratico, requisiti e costi per aprire una concessionaria auto in italia nel 2026

Per rispondere concretamente alla domanda “come aprire una concessionaria auto nel 2026 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio l’iter burocratico, i requisiti obbligatori e i costi iniziali da sostenere. Questi aspetti rappresentano la base per avviare l’attività in modo regolare, evitando errori che possono rallentare o compromettere l’apertura. Di seguito analizziamo i passaggi chiave, le variabili regionali e comunali da considerare, e i principali fattori di costo, con esempi pratici per orientare le scelte di chi desidera entrare nel settore della vendita di autovetture e veicoli leggeri.

Requisiti amministrativi e documentazione obbligatoria

Il primo passo per avviare una concessionaria auto è l’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il codice ATECO 45.11.01 specifico per il commercio di autovetture e autoveicoli leggeri. Questo codice identifica l’attività e consente di operare legalmente nel settore.

  • Successivamente, è necessario iscrivere l’attività al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio locale. Questa iscrizione è obbligatoria per tutte le imprese che esercitano attività commerciale.
  • Un altro adempimento fondamentale è la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune tramite lo sportello SUAP (Sportello Unico Attività Produttive). La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, ma è essenziale che tutta la documentazione sia completa e conforme alle normative.
  • Per garantire la copertura previdenziale e assicurativa, bisogna aprire le posizioni INPS e INAIL sia per il titolare che per eventuali dipendenti.
  • Nel caso in cui la concessionaria venga costituita come società, è obbligatorio redigere l’atto costitutivo tramite notaio e registrarlo presso gli enti competenti.

È importante sottolineare che alcune procedure possono variare in base alla regione o al Comune di riferimento. Ad esempio, i tempi di rilascio delle autorizzazioni o i requisiti urbanistici per la sede possono differire sensibilmente. Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi a un commercialista o a uno sportello per le imprese per ricevere assistenza personalizzata e aggiornamenti sulle normative locali.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di una concessionaria auto sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dimensione dell’attività, la location, la tipologia di veicoli trattati (nuovo, usato o entrambi) e la presenza di personale dipendente. In linea generale, l’investimento iniziale può essere così schematizzato:

  • Costi burocratici: spese per apertura Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, SCIA, eventuale atto notarile.
  • Affitto o acquisto dei locali: la scelta della sede incide notevolmente sul budget, soprattutto nelle grandi città o in zone ad alta visibilità commerciale.
  • Allestimento e attrezzature: arredi, sistemi informatici, strumenti per la gestione amministrativa e commerciale.
  • Scorte di veicoli: il capitale necessario per acquistare le prime auto da esporre e vendere.
  • Fondo di riserva: utile per coprire spese impreviste nei primi mesi di attività.

Ad esempio, l’investimento iniziale di una concessionaria di medie dimensioni in una città di provincia può essere calcolato come: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Se la sede si trova in una grande città o in una zona commerciale strategica, i costi di affitto e le spese di allestimento possono aumentare sensibilmente.

Tempistiche e criticità nell’iter di apertura

Le tempistiche per completare l’iter burocratico possono variare in base alla rapidità degli enti coinvolti e alla completezza della documentazione presentata. In generale, l’apertura della Partita IVA e l’iscrizione al Registro delle Imprese sono procedure relativamente rapide, mentre la presentazione e l’accettazione della SCIA possono richiedere tempi più lunghi, soprattutto se sono necessari adeguamenti urbanistici o autorizzazioni specifiche.

Un aspetto critico da non sottovalutare riguarda le normative locali: alcuni Comuni possono richiedere requisiti aggiuntivi per l’idoneità dei locali (ad esempio, parcheggi dedicati, distanze minime da scuole o ospedali, rispetto di piani urbanistici). La mancata conformità può comportare ritardi o addirittura il blocco dell’attività. Per questo motivo, è essenziale informarsi preventivamente presso il SUAP e valutare con attenzione la scelta della location.

In sintesi, seguire correttamente l’iter burocratico e valutare con attenzione i costi e le variabili locali sono passaggi imprescindibili per aprire una concessionaria auto in Italia nel 2026. Un supporto professionale può fare la differenza per evitare errori e ottimizzare tempi e risorse.

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Costi di apertura e principali voci di spesa per una concessionaria auto in italia nel 2026

Quando si valuta come aprire una concessionaria auto nel 2026 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la stima dei costi di avvio e la comprensione delle principali voci di spesa. L’investimento iniziale può variare sensibilmente in base a diversi fattori, tra cui la dimensione dell’attività, la location scelta, la tipologia di veicoli trattati (nuovo, usato, franchising) e le condizioni specifiche del mercato locale. In questa sezione analizziamo in modo pratico e dettagliato quali sono i costi da considerare, come si compongono e quali variabili possono incidere sull’investimento complessivo.

Le principali voci di spesa da considerare

Per aprire una concessionaria auto, è fondamentale pianificare attentamente tutte le voci di spesa che compongono l’investimento iniziale. Le più rilevanti sono:

  • Affitto o acquisto del locale: la spesa per la sede varia in base a zona, metratura e visibilità. In aree urbane o ad alto traffico, i costi possono essere sensibilmente più elevati.
  • Allestimento degli spazi espositivi: comprende arredi, illuminazione, segnaletica e sistemi di sicurezza.
  • Acquisto delle prime scorte di veicoli: rappresenta una delle voci più consistenti, soprattutto se si tratta di auto nuove o di un parco auto ampio.
  • Pratiche amministrative e burocratiche: tra cui apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, ottenimento della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e altre autorizzazioni comunali.
  • Polizze assicurative: obbligatorie per tutelare sia i veicoli sia la struttura da rischi specifici.
  • Consulenze professionali: commercialista, consulente del lavoro e consulente legale sono figure spesso indispensabili nella fase di avvio.
  • Costi per il personale: amministrativi, venditori e addetti alla logistica.
  • Promozione e gestione digitale: sito web, campagne pubblicitarie, gestione social e strumenti digitali per la vendita.

Queste spese vanno considerate sia in fase di apertura che nella gestione ordinaria, per garantire la sostenibilità economica dell’attività.

Investimento iniziale: esempio numerico e variabili

Secondo le principali guide di settore, l’investimento iniziale per una piccola concessionaria auto parte da circa 80.000 euro, ma può facilmente superare i 500.000 euro per strutture più grandi, con ampi spazi espositivi o situate in città ad alto traffico. Ad esempio, il costo di affitto di un locale di medie dimensioni in una zona periferica sarà inferiore rispetto a quello di una sede centrale in una grande città.

Una formula di base per stimare il capitale necessario potrebbe essere:

investimento iniziale = costi burocratici + allestimento + affitto/acquisto locale + scorte veicoli + assicurazioni + consulenze + fondo di riserva

Le scelte imprenditoriali (ad esempio, se trattare solo auto usate o puntare su un franchising) e le condizioni locali (come la presenza di concorrenti o la domanda di mercato) incidono notevolmente sull’importo finale.

Fattori critici e costi nascosti: cosa valutare prima di aprire

Prima di avviare una concessionaria auto, è importante essere consapevoli di alcuni fattori critici che possono influire sui costi e sulle tempistiche:

  • Normative regionali e comunali: possono prevedere requisiti aggiuntivi per la destinazione d’uso dei locali, la viabilità e la gestione ambientale.
  • Tempistiche burocratiche: l’ottenimento di tutte le autorizzazioni (come la SCIA e l’iscrizione alla Camera di Commercio) può richiedere settimane o mesi, a seconda del Comune.
  • Costi nascosti: spese per adeguamenti strutturali, impianti, sicurezza e manutenzione possono emergere solo dopo l’avvio delle pratiche.
  • Gestione del personale: il costo del lavoro in Italia è una voce significativa e va pianificata con attenzione.

Per ridurre i rischi e stimare con precisione tutte le spese, è essenziale redigere un business plan dettagliato che tenga conto di tutte le variabili e delle possibili oscillazioni di mercato.

Come cambia il costo in base a location e dimensione

Il costo di apertura di una concessionaria auto può variare notevolmente in base alla location e alla dimensione dell’attività. In aree centrali o ad alto traffico, l’affitto e i costi di visibilità sono più elevati, ma possono garantire un flusso di clienti maggiore. Al contrario, in zone periferiche o in piccoli centri, i costi fissi saranno inferiori, ma potrebbe essere necessario investire di più in promozione e digitalizzazione per attrarre la clientela.

In sintesi, la pianificazione finanziaria e la valutazione delle condizioni locali sono fondamentali per determinare la reale sostenibilità dell’investimento e il successo dell’attività.

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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire una concessionaria auto in italia nel 2026

Per rispondere alla domanda “come aprire una concessionaria auto nel 2026 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti specifici, l’iter burocratico e i costi di apertura previsti dalla normativa vigente. L’avvio di questa attività comporta una serie di passaggi obbligatori, che variano in base alla tipologia di veicoli trattati (nuovi o usati), alla presenza di servizi aggiuntivi (come officina o carrozzeria) e alle normative locali. In questo capitolo analizziamo i principali adempimenti, le autorizzazioni necessarie e le variabili che possono incidere su tempi e costi, per aiutarti a pianificare correttamente l’apertura della tua concessionaria auto.

Licenze, autorizzazioni e scia: cosa serve davvero

Il primo passo per aprire una concessionaria auto è ottenere tutte le licenze e autorizzazioni richieste dalla legge. L’adempimento principale è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune di riferimento, che consente di avviare legalmente la vendita di veicoli. A seconda della regione e del Comune, possono essere necessari ulteriori permessi, come l’autorizzazione per l’insegna pubblicitaria o la certificazione antincendio dei Vigili del Fuoco, soprattutto se si intende allestire un’officina interna o offrire servizi di carrozzeria.

È fondamentale verificare presso il Comune e la Camera di Commercio eventuali regolamenti urbanistici o restrizioni relative alla destinazione d’uso dei locali. In particolare, la vendita di auto usate richiede il rispetto di specifiche normative sulla tracciabilità e sicurezza dei mezzi, con obblighi documentali aggiuntivi rispetto alla vendita di veicoli nuovi.

Documentazione e requisiti per la vendita di auto usate

Se la concessionaria intende trattare anche veicoli usati, è necessario predisporre una documentazione dettagliata che attesti la provenienza, la conformità e la sicurezza dei mezzi. I requisiti documentali e urbanistici possono variare da Comune a Comune, quindi è consigliabile informarsi preventivamente presso gli uffici competenti per evitare sanzioni o ritardi nell’avvio dell’attività. La tracciabilità dei veicoli usati è un aspetto particolarmente delicato, che richiede attenzione sia nella fase di acquisto che in quella di vendita.

Costi di apertura e variabili da considerare

L’investimento iniziale per una concessionaria auto dipende da diversi fattori: dimensioni della struttura, location, servizi offerti (solo vendita o anche officina/carrozzeria), costi burocratici e necessità di adeguamento dei locali. In linea generale, la formula dell’investimento iniziale può essere così riassunta:

  • investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte di veicoli + fondo di riserva

Ad esempio, aprire una concessionaria in una grande città comporta costi di affitto e adeguamento dei locali più elevati rispetto a una zona periferica o a un piccolo Comune. Anche la presenza di un’officina interna o di servizi aggiuntivi può far aumentare i costi, sia per le autorizzazioni che per le attrezzature specifiche richieste.

Un aspetto da non sottovalutare è la necessità di capitali solidi e di accordi ufficiali con le case produttrici, che spesso richiedono garanzie finanziarie e standard qualitativi elevati. In caso di apertura in franchising, alcune procedure possono essere semplificate grazie al supporto della casa madre, ma è comunque indispensabile rispettare tutte le normative locali e nazionali.

Tempistiche e criticità: come evitare ritardi e sanzioni

Le tempistiche di apertura di una concessionaria auto possono variare sensibilmente in base alla rapidità con cui si ottengono le autorizzazioni e si completa la documentazione richiesta. È importante considerare che eventuali ritardi nella presentazione della SCIA o nella richiesta di permessi aggiuntivi (come la certificazione antincendio) possono posticipare l’avvio dell’attività. Per questo motivo, si consiglia di consultare sempre fonti istituzionali aggiornate e di mantenere un dialogo costante con gli uffici comunali e la Camera di Commercio.

Infine, attenzione alle normative regionali e comunali, che possono prevedere restrizioni particolari sulla destinazione d’uso dei locali o sulla presenza di insegne pubblicitarie. Una pianificazione accurata e una verifica preventiva di tutti i requisiti sono fondamentali per evitare costi nascosti e sanzioni amministrative.

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Finanziamenti, incentivi e agevolazioni per aprire una concessionaria auto nel 2026: soluzioni pratiche e iter di accesso

Quando si affronta la domanda “come aprire una concessionaria auto nel 2026 in Italia”, la questione dei finanziamenti e delle agevolazioni disponibili è centrale. L’investimento iniziale richiesto per avviare un’attività di questo tipo è significativo e spesso richiede il ricorso a fondi esterni oltre al capitale proprio. In questo capitolo analizziamo le principali soluzioni di finanziamento, gli incentivi statali e comunitari, le opportunità offerte dai bandi e le strategie per accedere a queste risorse, con particolare attenzione ai requisiti pratici e alle tempistiche di erogazione.

Le principali soluzioni di finanziamento disponibili

Per sostenere i costi di apertura di una concessionaria auto, puoi valutare diverse opzioni:

  • Fondi propri: rappresentano la soluzione più immediata, ma spesso non sono sufficienti a coprire tutte le spese iniziali.
  • Prestiti bancari: le banche richiedono un business plan dettagliato e garanzie solide. Il piano deve dimostrare la sostenibilità economica del progetto.
  • Microcredito: adatto per importi più contenuti, può essere una soluzione per coprire parte delle spese di avvio.
  • Bandi regionali e nazionali: ogni anno vengono pubblicati bandi che offrono contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati per nuove imprese, anche nel settore automotive.
  • Agevolazioni a fondo perduto: strumenti come Invitalia permettono di ottenere fino a 1,5 milioni di euro a tasso zero, con copertura dell’80% dell’investimento, che può salire al 90% per alcune tipologie di società.

La scelta della soluzione più adatta dipende dalla dimensione dell’investimento, dal profilo dell’imprenditore e dalla presenza di eventuali partner o soci.

Incentivi auto 2026: opportunità e modalità di accesso

Nel 2026 saranno attivi nuovi incentivi auto a livello nazionale ed europeo, con particolare attenzione alla mobilità elettrica e sostenibile. Il maxi Ecobonus italiano prevede incentivi fino a 11.000 euro per veicolo, oltre a fondi specifici per batterie e infrastrutture di ricarica. Questi incentivi possono rappresentare un importante vantaggio competitivo per le concessionarie che intendono specializzarsi in veicoli elettrici o ibridi.

Per accedere ai bonus, sarà necessario registrarsi su una piattaforma informatica gestita dalla Sogei, seguendo una procedura digitale che richiede la presentazione di documentazione dettagliata sull’attività e sui veicoli trattati. È fondamentale monitorare i portali ufficiali e la Camera di Commercio per restare aggiornati sulle modalità operative e sulle tempistiche di apertura delle domande.

Business plan e requisiti per accedere ai finanziamenti

Un business plan solido è indispensabile per ottenere finanziamenti, sia da istituti di credito che tramite bandi pubblici. Il documento deve includere:

  • Analisi di mercato e della concorrenza
  • Previsioni di vendita e flussi di cassa
  • Dettaglio dei costi di apertura (burocrazia, affitto, allestimento, scorte, personale, marketing)
  • Piano di gestione della liquidità nei primi mesi

Ad esempio, la formula di base per stimare il fabbisogno iniziale è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. La presenza di un business plan ben strutturato aumenta notevolmente le possibilità di accedere a finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato.

Tempistiche, variabili locali e avvertenze pratiche

Le tempistiche di erogazione dei finanziamenti possono variare sensibilmente in base al tipo di strumento scelto e alla regione di riferimento. I bandi regionali, ad esempio, possono prevedere finestre temporali specifiche e requisiti aggiuntivi rispetto a quelli nazionali. È importante considerare che la gestione della liquidità nei primi mesi è spesso critica: i tempi di accredito dei fondi possono essere lunghi e la pianificazione deve prevedere un margine di sicurezza.

Un altro aspetto da valutare è la possibilità di aderire a reti in franchising, che spesso offrono condizioni agevolate per l’avvio, supporto nella formazione e accesso a convenzioni bancarie dedicate. Prima di scegliere questa strada, verifica attentamente i costi di ingresso e i vincoli contrattuali.

Infine, resta sempre aggiornato sulle normative regionali e comunali che possono influenzare l’accesso ai finanziamenti e agli incentivi, soprattutto per quanto riguarda la mobilità sostenibile e le politiche ambientali locali.

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Domande frequenti su Concessionaria auto nel 2026

Quanto costa aprire una concessionaria auto in Italia?

L’investimento iniziale per aprire una concessionaria auto può partire da circa 25.000 euro per formule in franchising, ma può salire notevolmente se si sceglie di affittare un piazzale o un capannone, arrivando anche a diverse centinaia di migliaia di euro. I costi variano in base a dimensioni, ubicazione e servizi offerti.

Quali sono i requisiti e gli adempimenti burocratici per aprire una concessionaria auto?

Per avviare una concessionaria auto è necessario aprire la partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese e presentare la SCIA al Comune. Bisogna inoltre rispettare le normative locali e, in alcuni casi, ottenere permessi aggiuntivi per l’esposizione o la gestione di officine interne.

Quanto costa l’affitto di un piazzale o capannone per una concessionaria?

L’affitto di un piazzale o di un capannone può costare diverse migliaia di euro al mese, a seconda della posizione e delle dimensioni della struttura. Questa voce rappresenta una delle principali spese fisse da considerare nella pianificazione dell’attività.

Come può aiutare un business plan nella pianificazione di una concessionaria auto?

Un business plan consente di stimare con precisione i costi di avvio, valutare i possibili ricavi e simulare diversi scenari economici. È uno strumento fondamentale per capire la sostenibilità dell’investimento e per presentare il progetto a potenziali finanziatori.

Quali licenze e permessi sono obbligatori per vendere auto usate?

Per vendere auto usate è obbligatorio inviare la SCIA al Comune, iscriversi al Registro delle Imprese e rispettare le normative sulla tracciabilità dei veicoli. In base ai servizi offerti, potrebbero essere necessari ulteriori permessi per l’esposizione o la manutenzione dei veicoli.

 

 

 

Autore dott. Stefano Ventura

Dott. Stefano Ventura

Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

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