Articolo scritto il 26/12/2025

Per aprire una Edizione libri in Italia nel 2025 è necessario seguire un percorso che comprende l’ottenimento della Partita IVA, la scelta della forma giuridica più adatta, la registrazione del marchio e il rispetto delle normative specifiche del settore editoriale; i costi e i requisiti possono variare sensibilmente in base alla dimensione del progetto, alla zona e alle strategie di posizionamento scelte. L’iter prevede inoltre la redazione di un business plan dettagliato, la comunicazione di inizio attività tramite SCIA al Comune, e l’eventuale richiesta di licenze o autorizzazioni particolari, soprattutto se si intende operare anche nella distribuzione o nella vendita diretta.

In questa guida troverai un’analisi approfondita dei requisiti personali e professionali, una panoramica completa sull’iter burocratico, indicazioni sui costi di avvio, sulle principali fonti di finanziamento e sulle novità normative previste per il 2025. Verranno inoltre forniti consigli pratici, checklist operative e riferimenti utili per costruire un progetto editoriale solido e sostenibile, con attenzione alle differenze regionali e alle opportunità offerte dal mercato digitale.

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Requisiti personali e professionali per aprire una casa editrice di libri: cosa serve davvero nel 2025

Quando ci si chiede come aprire una Edizione libri in Italia nel 2025, il primo passo fondamentale è la verifica dei requisiti personali e professionali necessari per avviare questa attività. Sebbene il settore editoriale non imponga vincoli rigidi come in altri ambiti, è importante conoscere le competenze richieste, le eventuali certificazioni utili e le caratteristiche personali che possono fare la differenza tra un progetto di successo e uno destinato a incontrare difficoltà. In questo capitolo analizziamo nel dettaglio quali sono i requisiti richiesti, quali competenze sono consigliate e come queste scelte influenzano tempi, costi e possibilità di crescita della tua futura casa editrice.

Requisiti personali: età, titolo di studio e competenze consigliate

Per aprire una casa editrice di libri in Italia non esistono limiti di età specifici imposti dalla legge. Tuttavia, è fortemente consigliato essere maggiorenni e possedere almeno un diploma di scuola superiore. Questo livello di istruzione facilita la gestione amministrativa e la comprensione delle normative di settore. Non è obbligatorio aver frequentato corsi come il SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) o l’HACCP, che sono invece richiesti in altri tipi di attività.

La formazione ideale per chi vuole diventare editore comprende competenze in ambito editoriale, marketing e gestione d’impresa. Anche se non sono obbligatorie per legge, queste conoscenze sono fortemente consigliate e possono essere acquisite tramite corsi online, workshop specifici o percorsi universitari. L’esperienza pregressa nel settore editoriale, anche come autore, collaboratore o redattore, rappresenta un valore aggiunto concreto.

Competenze pratiche e attitudini richieste

Oltre ai requisiti formali, è fondamentale valutare alcune competenze pratiche e attitudini personali che incidono direttamente sulla riuscita dell’attività. Tra queste:

  • Capacità di analisi di mercato: saper individuare i trend editoriali e le nicchie di pubblico è essenziale per definire un piano editoriale efficace.
  • Gestione amministrativa: occorre essere in grado di gestire la contabilità, i contratti e le pratiche burocratiche.
  • Selezione dei testi: la capacità di valutare manoscritti e proposte editoriali è centrale per costruire un catalogo di qualità.

Queste competenze possono essere sviluppate anche attraverso formazione continua e aggiornamenti tramite associazioni di categoria come AIE (Associazione Italiana Editori), che offre corsi e risorse utili per chi vuole intraprendere questa professione.

Iter burocratico e documentazione: cosa serve davvero per iniziare

Dal punto di vista burocratico, l’avvio di una casa editrice non richiede licenze particolari o autorizzazioni specifiche, ma è necessario seguire l’iter standard per l’apertura di una nuova impresa:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio come impresa individuale o società.
  • Apertura della Partita IVA con codice ATECO specifico per l’attività editoriale.
  • Comunicazione di inizio attività tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, se si prevede una sede aperta al pubblico.

La documentazione richiesta può variare in base alla regione o al Comune di riferimento, quindi è consigliabile consultare sempre gli uffici locali o i siti delle associazioni di categoria per eventuali aggiornamenti normativi.

Costi di apertura: variabili e esempio pratico

I costi di apertura di una casa editrice possono variare sensibilmente in base alla dimensione del progetto, alla location e alla scelta tra attività online o con sede fisica. In generale, l’investimento iniziale comprende:

  • Costi burocratici (iscrizione, Partita IVA, SCIA)
  • Eventuali spese per formazione e aggiornamento professionale
  • Acquisto di attrezzature informatiche e software gestionali
  • Fondo di riserva per le prime pubblicazioni e promozione

Ad esempio, un investimento iniziale può essere così strutturato: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto (se previsto) + fondo di riserva. Se si sceglie di operare esclusivamente online, i costi di affitto e gestione della sede possono essere ridotti o eliminati, mentre una sede fisica in una grande città comporterà spese maggiori. È importante prevedere anche un budget per la promozione e la distribuzione dei primi titoli, che spesso rappresenta una voce di spesa sottovalutata.

Infine, ricorda che alcuni costi possono variare in base alla regione o al Comune di apertura, soprattutto per quanto riguarda le pratiche amministrative e le eventuali agevolazioni locali.


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Iter burocratico, requisiti e costi per aprire una edizione libri in italia nel 2025

Comprendere l’iter burocratico, i requisiti specifici e i costi di apertura è fondamentale per chi desidera sapere come aprire una Edizione libri in Italia nel 2025. Questo capitolo guida passo dopo passo attraverso le procedure obbligatorie, le principali variabili locali e le spese da mettere in conto per avviare legalmente una casa editrice. Seguire correttamente ogni fase permette di evitare ritardi, sanzioni o blocchi amministrativi, e di pianificare con maggiore precisione l’investimento iniziale.

Requisiti e documentazione necessari per l’avvio

Per aprire una Edizione libri, il primo passo è ottenere la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Per una ditta individuale si utilizza il modello AA9/7, mentre per una società il modello AA7/7. È essenziale scegliere il codice ATECO più adatto: generalmente si utilizza il 58.11.00 (edizione di libri). Successivamente, bisogna iscrivere l’attività al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, ottenendo così anche il codice fiscale aziendale.

La procedura prosegue con la Comunicazione Unica (ComUnica), che consente di gestire in modalità telematica l’iscrizione a INPS e INAIL. In alcuni casi, il Comune di riferimento può richiedere la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) tramite lo sportello SUAP. È importante verificare sempre presso il proprio Comune eventuali richieste aggiuntive, poiché le procedure possono variare a livello locale e regionale.

Iter burocratico: passi obbligatori e tempistiche

L’iter burocratico per aprire una Edizione libri in Italia nel 2025 si compone di diversi passaggi obbligatori. Dopo aver aperto la Partita IVA e scelto il codice ATECO corretto, si procede con l’iscrizione al Registro delle Imprese e la Comunicazione Unica. Questi adempimenti sono fondamentali per essere riconosciuti come editori e per poter operare legalmente.

  • Partita IVA: richiesta presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese: presso la Camera di Commercio.
  • Comunicazione Unica: per INPS e INAIL.
  • SCIA: da presentare al Comune, se richiesta.

Le tempistiche per completare l’iter possono variare: generalmente si va da alcune settimane fino a un paio di mesi, a seconda della complessità della pratica e della rapidità degli enti coinvolti. Fattori come la tipologia societaria scelta, la completezza della documentazione e le eventuali richieste aggiuntive del Comune possono incidere sui tempi di apertura.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di una Edizione libri dipendono da diversi fattori, tra cui la forma giuridica scelta (ditta individuale o società), le spese burocratiche, eventuali consulenze e le tariffe richieste dagli enti locali. In linea generale, l’investimento iniziale può essere così schematizzato:

  • Costi burocratici: pratiche per Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, SCIA (se richiesta).
  • Spese amministrative: bolli, diritti camerali, eventuali consulenze fiscali o legali.
  • Fondo di riserva: utile per coprire costi imprevisti o richieste aggiuntive da parte del Comune.

Ad esempio, l’investimento iniziale può essere calcolato come: “investimento iniziale = costi burocratici + spese amministrative + fondo di riserva”. Se si sceglie una sede in una grande città, le spese potrebbero essere più elevate rispetto a un piccolo Comune, sia per le tariffe degli enti sia per eventuali richieste aggiuntive.

È importante verificare sempre le normative locali e prevedere un margine per costi nascosti, come eventuali aggiornamenti normativi o richieste di integrazione documentale da parte degli enti preposti.

Variabili regionali e avvertimenti pratici

Le procedure possono variare a livello regionale e comunale. Alcuni Comuni richiedono documentazione aggiuntiva o prevedono tempistiche differenti per il rilascio delle autorizzazioni. Prima di avviare la pratica, è consigliabile contattare lo sportello SUAP del proprio Comune per ottenere informazioni aggiornate e dettagliate sulle procedure locali.

Un fattore critico da non sottovalutare è la tempistica di rilascio delle autorizzazioni: eventuali ritardi nella presentazione della documentazione o richieste di integrazione possono allungare i tempi di apertura. Per questo motivo, è fondamentale preparare con attenzione tutta la documentazione necessaria e mantenersi aggiornati sulle normative vigenti in materia di editoria.

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Costi, requisiti e iter burocratico per aprire una casa editrice di libri in italia nel 2025

Quando ci si chiede come aprire una Edizione libri nel 2025 in Italia, è fondamentale valutare con attenzione i costi di apertura, i requisiti specifici e l’iter burocratico necessario per avviare l’attività. Ogni fase, dalla scelta della forma giuridica fino alla gestione delle prime pubblicazioni, comporta decisioni che incidono su tempi, budget e possibilità di successo. In questo capitolo analizziamo in modo pratico e dettagliato tutti gli aspetti chiave per partire con il piede giusto.

Requisiti e documentazione per avviare una edizione libri

Per avviare una casa editrice di libri in Italia, è necessario aprire una Partita IVA con il codice ATECO 58.11.00 (edizione di libri) o 58.14.00 (edizione di riviste e periodici, se previsto). Occorre inoltre iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente e, se si prevede di avere una sede fisica aperta al pubblico, presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune. La documentazione richiesta può variare leggermente in base alla regione e al Comune di riferimento, quindi è consigliabile informarsi presso gli uffici locali per evitare ritardi o errori.

Non sono richiesti titoli di studio specifici, ma è fondamentale avere competenze in ambito editoriale e gestionale. Per le attività online o gestite da remoto, la procedura può essere più snella, ma resta obbligatoria la regolarizzazione fiscale e amministrativa.

Iter burocratico e tempistiche di apertura

L’iter burocratico per aprire una Edizione libri prevede alcuni passaggi obbligati:

  • Scelta della forma giuridica (ditta individuale, società, ecc.)
  • Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  • Eventuale presentazione della SCIA al Comune per la sede operativa
  • Comunicazione di inizio attività agli enti previdenziali (INPS, INAIL se necessario)

Le tempistiche possono variare: in media, per una piccola casa editrice, l’iter completo può richiedere da una a tre settimane, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata. Attenzione: eventuali errori o mancanze nei documenti possono allungare i tempi e generare costi aggiuntivi.

Costi di apertura: voci principali e variabili

I costi di apertura di una casa editrice di libri sono influenzati da diversi fattori: dimensione del progetto, modalità di gestione (in presenza o da remoto), localizzazione e numero di pubblicazioni previste. Per una piccola realtà, l’investimento iniziale può partire da 5.000–10.000 euro, includendo:

  • Spese amministrative e burocratiche (apertura Partita IVA, iscrizione Camera di Commercio, consulenze)
  • Software di impaginazione e gestione editoriale
  • Realizzazione del sito web e strumenti digitali
  • Prime tirature di libri (i costi variano in base a quantità e tipologia di stampa: digitale o offset)
  • Fondo per promozione e distribuzione

Se si sceglie di affittare un locale, bisogna considerare almeno 300–800 euro al mese per l’affitto, a seconda della città e della zona. Gestendo l’attività da remoto, questi costi si riducono sensibilmente, ma resta fondamentale investire in strumenti digitali e promozione.

Ad esempio, una formula di base per stimare l’investimento iniziale può essere: investimento iniziale = costi burocratici + software + sito web + prime tirature + fondo promozione + eventuale affitto. Le cifre possono variare sensibilmente tra una grande città e un piccolo centro, così come tra una gestione tradizionale e una digitale.

Consigli pratici e variabili regionali

Le normative regionali e comunali possono influire su alcuni adempimenti, in particolare per quanto riguarda la SCIA e le autorizzazioni per la sede fisica. È sempre consigliabile consultare gli uffici comunali per verificare eventuali richieste aggiuntive o tempistiche specifiche. Inoltre, i costi di stampa dipendono dal numero di copie e dalla tecnologia utilizzata: la stampa digitale è più flessibile per piccole tirature, mentre l’offset conviene per grandi volumi.

Un fondo per la promozione e la distribuzione è essenziale per raggiungere il pubblico e posizionarsi sul mercato. Non trascurare i costi nascosti legati a consulenze, aggiornamenti software e gestione dei diritti d’autore.

In sintesi, una pianificazione accurata dei costi e dei tempi è la chiave per avviare con successo una Edizione libri in Italia nel 2025, evitando sorprese e ottimizzando le risorse disponibili.

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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire una edizione libri in italia nel 2025

Quando ci si chiede come aprire una Edizione libri in Italia nel 2025, è fondamentale conoscere i requisiti specifici, l’iter burocratico e i costi necessari per avviare l’attività in modo regolare e sicuro. Sebbene non siano richieste licenze particolari per l’apertura di una casa editrice, il rispetto delle normative su diritto d’autore, deposito legale e la corretta gestione amministrativa sono elementi imprescindibili. In questo capitolo analizziamo nel dettaglio i passi pratici, la documentazione necessaria e le principali voci di costo da considerare per avviare una Edizione libri, con particolare attenzione alle variabili regionali e agli adempimenti obbligatori.

Requisiti fondamentali e adempimenti legali

Per avviare una Edizione libri non è richiesta una licenza specifica, ma è obbligatorio rispettare la normativa sul diritto d’autore e il deposito legale. Ogni libro pubblicato deve essere registrato con un codice ISBN, che si ottiene tramite l’Agenzia ISBN italiana. Questo codice è essenziale per la distribuzione e la vendita dei libri, sia in formato cartaceo che digitale. Inoltre, per ogni opera pubblicata, è necessario depositare una copia presso la Biblioteca Nazionale Centrale, secondo quanto previsto dalla legge sul deposito legale.

Se si pubblicano opere di terzi, è indispensabile stipulare contratti editoriali chiari e conformi alla normativa vigente. Questi contratti devono tutelare sia l’editore che l’autore, specificando diritti, compensi e modalità di pubblicazione.

Iter burocratico per l’avvio dell’attività

L’iter burocratico per aprire una Edizione libri prevede alcuni passaggi obbligatori:

  • Richiesta della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il codice ATECO più adatto all’attività editoriale.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
  • Eventuale registrazione del marchio editoriale, se si desidera tutelare il nome e il logo della casa editrice.
  • Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, se si apre una sede fisica aperta al pubblico.

È importante verificare eventuali regolamenti comunali o regionali che possano influire sull’attività, soprattutto in relazione alla sede operativa e alle modalità di vendita.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di una Edizione libri possono variare sensibilmente in base a diversi fattori, tra cui la dimensione dell’attività, la scelta tra pubblicazione cartacea o digitale e la presenza di una sede fisica. Le principali voci di spesa includono:

  • Costi burocratici (apertura Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio, eventuale registrazione del marchio).
  • Acquisto dei codici ISBN per ogni titolo pubblicato.
  • Spese per deposito legale e gestione amministrativa.
  • Eventuali costi per consulenza legale e contratti editoriali.
  • Investimenti in attrezzature informatiche e software di impaginazione.
  • Budget per marketing e promozione dei libri.

Ad esempio, l’investimento iniziale può essere così schematizzato: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + acquisto ISBN + fondo di riserva. Se si sceglie di operare esclusivamente online, i costi di affitto e gestione della sede possono essere ridotti o eliminati, mentre aumentano le spese per la promozione digitale e la gestione dell’e-commerce.

Le tempistiche per l’avvio dipendono dalla rapidità con cui si ottengono i codici ISBN, si completano le pratiche amministrative e si predispongono i primi titoli da pubblicare. In media, l’iter può richiedere da alcune settimane a qualche mese, a seconda della complessità del progetto e della tempestività nella raccolta della documentazione.

Normative aggiuntive e fattori critici

Se si prevede di vendere libri online, è necessario adeguarsi alle normative su e-commerce e privacy, predisponendo informative chiare e sistemi di pagamento sicuri. Inoltre, è consigliabile monitorare costantemente eventuali aggiornamenti normativi a livello regionale o comunale, che potrebbero introdurre requisiti aggiuntivi o restrizioni specifiche per l’attività editoriale.

Un fattore critico spesso sottovalutato riguarda la corretta gestione dei contratti editoriali e la tutela dei diritti d’autore, aspetti che possono incidere sia sui tempi di avvio che sui costi operativi. Infine, è importante prevedere un fondo di riserva per far fronte a eventuali spese impreviste legate a consulenze legali, aggiornamenti normativi o investimenti in promozione.

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Finanziamenti, agevolazioni e strategie per sostenere l’apertura di una casa editrice di libri nel 2025

Quando ci si chiede come aprire una Edizione libri nel 2025 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la ricerca di finanziamenti e incentivi per sostenere i costi iniziali e favorire la crescita dell’attività. Il settore editoriale, infatti, può accedere a bandi pubblici, contributi specifici e opportunità di collaborazione che, se ben pianificati, permettono di ridurre il rischio imprenditoriale e di rafforzare la presenza sul mercato. In questo capitolo analizziamo le principali fonti di finanziamento, le strategie per accedervi e le buone pratiche per presentare un business plan efficace, con particolare attenzione alle novità normative e alle opportunità offerte dagli enti pubblici nel 2025.

Principali bandi e contributi pubblici per l’editoria libraria

Nel 2025, il settore dell’editoria libraria può beneficiare di contributi pubblici specifici previsti dal Fondo editoria libraria (D.L. 201/2024 art. 3 comma 2), che sostiene l’acquisto di libri da parte delle biblioteche e incentiva la produzione editoriale. Questi fondi sono destinati a favorire la crescita delle case editrici e a promuovere la diffusione della lettura, con particolare attenzione alle nuove realtà imprenditoriali. Il Decreto Cultura 2025 ha inoltre introdotto nuovi finanziamenti a favore delle librerie e dell’editoria, con una dotazione di 4 milioni di euro nel 2024, che proseguirà anche nel 2025 attraverso bandi e misure dedicate. È fondamentale monitorare periodicamente i portali istituzionali come quelli del Ministero della Cultura e di Invitalia per restare aggiornati sulle finestre di presentazione delle domande e sui requisiti di accesso.

Business plan e requisiti per accedere ai finanziamenti

Per ottenere finanziamenti pubblici o agevolazioni, è indispensabile presentare un business plan dettagliato che illustri in modo chiaro l’idea imprenditoriale, il piano di investimenti, le strategie di crescita e le previsioni di ricavo. Il business plan rappresenta uno strumento essenziale sia per la valutazione da parte degli enti erogatori sia per la pianificazione interna dell’attività. Tra i requisiti richiesti più frequentemente figurano:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio come casa editrice;
  • apertura della Partita IVA specifica per l’attività editoriale;
  • presentazione di un piano editoriale e di marketing;
  • documentazione relativa ai soci e agli investimenti previsti.

Un esempio pratico: se il costo complessivo per avviare una casa editrice è composto da costi burocratici (registrazione, SCIA, Partita IVA), acquisto di attrezzature (software di impaginazione, hardware), affitto di una sede e fondo di riserva, l’accesso a un contributo pubblico può coprire una parte significativa di queste voci, riducendo l’esborso iniziale.

Altre strategie di finanziamento: crowdfunding e partnership

Oltre ai bandi pubblici, è possibile valutare forme alternative di finanziamento come il crowdfunding, che permette di raccogliere capitali direttamente dal pubblico interessato ai progetti editoriali. Le piattaforme di crowdfunding sono particolarmente efficaci per iniziative innovative o legate a tematiche culturali di nicchia. Un’altra opportunità è rappresentata dalle collaborazioni con associazioni culturali e dalla partecipazione a fiere di settore come il Salone del Libro di Torino, che consentono di aumentare la visibilità, stringere partnership strategiche e accedere a reti di finanziamento e promozione condivisa.

Variabili regionali, tempistiche e raccomandazioni operative

Le tempistiche di accesso ai finanziamenti possono variare in base alla regione e al tipo di bando. Alcuni contributi sono gestiti a livello nazionale, altri prevedono specifiche graduatorie regionali o comunali. È importante verificare con attenzione la documentazione richiesta e rispettare le scadenze per la presentazione delle domande. Un errore frequente è sottovalutare i costi nascosti legati alla preparazione della documentazione o alla consulenza per la redazione del business plan. Per questo motivo, si consiglia di consultare sempre fonti istituzionali aggiornate e di pianificare con anticipo ogni fase dell’iter di finanziamento.

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Domande frequenti su Edizione libri nel 2025

Quanti soldi servono per aprire una casa editrice di libri?

Per una piccola casa editrice, l’investimento iniziale può variare tra 5.000 e 15.000 euro, includendo pratiche burocratiche, software, sito web e prime tirature. Se si punta a una struttura più grande o a una presenza fisica in città, i costi possono aumentare sensibilmente.

Quali sono i requisiti per diventare editore in Italia?

Non sono richiesti titoli di studio specifici o corsi obbligatori, ma è consigliata una buona preparazione in ambito editoriale e gestionale. L’esperienza nel settore e la conoscenza delle normative su editoria e diritto d’autore sono elementi importanti.

Quanto costa pubblicare 100 copie di un libro?

Il costo per stampare 100 copie di un libro dipende da formato, numero di pagine e qualità della stampa, ma generalmente oscilla tra 400 e 1.000 euro. È utile richiedere più preventivi a tipografie specializzate.

Come aiuta un business plan nella fase di apertura?

Un business plan ben strutturato permette di stimare con precisione i costi di avvio, valutare la sostenibilità economica e definire obiettivi chiari. Aiuta inoltre a individuare punti di forza e criticità prima di investire risorse.

Serve una licenza per pubblicare libri?

Non è richiesta una licenza specifica, ma è necessario rispettare le norme sul deposito legale, ottenere un codice ISBN per ogni pubblicazione e stipulare contratti editoriali regolari con autori e collaboratori.

 

 

 

Autore dott. Stefano Ventura

Dott. Stefano Ventura

Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

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