Articolo scritto il 23/12/2025
Per aprire un’attività come make-up artist in Italia nel 2025 è necessario seguire un iter che prevede l’apertura della Partita IVA, la scelta del corretto Codice ATECO e l’adempimento di tutti i principali requisiti burocratici, che possono variare in base alla zona, alla tipologia di servizi offerti e all’esperienza professionale. I costi e le procedure di avvio possono differire sensibilmente a seconda delle scelte personali e delle normative locali, quindi è importante informarsi con attenzione e valutare ogni aspetto prima di iniziare.
In questa guida troverai informazioni dettagliate su tutti i passaggi fondamentali: dai requisiti personali e professionali necessari, all’iter per la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, fino agli aspetti fiscali, alle licenze e ai possibili finanziamenti disponibili. L’articolo ti aiuterà a orientarti tra gli adempimenti richiesti, a stimare l’investimento iniziale e a pianificare con sicurezza l’avvio della tua attività di make-up artist nel 2025.
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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di make-up artist in italia nel 2025
Aprire un’attività come make-up artist in Italia nel 2025 richiede attenzione a diversi aspetti fondamentali: dai requisiti personali e professionali previsti dalla normativa, alla scelta della formazione più adatta, fino alla valutazione dei costi e delle procedure burocratiche necessarie per avviare legalmente la professione. Comprendere questi elementi è il primo passo per rispondere alla domanda “come aprire un’attività di make-up artist” e per evitare errori che potrebbero rallentare o ostacolare l’avvio del proprio percorso imprenditoriale.
Requisiti personali e formazione professionale obbligatoria
Per diventare make-up artist nel 2025, è necessario soddisfare alcuni requisiti personali di base: l’età minima richiesta è di 18 anni, mentre non sono previsti limiti massimi. Sebbene il diploma di scuola superiore non sia obbligatorio per legge, è fortemente consigliato per una maggiore competitività e per accedere più facilmente ai corsi professionali.
La formazione professionale è un elemento chiave: frequentare corsi riconosciuti presso accademie o scuole specializzate permette di acquisire le competenze tecniche necessarie e di ottenere attestati validi per l’eventuale esame di abilitazione, soprattutto in vista della possibile riforma del settore estetico. Alcune regioni italiane richiedono corsi specifici di almeno 600 ore o tirocini documentati, quindi è fondamentale informarsi presso gli enti locali prima di iniziare il percorso.
Se si intende offrire esclusivamente consulenza o vendita di prodotti, la qualifica da estetista potrebbe non essere necessaria. Tuttavia, per chi desidera erogare servizi di trucco su terzi, l’abilitazione professionale sarà probabilmente richiesta. In ogni caso, è importante verificare sempre le normative locali e regionali, poiché i requisiti possono variare sensibilmente da una zona all’altra.
Iter burocratico e documentazione necessaria
Una volta soddisfatti i requisiti personali e completata la formazione, il passo successivo è affrontare l’iter burocratico per l’apertura dell’attività. Tra gli adempimenti principali figurano:
- l’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate;
- l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
- la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento;
- il rispetto delle normative igienico-sanitarie previste per le attività estetiche;
- l’eventuale iscrizione all’INPS e all’INAIL per la gestione previdenziale e assicurativa.
Le tempistiche per completare queste procedure possono variare in base alla regione e al Comune di apertura, ma in generale è consigliabile prevedere alcune settimane per la raccolta e la presentazione di tutta la documentazione richiesta. Un errore frequente è sottovalutare i tempi di risposta degli enti pubblici o la necessità di integrare documenti mancanti: preparare in anticipo tutta la documentazione riduce il rischio di ritardi.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di un’attività di make-up artist possono variare sensibilmente in base a diversi fattori: la scelta della location (studio privato, negozio su strada, lavoro a domicilio), la dimensione dell’attività, il livello di attrezzature e prodotti professionali acquistati, oltre alle spese burocratiche e amministrative.
Ad esempio, l’investimento iniziale può essere così sintetizzato:
- costi burocratici (apertura Partita IVA, SCIA, iscrizioni);
- acquisto di attrezzature e prodotti professionali (pennelli, cosmetici, postazione trucco);
- eventuale affitto di uno spazio (variabile in base alla città e alla zona);
- scorte di materiali e fondo di riserva per le prime spese;
- eventuali costi di formazione e aggiornamento professionale.
Per chi sceglie di lavorare a domicilio o in modalità freelance, i costi fissi possono essere più contenuti, mentre l’apertura di uno studio comporta spese maggiori, soprattutto nelle grandi città. È importante considerare anche i costi nascosti, come quelli per la promozione, la gestione amministrativa e l’adeguamento alle normative igienico-sanitarie.
In sintesi, una pianificazione accurata dei costi e dei tempi è fondamentale per avviare con successo l’attività di make-up artist, evitando sorprese e garantendo la piena conformità alle normative vigenti.
Iter burocratico, requisiti e costi per aprire un’attività di make-up artist in italia nel 2025
Per rispondere concretamente alla domanda “come aprire un’attività di Make-up Artist nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere l’iter burocratico, i requisiti richiesti e i costi da sostenere. Ogni passaggio, dalla scelta del codice ATECO all’iscrizione agli enti competenti, incide direttamente su tempi, modalità operative e spese iniziali. Inoltre, le procedure possono variare in base al Comune di riferimento, rendendo indispensabile una pianificazione attenta e aggiornata alle normative locali.
Scelta del codice ateco e apertura della partita iva
Il primo passo per avviare l’attività di Make-up Artist è l’apertura della Partita IVA. Questo avviene tramite la trasmissione del modulo AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La scelta del codice ATECO è cruciale e dipende dalla tipologia di servizi offerti:
- 96.02.02 – Per chi offre servizi di trucco e bellezza come artigiano.
- 96.09.09 – Per chi svolge attività di consulenza come libero professionista.
- 96.22.09 – Per servizi di cura della bellezza e trattamenti non classificati altrove, adatto ai truccatori che offrono servizi diversificati.
La scelta del codice ATECO determina anche il regime fiscale e previdenziale applicabile, influenzando costi e adempimenti futuri. È consigliabile confrontarsi con un commercialista esperto nel settore beauty per evitare errori che potrebbero rallentare l’apertura o comportare sanzioni.
Iscrizione agli enti e presentazione della SCIA
Dopo aver aperto la Partita IVA, il passo successivo è l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (necessaria se si opera come artigiano). In parallelo, bisogna iscriversi all’INPS nella gestione appropriata (artigiani o professionisti) e, se si prevedono dipendenti, anche all’INAIL.
Un adempimento fondamentale è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune tramite lo sportello SUAP. La SCIA permette di iniziare subito l’attività, ma deve essere corredata da tutta la documentazione richiesta, in particolare quella relativa a igiene e sicurezza dei locali. Le tempistiche di rilascio e la documentazione possono variare sensibilmente da Comune a Comune, quindi è importante consultare il regolamento locale e preparare con attenzione tutti i moduli richiesti.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di un’attività di Make-up Artist dipendono da diversi fattori: regime fiscale scelto, tipologia di attività (artigiano o professionista), presenza di un locale fisico, e adempimenti comunali. In linea generale, l’investimento iniziale può essere così schematizzato:
- Costi burocratici (apertura Partita IVA, iscrizione Camera di Commercio, SCIA)
- Acquisto attrezzature e prodotti professionali
- Affitto e allestimento del locale (se previsto)
- Fondo di riserva per spese impreviste
Ad esempio, aprire come libero professionista senza locale comporta costi iniziali più contenuti, limitati alle spese burocratiche e all’acquisto di attrezzature. Al contrario, aprire un laboratorio o studio di make-up richiede un investimento maggiore per l’adeguamento dei locali alle norme igienico-sanitarie e per l’arredo.
Le spese possono aumentare sensibilmente in città grandi o zone centrali, sia per l’affitto sia per le richieste comunali più stringenti. È quindi fondamentale valutare attentamente la location e prevedere un budget adeguato alle proprie esigenze e al mercato di riferimento.
Tempistiche e criticità da non sottovalutare
L’iter di apertura può richiedere da poche settimane a diversi mesi, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata. Un errore frequente è sottovalutare le variabili regionali e comunali: ogni Comune può richiedere documenti aggiuntivi o prevedere tempistiche differenti per la valutazione della SCIA.
Per evitare ritardi o blocchi, è consigliato affidarsi a un consulente esperto e verificare sempre le normative aggiornate presso il proprio Comune. Una pianificazione attenta e una raccolta tempestiva di tutti i documenti necessari sono la chiave per un’apertura senza intoppi.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di make-up artist nel 2025 in italia
Aprire un’attività come Make-up Artist nel 2025 in Italia richiede una valutazione attenta dei requisiti professionali, dei passaggi burocratici e dei costi di avvio. Questi elementi sono fondamentali per chi desidera avviare la propria attività in modo regolare e sostenibile, sia che si scelga di lavorare in uno studio proprio, a domicilio o come consulente. In questo capitolo analizziamo in dettaglio cosa serve per iniziare, quali sono le spese da mettere in conto e quali variabili possono incidere su tempi e costi di apertura.
Requisiti e documentazione per diventare make-up artist
Per avviare l’attività di Make-up Artist non è obbligatorio possedere una qualifica professionale riconosciuta, ma è fortemente consigliato seguire un percorso di formazione specifico, sia per acquisire competenze tecniche sia per distinguersi sul mercato. I corsi professionali hanno un costo che può variare tra 1.000 e 4.000 euro a seconda della scuola e della durata. Al termine della formazione, è importante conservare gli attestati ottenuti, utili anche per eventuali richieste di finanziamento o per accedere a collaborazioni con enti e aziende.
Dal punto di vista burocratico, il primo passo è l’apertura della Partita IVA. Questo avviene tramite la compilazione e l’invio del modulo AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, scegliendo il Codice ATECO più adatto all’attività di truccatore o consulente d’immagine. I professionisti che lavorano in proprio devono iscriversi alla Gestione Separata INPS, dove i contributi vengono calcolati in percentuale sul reddito prodotto.
Iter burocratico: passi fondamentali e tempistiche
Oltre alla Partita IVA, chi apre uno studio deve valutare la necessità di ulteriori adempimenti amministrativi. In particolare, se si intende aprire un locale aperto al pubblico, sarà necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso il Comune di riferimento. La SCIA consente di avviare l’attività immediatamente, ma richiede il rispetto di tutte le normative igienico-sanitarie e urbanistiche locali. È fondamentale informarsi presso il proprio Comune sulle eventuali normative regionali o comunali specifiche, che possono prevedere requisiti aggiuntivi o tempistiche diverse per il rilascio delle autorizzazioni.
Per chi opera esclusivamente a domicilio o come consulente, l’iter è generalmente più snello: in questi casi, oltre alla Partita IVA e all’iscrizione INPS, non sono richieste licenze particolari, ma è sempre consigliabile stipulare una polizza RC professionale per tutelarsi da eventuali danni a terzi.
Costi di apertura: investimento iniziale e spese ricorrenti
L’investimento iniziale per aprire un’attività di Make-up Artist può variare sensibilmente in base alla città, alla dimensione dell’attività e alla scelta tra studio proprio, lavoro a domicilio o consulenza. Secondo le fonti di settore, i costi iniziali complessivi si collocano generalmente tra 8.000 e 25.000 euro, includendo:
- Formazione professionale: 1.000–4.000 euro
- Apertura Partita IVA e pratiche amministrative: 200–600 euro
- Affitto o allestimento locale: da 300 euro mensili in provincia a oltre 1.000 euro in città
- Attrezzature e prodotti professionali: 1.500–5.000 euro
- Assicurazione RC professionale: 100–300 euro annui
- Consulenze fiscali e costi di gestione contabile
Ad esempio, per chi sceglie di aprire uno studio in una città di medie dimensioni, l’investimento iniziale potrebbe essere così composto: 2.000 euro per la formazione, 500 euro per le pratiche amministrative, 1.000 euro per il primo mese di affitto e deposito cauzionale, 3.000 euro per attrezzature e prodotti, 200 euro per l’assicurazione e 500 euro per consulenze fiscali, per un totale di circa 7.200 euro. Tuttavia, questa cifra può aumentare sensibilmente in caso di locali più grandi o posizionati in zone centrali.
Non vanno dimenticati i costi ricorrenti come aggiornamento professionale, marketing e promozione, oltre ai contributi INPS. Ad esempio, per un reddito fino a 18.555 euro, il contributo fisso obbligatorio INPS è di 4.460,64 euro annui.
Variabili locali e fattori critici da considerare
Le normative regionali e comunali possono incidere su requisiti, tempi e costi di apertura. Alcuni Comuni richiedono documentazione aggiuntiva o prevedono tempistiche più lunghe per il rilascio delle autorizzazioni. È importante informarsi preventivamente presso gli uffici comunali per evitare ritardi o spese impreviste. Inoltre, la scelta della location influisce notevolmente sull’investimento: affitti e costi di allestimento sono più elevati nei centri urbani rispetto alle zone periferiche o di provincia.
Infine, è fondamentale prevedere un fondo di riserva per far fronte a eventuali spese impreviste nei primi mesi di attività. Una formula utile per stimare l’investimento iniziale è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Valutare attentamente tutte queste voci aiuta a pianificare l’apertura in modo consapevole e a ridurre il rischio di imprevisti finanziari.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di make-up artist nel 2025
Per rispondere concretamente alla domanda “come aprire un’attività di Make-up artist nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere i requisiti legali, l’iter burocratico e i costi di avvio previsti dalla normativa aggiornata. Il settore è stato recentemente regolamentato dal DDL Ancorotti, che introduce nuove regole su abilitazione professionale, obblighi formativi e adempimenti amministrativi. In questa sezione analizziamo i passaggi essenziali, le autorizzazioni necessarie e i principali costi da sostenere per avviare legalmente la professione di Make-up artist.
Requisiti professionali e abilitazione obbligatoria
Dal 2025, per esercitare come Make-up artist in Italia, non basta più la sola esperienza pratica: il DDL Ancorotti prevede che sia necessario frequentare corsi regionali di almeno 600 ore per ottenere il titolo abilitante. Al termine del percorso formativo, è previsto il superamento di un esame che certifica le competenze acquisite. Solo chi è in possesso di questa abilitazione può offrire servizi di trucco su terzi in modo regolare. È importante informarsi presso la propria Regione per conoscere i dettagli dei corsi riconosciuti e le eventuali sessioni d’esame disponibili.
Iter burocratico: scia, partita iva e regolamenti locali
Una volta ottenuta l’abilitazione, il primo passo burocratico è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove si intende operare. La SCIA è obbligatoria e permette di avviare l’attività in tempi rapidi, purché siano rispettati tutti i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa locale. In parallelo, è necessario aprire la Partita IVA con il codice ATECO aggiornato per truccatori e Make-up artist, fondamentale per la regolarità fiscale dell’attività.
Attenzione: ogni Comune e Regione può prevedere regolamenti specifici su locali, orari, requisiti igienici e modalità di esercizio. Prima di procedere, è consigliato consultare l’ufficio SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del proprio Comune per evitare sanzioni o blocchi amministrativi.
Licenze aggiuntive e assicurazione obbligatoria
Se oltre ai servizi di trucco si intende vendere prodotti cosmetici, potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni commerciali e l’adeguamento del locale alle normative sulla vendita di prodotti al pubblico. Un altro aspetto fondamentale è la polizza assicurativa RC professionale: questa copertura è spesso richiesta anche per collaborazioni con terzi e tutela sia il professionista sia i clienti da eventuali danni o contestazioni.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura per un’attività di Make-up artist nel 2025 dipendono da diversi fattori: formazione obbligatoria, adempimenti burocratici, affitto o allestimento del locale, acquisto di attrezzature e prodotti, assicurazione e fondo di riserva. Una formula di base per stimare l’investimento iniziale può essere:
- investimento iniziale = costi burocratici + formazione + attrezzature + affitto/location + assicurazione + fondo di riserva
Ad esempio, la sola formazione abilitante di 600 ore rappresenta una voce di spesa significativa, a cui si aggiungono i costi per la SCIA, l’apertura della Partita IVA e l’adeguamento del locale ai requisiti igienico-sanitari. I costi possono variare sensibilmente in base alla location (centro città, periferia, zona commerciale), alla dimensione dell’attività (studio privato, salone, lavoro a domicilio) e alle normative regionali applicate.
Un Make-up artist che sceglie di lavorare come freelance presso il domicilio dei clienti avrà costi iniziali inferiori rispetto a chi apre un locale fisico, ma dovrà comunque sostenere le spese per formazione, assicurazione e adempimenti fiscali. In ogni caso, è prudente prevedere un fondo di riserva per coprire eventuali spese impreviste o periodi di avvio più lenti del previsto.
In sintesi, la pianificazione accurata dei requisiti, dell’iter burocratico e dei costi è essenziale per aprire un’attività di Make-up artist nel 2025 in piena regola e senza rischi di sanzioni. Verifica sempre le normative locali e regionali prima di avviare la tua attività.



Finanziamenti, agevolazioni e business plan per aprire un’attività di make-up artist nel 2025
Quando si valuta come aprire un’attività di Make-up artist nel 2025 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di accedere a finanziamenti e agevolazioni per sostenere i costi iniziali e pianificare un avvio solido. In questo capitolo analizziamo le principali opportunità di sostegno economico, le strategie per presentare la propria idea a enti finanziatori e le buone pratiche per stimare correttamente l’investimento necessario. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per ridurre i rischi e affrontare con maggiore sicurezza l’iter di apertura.
Le principali forme di finanziamento e agevolazione disponibili
Nel 2025, chi desidera avviare un’attività di Make-up artist può valutare diverse opzioni di finanziamento e agevolazioni specifiche:
- Bandi regionali: molte Regioni italiane pubblicano periodicamente bandi per l’autoimprenditorialità, spesso rivolti a giovani, donne o categorie svantaggiate. Questi bandi possono prevedere contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato.
- Incentivi nazionali: strumenti come quelli gestiti da Invitalia (ad esempio “Nuove Imprese a Tasso Zero”) offrono finanziamenti agevolati per l’acquisto di attrezzature e per l’allestimento del locale.
- Microcredito: è una soluzione accessibile anche a chi non dispone di garanzie patrimoniali, ideale per coprire le spese di avvio come l’acquisto di prodotti professionali, arredi e strumenti di lavoro.
Per individuare le opportunità più adatte, è essenziale informarsi presso la Camera di Commercio locale e consultare regolarmente i portali istituzionali dedicati ai bandi aggiornati.
Il ruolo del business plan nella richiesta di finanziamenti
Un business plan dettagliato è uno strumento imprescindibile per chi intende accedere a finanziamenti o agevolazioni. Questo documento deve contenere:
- una stima realistica dei costi di apertura (burocrazia, attrezzature, affitto, scorte, fondo di riserva);
- la descrizione dei servizi offerti e del target di clientela;
- una previsione dei ricavi e delle spese nei primi anni di attività;
- l’analisi dei punti di forza e delle criticità del progetto.
Un business plan ben strutturato aumenta le probabilità di ottenere finanziamenti bancari o di accedere a bandi pubblici, poiché dimostra la sostenibilità e la serietà della tua iniziativa.
Costi di apertura e variabili da considerare
La stima dei costi di apertura di un’attività di Make-up artist dipende da diversi fattori:
- Location: aprire in una grande città comporta generalmente costi di affitto e allestimento più elevati rispetto a un piccolo centro.
- Dimensione dell’attività: un corner all’interno di un salone di bellezza avrà costi inferiori rispetto a un locale indipendente.
- Attrezzature e prodotti: la qualità e la quantità degli strumenti professionali incidono notevolmente sull’investimento iniziale.
- Spese burocratiche: tra queste rientrano l’apertura della Partita IVA (trasmissione modulo AA9/12 all’Agenzia delle Entrate), la scelta del Codice ATECO corretto (ad esempio 96.02.02 per chi opera in salone), eventuali autorizzazioni comunali e la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Una formula di base per calcolare l’investimento iniziale potrebbe essere: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Ad esempio, chi sceglie di lavorare come Make-up artist freelance presso il domicilio dei clienti avrà costi di apertura molto più contenuti rispetto a chi apre un locale fisico.
Consigli pratici e avvertenze
Prima di presentare domanda per un finanziamento o un bando, verifica sempre i requisiti specifici richiesti dall’ente erogatore e la documentazione necessaria. Le tempistiche di erogazione possono variare sensibilmente da Regione a Regione e in base al tipo di incentivo scelto. Un consulente esperto può aiutarti a individuare le agevolazioni più adatte al tuo profilo e a evitare errori nella compilazione delle domande.
Infine, ricorda che alcuni costi nascosti (ad esempio, assicurazioni professionali o aggiornamenti normativi) possono incidere sul budget iniziale. Pianifica con attenzione ogni voce di spesa per evitare sorprese e assicurarti una partenza solida e sostenibile.



Domande frequenti su Make-up artist nel 2025
Quali sono i requisiti minimi per diventare Make-up Artist nel 2025?
Per esercitare come Make-up Artist nel 2025 è consigliata la maggiore età, una formazione specifica presso scuole riconosciute e, in molti casi, il superamento di un esame di abilitazione. I requisiti possono variare in base alla regione e al tipo di servizi offerti.
Qual è il codice ATECO corretto per aprire la Partita IVA da Make-up Artist?
Il codice ATECO più utilizzato è il 96.02.02 per servizi di trucco e bellezza (artigiano), mentre per attività di sola consulenza si può optare per il 96.09.09. La scelta dipende dai servizi effettivamente erogati.
Quanto costa mediamente aprire un’attività di Make-up Artist?
L’investimento iniziale può variare da 3.000 a oltre 10.000 euro, considerando formazione, pratiche amministrative, attrezzature, locale e assicurazioni. I costi effettivi dipendono dalla città, dalla dimensione dell’attività e dalle scelte organizzative.
Serve la qualifica da estetista per lavorare come Make-up Artist?
Se offri servizi di trucco su terzi in un locale aperto al pubblico, la qualifica da estetista o una specifica abilitazione regionale potrebbe essere obbligatoria. Per attività di sola consulenza o vendita, i requisiti sono meno stringenti.
Come può aiutare un business plan nell’apertura di un’attività di Make-up Artist?
Un business plan consente di stimare con precisione i costi di avvio, valutare la sostenibilità economica dell’attività e pianificare le strategie di crescita, facilitando anche l’accesso a finanziamenti e agevolazioni.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

