Articolo scritto il 23/12/2025
Per aprire un’attività di manutenzione ascensori nel 2025 in Italia è necessario ottenere il Certificato di abilitazione previsto dalla normativa vigente, oltre a rispettare una serie di requisiti tecnici e burocratici che possono variare in base alla zona, alla dimensione dell’impresa e all’esperienza personale. I costi di avvio e gli adempimenti richiesti possono differire sensibilmente a seconda delle specifiche scelte operative e delle normative locali, quindi è fondamentale informarsi con attenzione prima di procedere.
Nei prossimi capitoli troverai una guida dettagliata su tutti i passaggi fondamentali: dalla verifica dei requisiti professionali e delle abilitazioni necessarie, all’iter per l’apertura della Partita IVA e la presentazione della SCIA, fino alle autorizzazioni, ai costi iniziali e alle possibili agevolazioni fiscali. Verranno inoltre approfonditi i principali aggiornamenti normativi, i consigli per la redazione di un business plan efficace e le opportunità di finanziamento disponibili nel settore.
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Requisiti e iter burocratico per aprire un servizio di manutenzione ascensori in italia nel 2025
Avviare un’attività di manutenzione ascensori in Italia nel 2025 richiede il rispetto di una serie di requisiti professionali e burocratici ben precisi. Questo primo capitolo si concentra su ciò che serve per essere abilitati a operare legalmente nel settore, sulle principali tappe dell’iter amministrativo e sulle variabili che possono incidere su tempi e costi di apertura. Comprendere questi aspetti è fondamentale per chi si chiede come aprire una manutenzione ascensori e vuole evitare errori o ritardi dovuti a documentazione incompleta o mancato rispetto delle normative aggiornate.
Requisiti personali e professionali obbligatori
Il requisito principale per avviare un servizio di manutenzione ascensori è il Certificato di abilitazione previsto dall’Art. 15 del DPR 30 aprile. Questo patentino si ottiene frequentando un corso abilitante e superando un esame teorico-pratico che verifica competenze in meccanica, elettrotecnica e sicurezza. È necessario avere almeno la licenza media, ma possedere un diploma tecnico o un’esperienza triennale nel settore rappresenta un vantaggio competitivo e può facilitare l’accesso al corso.
Dal 2026, chi intende operare su impianti dotati di sistemi antincendio dovrà anche essere iscritto al registro nazionale dei manutentori qualificati e possedere uno specifico attestato. L’età minima richiesta è di 18 anni. Si consiglia di verificare presso la propria Regione o Comune se sono previsti requisiti aggiuntivi, come corsi integrativi o aggiornamenti periodici, poiché alcune amministrazioni locali possono imporre obblighi ulteriori rispetto alla normativa nazionale.
Iter burocratico e documentazione necessaria
Una volta ottenuto il patentino, il passo successivo è l’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, seguita dall’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. È obbligatorio presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove si intende operare, allegando la documentazione che attesti il possesso dei requisiti professionali e di sicurezza.
La tempistica per completare l’iter burocratico può variare in base alla Regione o Comune di riferimento: alcune amministrazioni richiedono tempi più lunghi per la verifica della documentazione o per eventuali sopralluoghi. È importante considerare che la mancata presentazione di un documento o il mancato rispetto di una normativa aggiornata può comportare ritardi nell’avvio dell’attività o sanzioni amministrative.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di un servizio di manutenzione ascensori comprendono diverse voci: spese per il corso abilitante e l’esame, costi amministrativi per l’apertura della Partita IVA e la presentazione della SCIA, eventuali diritti camerali e assicurazioni obbligatorie. A questi si aggiungono i costi per l’acquisto di attrezzature professionali e, se necessario, per l’affitto di un locale ad uso ufficio o magazzino.
Ad esempio, l’investimento iniziale può essere così schematizzato: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + fondo di riserva. I costi possono variare sensibilmente in base alla location (ad esempio, affittare un locale in una grande città può essere più oneroso rispetto a una zona periferica) e alla dimensione dell’attività (un’impresa individuale avrà costi inferiori rispetto a una società con più dipendenti).
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i costi nascosti, come quelli per eventuali aggiornamenti normativi o per l’adeguamento alle nuove disposizioni in materia di sicurezza, che nel 2025 saranno oggetto di importanti novità. È quindi consigliabile prevedere un fondo di riserva per far fronte a queste spese impreviste.
Iter burocratico, requisiti e costi per aprire una manutenzione ascensori nel 2025
Avviare un’attività di manutenzione ascensori in Italia nel 2025 richiede il rispetto di una serie di passaggi burocratici obbligatori e il possesso di specifici requisiti tecnici e amministrativi. Comprendere l’iter, i documenti necessari e le principali voci di costo è fondamentale per evitare errori, ritardi o sanzioni. In questo capitolo analizziamo in modo pratico e dettagliato tutto ciò che serve sapere per avviare correttamente questa attività, con particolare attenzione alle procedure aggiornate e alle normative di riferimento.
Requisiti professionali e abilitazione obbligatoria
Il primo requisito imprescindibile per chi intende operare nella manutenzione ascensori è il possesso del Certificato di abilitazione previsto dall’Art. 15 del DPR 30 aprile 1999 n. 162. Questo certificato si ottiene superando un esame abilitante, che viene organizzato annualmente dalle Prefetture, generalmente nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. L’abilitazione è personale e fondamentale: senza di essa non è possibile svolgere legalmente l’attività né essere nominati responsabili tecnici.
Oltre all’abilitazione, è necessario rispettare gli obblighi previsti dal DPR 162/1999 e successive modifiche, che disciplinano la sicurezza, la manutenzione e la gestione degli impianti elevatori. In caso di società, almeno uno dei soci o collaboratori deve essere in possesso dell’abilitazione e ricoprire il ruolo di responsabile tecnico.
Iter burocratico: dalla partita iva alla SCIA
L’apertura di una manutenzione ascensori prevede una serie di adempimenti amministrativi:
- Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il codice ATECO più adatto (ad esempio 43.29.09 – Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a.).
- Iscrizione alla Camera di Commercio (Registro delle Imprese), obbligatoria per tutte le attività economiche.
- Iscrizione agli enti previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL), per la copertura dei rischi professionali e la regolarità contributiva.
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune dove si intende operare.
- Scelta della forma giuridica più adatta (ditta individuale, società di persone o di capitali), in base alla dimensione e agli obiettivi dell’impresa.
- Eventuale nomina del responsabile tecnico e comunicazione di inizio lavori agli enti preposti.
È importante ricordare che alcuni Comuni possono richiedere documentazione aggiuntiva o prevedere procedure specifiche: si consiglia sempre di consultare preventivamente il SUAP locale.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di una manutenzione ascensori variano in base a diversi fattori: dimensione dell’attività, scelta della sede, numero di addetti, attrezzature necessarie e adempimenti burocratici. Una formula di base per stimare l’investimento iniziale può essere:
Investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + fondo di riserva
I costi burocratici comprendono le spese per l’apertura della Partita IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio, la presentazione della SCIA e le eventuali consulenze professionali. A questi si aggiungono i costi per l’acquisto di attrezzature specifiche (strumenti di misura, dispositivi di sicurezza, veicoli per interventi), l’eventuale affitto di un locale e un fondo di riserva per le prime spese operative.
Ad esempio, un’attività avviata come ditta individuale in una città di medie dimensioni potrebbe sostenere costi iniziali più contenuti rispetto a una società di capitali con più dipendenti e una sede ampia. Le normative regionali e comunali possono incidere su tempistiche e costi, soprattutto in relazione a permessi, autorizzazioni e requisiti di sicurezza dei locali.
Attenzione ai costi nascosti: oltre alle spese evidenti, bisogna considerare eventuali oneri assicurativi, contributi previdenziali e la formazione continua obbligatoria per mantenere l’abilitazione aggiornata.
Tempistiche e fattori critici
Le tempistiche di apertura dipendono dalla rapidità con cui si ottengono i documenti e si superano gli esami di abilitazione. L’iter amministrativo (Partita IVA, iscrizioni, SCIA) può richiedere da alcune settimane a qualche mese, soprattutto se sono necessarie integrazioni documentali richieste dal Comune. Il rilascio del Certificato di abilitazione è vincolato al calendario degli esami prefettizi, che si svolgono generalmente nell’ultimo trimestre dell’anno.
Per evitare ritardi, è fondamentale preparare in anticipo tutta la documentazione e verificare i requisiti richiesti dal Comune di riferimento. La mancata presentazione di un documento o il mancato rispetto delle normative può comportare sospensioni o sanzioni.



Requisiti, iter burocratico e costi di apertura per un servizio di manutenzione ascensori nel 2025
Quando ci si chiede come aprire un’attività di manutenzione ascensori in Italia nel 2025, è fondamentale conoscere in dettaglio i requisiti richiesti, l’iter burocratico da seguire e i costi di apertura da sostenere. Questi elementi sono determinanti per pianificare correttamente l’avvio dell’impresa, evitare errori e rispettare la normativa vigente. Di seguito analizziamo i principali aspetti pratici e le variabili che incidono su tempi, costi e procedure, con particolare attenzione alle differenze tra città e provincia e ai fattori critici da non sottovalutare.
Requisiti e documentazione necessari per l’avvio
Per avviare un servizio di manutenzione ascensori, è indispensabile possedere attrezzature specifiche come strumenti di misura certificati, dispositivi di sicurezza e almeno un veicolo attrezzato per gli interventi. Inoltre, sono richiesti corsi abilitanti e il conseguimento dei patentini previsti dalla normativa di settore. La formazione tecnica è obbligatoria e deve essere aggiornata periodicamente.
Dal punto di vista amministrativo, è necessario:
- Aprire la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate;
- Iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
- Presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento;
- Ottenere eventuali autorizzazioni comunali o regionali, se richieste;
- Stipulare una polizza assicurativa professionale obbligatoria per coprire i rischi legati all’attività.
La documentazione deve essere completa e aggiornata: eventuali errori o omissioni possono causare ritardi nelle tempistiche di apertura e sanzioni amministrative.
Iter burocratico e tempistiche di apertura
L’iter burocratico per aprire una manutenzione ascensori prevede diversi passaggi, ognuno dei quali può richiedere tempi variabili in base alla complessità dell’attività e alla zona geografica. In genere, l’iter comprende:
- Preparazione e invio della documentazione per la Partita IVA e l’iscrizione al Registro delle Imprese;
- Presentazione della SCIA al Comune, che consente di iniziare l’attività subito dopo l’invio, salvo controlli successivi;
- Richiesta di eventuali permessi aggiuntivi per l’utilizzo di locali o per l’installazione di insegne;
- Iscrizione agli enti previdenziali e assicurativi.
Le tempistiche possono variare da alcune settimane a diversi mesi, soprattutto se sono necessari adeguamenti dei locali o se la documentazione presenta criticità. È consigliabile rivolgersi a un consulente tecnico per velocizzare le pratiche e ridurre il rischio di errori.
Costi di apertura: voci principali e variabili
I costi di apertura di un servizio di manutenzione ascensori nel 2025 sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dimensione dell’impresa, la location (città o provincia) e la scelta tra acquisto o affitto di un locale. In media, l’investimento iniziale può oscillare tra 10.000 e 40.000 euro, comprendendo:
- Acquisto di attrezzature tecniche e dispositivi di sicurezza;
- Acquisto o leasing di un veicolo attrezzato;
- Spese per corsi abilitanti e patentini;
- Costi burocratici e consulenze tecniche;
- Eventuali costi di locazione e adeguamento dei locali;
- Polizza assicurativa professionale;
- Budget per marketing e formazione continua.
Ad esempio, per una piccola impresa che opera in provincia e dispone già di un veicolo, l’investimento iniziale potrebbe aggirarsi intorno ai 15.000 euro. In una grande città, con affitto di un locale e acquisto di nuove attrezzature, la cifra può facilmente superare i 30.000 euro. La formula di base da considerare è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + veicolo + affitto + assicurazione + fondo di riserva.
È importante richiedere preventivi dettagliati e aggiornati per ogni voce di spesa, poiché le tariffe possono variare sensibilmente tra una zona e l’altra e in base alle dimensioni dell’attività.
Fattori critici e consigli pratici
Prima di avviare l’attività, è essenziale valutare attentamente:
- Le normative regionali e comunali, che possono prevedere requisiti aggiuntivi;
- I costi nascosti, come quelli per la formazione continua e l’adeguamento alle nuove normative di sicurezza;
- La necessità di una consulenza tecnica per la redazione della documentazione e la gestione delle pratiche;
- Le tempistiche di rilascio dei permessi, che possono variare in base all’efficienza degli uffici locali.
Un’attenta pianificazione dei requisiti, delle procedure burocratiche e dei costi è la chiave per aprire con successo un servizio di manutenzione ascensori nel 2025, riducendo i rischi e ottimizzando l’investimento iniziale.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di manutenzione ascensori nel 2025
Per rispondere alla domanda “come aprire una Manutenzione ascensori nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti specifici, l’iter burocratico e i costi di apertura previsti dalla normativa vigente. Il settore è regolato da disposizioni tecniche e amministrative molto precise, che impongono una serie di adempimenti obbligatori sia a livello nazionale che locale. In questo capitolo analizziamo i passaggi essenziali per operare legalmente, le autorizzazioni necessarie e le principali voci di spesa da considerare.
Requisiti professionali e abilitazioni obbligatorie
Per avviare un’attività di manutenzione ascensori è indispensabile essere in possesso del Certificato di abilitazione previsto dall’Art. 15 del DPR 162/1999. Questo certificato attesta la capacità tecnica e professionale richiesta per svolgere interventi su impianti elevatori. Dal 2026, la normativa prevede ulteriori obblighi: sarà necessario possedere anche l’attestato di manutentore antincendio e risultare iscritti al registro nazionale dei manutentori qualificati. Questi requisiti sono fondamentali per garantire la sicurezza degli impianti e la conformità alle nuove direttive di settore.
Inoltre, la tracciabilità delle abilitazioni tramite QR-code diventerà obbligatoria, permettendo alle autorità di verificare in tempo reale la validità delle certificazioni del personale tecnico. È importante sottolineare che, in alcune regioni o comuni, possono essere richieste ulteriori autorizzazioni locali o certificazioni di conformità per le attrezzature utilizzate. Si consiglia quindi di verificare sempre le disposizioni specifiche presso gli enti locali competenti.
Iter burocratico per l’avvio dell’attività
L’iter burocratico per aprire una manutenzione ascensori prevede diversi passaggi obbligatori:
- Richiesta del Certificato di abilitazione presso la Camera di Commercio o l’ente preposto, presentando la documentazione relativa ai titoli di studio e all’esperienza professionale.
- Iscrizione al registro nazionale dei manutentori qualificati, obbligatoria dal 2026.
- Ottenimento dell’attestato di manutentore antincendio, frequentando corsi riconosciuti.
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove si intende operare.
- Apertura della Partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese.
- Eventuale richiesta di autorizzazioni locali aggiuntive o di certificazioni di conformità per le attrezzature.
Le tempistiche per completare l’iter possono variare in base alla regione e alla rapidità degli enti coinvolti. In media, il percorso burocratico può richiedere da alcune settimane a diversi mesi, soprattutto se sono necessarie integrazioni documentali o verifiche tecniche supplementari.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di una manutenzione ascensori dipendono da diversi fattori: dimensione dell’attività, numero di tecnici impiegati, dotazione di attrezzature e ubicazione della sede operativa. In linea generale, l’investimento iniziale può essere così schematizzato: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + formazione + fondo di riserva.
I costi burocratici comprendono le spese per il rilascio delle abilitazioni, l’iscrizione ai registri, la SCIA e l’apertura della Partita IVA. A questi si aggiungono i costi per la formazione obbligatoria (ad esempio, il corso per manutentore antincendio) e per l’adeguamento delle attrezzature alle normative vigenti. L’affitto di un locale idoneo e la dotazione di strumenti certificati rappresentano altre voci rilevanti. In alcune aree urbane, i canoni di locazione possono incidere notevolmente sul budget iniziale.
Ad esempio, un’attività di piccole dimensioni che opera in una città di medie dimensioni potrebbe sostenere costi di avvio più contenuti rispetto a una realtà che si insedia in un grande centro urbano, dove le spese per affitto e personale sono generalmente più elevate. È importante prevedere anche un fondo di riserva per far fronte a eventuali spese impreviste legate a controlli, aggiornamenti normativi o manutenzioni straordinarie delle attrezzature.
Normativa e aggiornamenti: attenzione alle variabili locali
La normativa di riferimento per il settore è il DPR 162/1999 e successive modifiche, integrata dalla Direttiva Ascensori e dalle nuove disposizioni previste per il 2025-2026. Le norme regionali e comunali possono introdurre requisiti aggiuntivi, come la necessità di certificazioni particolari o di ulteriori controlli periodici sugli impianti. È fondamentale aggiornarsi costantemente sulle novità normative e consultare fonti istituzionali per evitare sanzioni o blocchi dell’attività.
In sintesi, per aprire una manutenzione ascensori nel 2025 è necessario pianificare con attenzione ogni fase, valutando sia gli aspetti burocratici che quelli economici, e tenendo conto delle possibili variabili locali che possono incidere su tempi e costi di avvio.



Finanziamenti, business plan e strategie per sostenere l’investimento iniziale nella manutenzione ascensori
Quando ci si chiede come aprire una Manutenzione ascensori nel 2025 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la sostenibilità finanziaria dell’investimento iniziale e le strategie per favorire la crescita dell’attività. In questo capitolo analizziamo le principali opportunità di finanziamento, l’importanza di un business plan dettagliato e alcune strategie pratiche per ottimizzare i costi e aumentare la competitività, con particolare attenzione alle variabili regionali e alle risorse disponibili per chi avvia questa attività.
Business plan: uno strumento indispensabile per l’accesso ai finanziamenti
Redigere un business plan dettagliato è il primo passo per valutare la reale sostenibilità dell’investimento e per presentare la propria idea imprenditoriale a banche, investitori o enti pubblici. Il business plan deve includere:
- Stima dei costi di apertura (burocrazia, attrezzature, affitto, personale, formazione, assicurazioni, fondo di riserva);
- Previsioni di ricavi attesi e analisi del mercato locale;
- Strategie di sviluppo e di marketing;
- Analisi dei rischi e delle opportunità di crescita, anche in relazione alle tendenze tecnologiche come AI e IoT applicate agli ascensori.
Un business plan ben strutturato è spesso richiesto per accedere a finanziamenti agevolati, bandi pubblici o contributi a fondo perduto.
Finanziamenti agevolati, bandi e contributi a fondo perduto
Per sostenere l’investimento iniziale, è possibile accedere a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto messi a disposizione da enti come Invitalia o le Camere di Commercio. Questi strumenti possono coprire una parte significativa dei costi di avvio, come l’acquisto di attrezzature, la formazione del personale o l’adeguamento dei locali.
È fondamentale monitorare i bandi attivi a livello nazionale e regionale, poiché le opportunità possono variare in base alla zona geografica e al periodo dell’anno. Alcuni bandi sono specifici per le imprese innovative o per chi adotta soluzioni tecnologiche avanzate nella manutenzione degli ascensori.
Ad esempio, un imprenditore che desidera avviare l’attività in una grande città del Nord Italia potrebbe trovare bandi regionali con contributi a fondo perduto fino al 50% dell’investimento, mentre in altre regioni i finanziamenti potrebbero essere più limitati o richiedere requisiti aggiuntivi.
Strategie per ridurre i costi e aumentare la competitività
Oltre ai finanziamenti, esistono strategie pratiche per ottimizzare i costi di apertura e gestione. Una delle più efficaci è l’adesione a reti di impresa o consorzi, che consente di condividere risorse, accedere a forniture a prezzi agevolati e partecipare a gare di appalto di maggiore entità. Questo approccio può essere particolarmente vantaggioso per le piccole imprese che vogliono competere con operatori già affermati sul mercato.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il supporto di un consulente esperto in finanza agevolata e pianificazione aziendale. Un professionista può aiutare a individuare le migliori opportunità di finanziamento, a predisporre la documentazione necessaria e a evitare errori che potrebbero rallentare l’iter burocratico o comportare costi nascosti.
Variabili regionali e fattori critici da considerare
Le variabili regionali possono incidere in modo significativo sui tempi e sui costi di apertura. Alcuni comuni richiedono documentazione aggiuntiva o prevedono tempistiche più lunghe per il rilascio delle autorizzazioni. È importante informarsi presso gli sportelli comunali e le associazioni di categoria locali per conoscere le normative specifiche e le opportunità di finanziamento disponibili nella propria zona.
In sintesi, l’investimento iniziale per aprire una Manutenzione ascensori può essere sostenuto grazie a una combinazione di business plan accurato, accesso a finanziamenti agevolati e strategie di collaborazione. La pianificazione finanziaria e la conoscenza delle risorse disponibili sono elementi chiave per avviare l’attività con successo e favorirne la crescita nel tempo.



Domande frequenti su Manutenzione ascensori nel 2025
Quali requisiti servono per aprire un’attività di manutenzione ascensori?
Per aprire un’attività di manutenzione ascensori è necessario ottenere il Certificato di abilitazione previsto dall’Art. 15 del DPR 30 aprile 1999 n. 162. Solo chi possiede questa abilitazione può operare legalmente come manutentore ascensorista.
Qual è l’iter burocratico per avviare una manutenzione ascensori?
L’iter prevede l’ottenimento del certificato di abilitazione, l’iscrizione alla Camera di Commercio e l’apertura della partita IVA. È inoltre necessario rispettare tutte le normative vigenti in materia di sicurezza e manutenzione degli impianti.
Quanto costa avviare un’attività di manutenzione ascensori in Italia?
L’investimento iniziale può variare tra 15.000 e 40.000 euro, a seconda delle attrezzature necessarie, della dimensione dell’impresa e della zona in cui si opera. È fondamentale valutare attentamente tutte le spese previste prima di avviare l’attività.
Quali licenze e permessi sono obbligatori per operare?
È obbligatorio il certificato di abilitazione come ascensorista e l’iscrizione ai registri ufficiali. In base alle normative locali, possono essere richiesti ulteriori permessi o autorizzazioni specifiche per la sicurezza degli impianti.
Come può aiutare un business plan nella pianificazione dell’attività?
Un business plan permette di stimare con precisione costi, ricavi e investimenti necessari, aiutando a valutare la sostenibilità economica dell’impresa. Inoltre, facilita la presentazione del progetto a potenziali finanziatori o enti pubblici.
Fonti analizzate
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

