Articolo scritto il 22/12/2025
Per aprire un negozio di giocattoli in Italia nel 2025 è necessario soddisfare alcuni requisiti personali e normativi, come la maggiore età e l’assenza di impedimenti penali, oltre a seguire un preciso iter burocratico che comprende l’apertura della Partita IVA, la scelta del Codice ATECO corretto e la presentazione della SCIA al Comune. I costi di avvio e i requisiti possono variare sensibilmente in base a fattori come la zona, la dimensione del locale e il posizionamento sul mercato, perciò è fondamentale valutare attentamente ogni aspetto prima di iniziare.
Nei prossimi capitoli troverai una panoramica dettagliata su tutti i passaggi necessari: dalla redazione del business plan alle autorizzazioni, fino alle possibili agevolazioni e ai finanziamenti disponibili. Verranno inoltre forniti consigli pratici per distinguersi in un settore competitivo e per affrontare al meglio le sfide legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione, elementi sempre più centrali nel mercato dei giocattoli.
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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un negozio di giocattoli in italia nel 2025
Quando ci si chiede come aprire un negozio di giocattoli nel 2025 in Italia, il primo passo fondamentale è comprendere quali siano i requisiti personali e professionali richiesti dalla normativa vigente, oltre a valutare con attenzione l’iter burocratico e i costi di avvio. Questo capitolo approfondisce i principali aspetti pratici da considerare prima di avviare l’attività, con particolare attenzione alle variabili regionali e comunali che possono incidere su tempistiche e procedure.
Requisiti personali e professionali richiesti dalla normativa
Per aprire un negozio di giocattoli in Italia nel 2025, è necessario essere maggiorenni e possedere la capacità giuridica di agire. Non sono previsti limiti di età superiori né è richiesto un titolo di studio specifico. Tuttavia, una formazione in ambito commerciale o gestionale rappresenta un valore aggiunto, soprattutto per la gestione efficace dell’attività e delle risorse umane.
Non è obbligatorio frequentare corsi SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) o HACCP, a meno che il negozio non preveda la vendita di prodotti alimentari o l’organizzazione di eventi con somministrazione. L’esperienza pregressa nel settore retail, nella gestione del magazzino o nella relazione con il pubblico può costituire un vantaggio competitivo, ma non è formalmente richiesta dalla legge.
È importante sottolineare che alcuni Comuni possono richiedere requisiti aggiuntivi o la partecipazione a corsi specifici, soprattutto se il negozio include aree gioco o laboratori per bambini. Si consiglia quindi di informarsi presso il Comune di riferimento per evitare ritardi o problemi in fase di apertura.
Iter burocratico e documentazione necessaria
L’iter burocratico per l’apertura di un negozio di giocattoli prevede alcuni passaggi obbligatori:
- Richiesta della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il codice ATECO più adatto (ad esempio, 46.49.30 per il commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli).
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, che consente di avviare l’attività immediatamente, salvo controlli successivi.
- Eventuale iscrizione all’INPS e all’INAIL per la gestione previdenziale e assicurativa.
La tempistica per completare l’iter burocratico può variare in base alla rapidità degli uffici comunali e alla completezza della documentazione presentata. In media, è possibile avviare l’attività in poche settimane, ma eventuali richieste di integrazione o normative locali particolari possono allungare i tempi.
Costi di apertura e principali variabili
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i costi di apertura di un negozio di giocattoli. Secondo le stime più aggiornate, l’investimento iniziale richiesto si aggira tra i 30.000 e i 60.000 euro per un punto vendita di medie dimensioni. Questa cifra comprende:
- Costi burocratici (apertura Partita IVA, SCIA, iscrizioni obbligatorie)
- Acquisto delle attrezzature e dell’arredamento
- Affitto del locale (variabile in base alla zona e alla città)
- Acquisto delle scorte iniziali di giocattoli
- Fondo di riserva per le prime spese operative
Ad esempio, un negozio situato in una zona centrale di una grande città avrà costi di affitto e allestimento superiori rispetto a un punto vendita in un piccolo centro urbano. La formula di base per stimare l’investimento iniziale può essere così riassunta: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva.
È fondamentale considerare anche eventuali costi nascosti, come quelli legati all’adeguamento dei locali alle normative di sicurezza o alle richieste specifiche del Comune. Un’attenta pianificazione finanziaria, supportata da un business plan dettagliato, è quindi essenziale per evitare sorprese e garantire la sostenibilità dell’attività.
Attenzione alle normative locali e ai fattori critici
Prima di avviare l’attività, è indispensabile verificare la normativa regionale e comunale applicabile, in quanto possono esistere requisiti aggiuntivi o procedure particolari per negozi che prevedono aree gioco, laboratori o eventi per bambini. La mancata conformità può comportare ritardi o sanzioni, quindi è consigliabile rivolgersi a un consulente o agli uffici comunali per chiarire ogni dubbio.
In sintesi, la preparazione accurata dei requisiti e della documentazione, insieme a una valutazione realistica dei costi, rappresenta la base per avviare con successo un negozio di giocattoli in Italia nel 2025.
Iter burocratico, requisiti e costi per aprire un negozio di giocattoli in italia nel 2025
Per rispondere concretamente alla domanda “come aprire un negozio di giocattoli nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti burocratici, le procedure amministrative e i costi iniziali necessari per avviare questa attività. Il percorso, pur non essendo particolarmente complesso, richiede attenzione a ogni passaggio, dalla scelta della forma giuridica fino all’ottenimento delle autorizzazioni comunali. In questo capitolo analizziamo i principali step, le variabili locali e le spese da mettere in conto, così da pianificare correttamente l’apertura del tuo negozio di giocattoli.
Principali requisiti e documentazione necessaria
Il primo passo per avviare un negozio di giocattoli è scegliere la forma giuridica più adatta alle proprie esigenze: puoi optare per una ditta individuale, una società di persone o una SRL. Questa scelta incide su responsabilità, tassazione e costi di gestione. Una volta definita la struttura, è obbligatorio aprire la Partita IVA con il codice ATECO specifico per il commercio di giocattoli.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
- Iscrizione agli enti previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) tramite lo sportello SUAP del Comune.
La SCIA va presentata almeno 30 giorni prima dell’apertura effettiva e deve essere corredata da tutta la documentazione relativa alla conformità dei locali (agibilità, sicurezza, igiene). È importante verificare eventuali regolamenti comunali o linee guida regionali, poiché alcuni adempimenti possono variare a seconda della zona.
Iter burocratico: passi fondamentali e tempistiche
L’iter burocratico per aprire un negozio di giocattoli si articola in una serie di passaggi obbligatori, che devono essere rispettati per poter avviare l’attività in modo regolare:
- Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio).
- Iscrizione INPS e INAIL per la copertura previdenziale e assicurativa.
- Presentazione della SCIA allo sportello SUAP del Comune di riferimento, almeno 30 giorni prima dell’avvio.
- Ottenimento delle certificazioni di agibilità, sicurezza e igiene dei locali.
Le tempistiche possono variare in base alla rapidità degli enti coinvolti e alla completezza della documentazione presentata. In generale, se tutti i documenti sono in regola, l’iter può essere completato in poche settimane, ma è prudente considerare possibili rallentamenti dovuti a richieste integrative da parte degli uffici comunali o della Camera di Commercio.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di un negozio di giocattoli dipendono da diversi fattori: scelta della forma giuridica, ubicazione del locale, dimensione dell’attività e spese burocratiche. L’investimento iniziale può essere così schematizzato:
- Costi burocratici (apertura Partita IVA, iscrizione Registro Imprese, SCIA, consulenze): voce generalmente contenuta, ma da non sottovalutare.
- Affitto o acquisto del locale: varia sensibilmente tra centro città e periferia, e in base alla metratura.
- Allestimento e arredi: scaffalature, espositori, cassa, insegna.
- Scorte iniziali di giocattoli: dipendono dalla dimensione del negozio e dalla strategia commerciale.
- Fondo di riserva per spese impreviste e prime mensilità di gestione.
Ad esempio, aprire un piccolo negozio in una zona periferica comporta costi inferiori rispetto a un punto vendita in centro città, dove affitto e allestimento possono incidere maggiormente. La formula di base da considerare è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva.
Attenzione anche ai costi nascosti, come eventuali adeguamenti dei locali richiesti dalla normativa comunale o regionale, e alle tempistiche di rilascio delle autorizzazioni, che possono influire sull’avvio effettivo dell’attività.
Consigli pratici e variabili locali
Prima di avviare la procedura, è consigliabile consultare il regolamento comunale e le linee guida regionali per verificare eventuali requisiti aggiuntivi o restrizioni specifiche. Alcuni Comuni possono richiedere ulteriori certificazioni o prevedere tempistiche diverse per il rilascio delle autorizzazioni. Un’attenta analisi della location e una valutazione dei costi fissi sono fondamentali per evitare sorprese e pianificare un’attività sostenibile nel tempo.
In sintesi, seguire con precisione l’iter burocratico e prevedere un budget adeguato sono i due pilastri per aprire con successo un negozio di giocattoli in Italia nel 2025.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un negozio di giocattoli nel 2025
Quando si valuta come aprire un negozio di giocattoli in Italia nel 2025, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti richiesti, le procedure burocratiche da seguire e soprattutto i costi di apertura che incidono sull’investimento iniziale. Questi aspetti sono determinanti per pianificare correttamente l’avvio dell’attività, evitare imprevisti e rispettare le normative vigenti. Di seguito analizziamo i principali passaggi, le spese da sostenere e le variabili che possono influenzare tempi e budget.
Requisiti e adempimenti burocratici per l’apertura
Per avviare un negozio di giocattoli è necessario rispettare una serie di requisiti amministrativi e normativi. Il primo passo è aprire la Partita IVA, scegliendo il codice ATECO più adatto (ad esempio, il 46.49.30 per il commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli). Successivamente, occorre iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio e presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune in cui si intende operare. Questi adempimenti sono obbligatori sia per negozi fisici che per attività online o ibride.
È importante verificare eventuali normative regionali o comunali specifiche, come regolamenti sull’ubicazione, requisiti di sicurezza dei locali e rispetto delle distanze minime da scuole o altri esercizi. In alcune zone, potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni o comunicazioni, con possibili variazioni nelle tempistiche di rilascio.
Costi di apertura: voci principali e variabili
L’investimento iniziale per un negozio di giocattoli di dimensioni standard si colloca generalmente tra i 30.000 e i 60.000 euro. Questa forbice dipende da diversi fattori:
- Affitto e ristrutturazione del locale: la posizione incide fortemente sui costi. In zone centrali o città di grandi dimensioni, il canone può essere molto più elevato rispetto a contesti periferici o piccoli centri.
- Allestimento e arredi: le spese possono variare da 5.000 a 30.000 euro, a seconda della metratura e della qualità degli arredi scelti.
- Acquisto delle prime scorte: per garantire un assortimento competitivo, è consigliabile prevedere un budget tra 10.000 e 50.000 euro.
- Pratiche amministrative e consulenze: comprendono costi per apertura Partita IVA, SCIA, iscrizione alla Camera di Commercio e eventuali consulenze fiscali o legali.
- Marketing, sito e-commerce e utenze: la promozione iniziale, la realizzazione di un sito web e le spese per le utenze (luce, acqua, internet) sono voci da non sottovalutare.
Un esempio pratico: per un negozio di 60 mq in una zona semi-centrale, l’investimento iniziale potrebbe essere così composto: affitto e ristrutturazione 15.000 euro, allestimento 10.000 euro, scorte 20.000 euro, pratiche e consulenze 5.000 euro, marketing e sito 5.000 euro. Totale: circa 55.000 euro. È sempre consigliabile prevedere un fondo di riserva per coprire eventuali imprevisti nei primi mesi di attività.
Tempistiche e fattori critici da considerare
Le tempistiche di apertura possono variare in base alla rapidità con cui si ottengono le autorizzazioni e si completano i lavori di allestimento. In media, tra pratiche burocratiche, ricerca del locale e preparazione, possono essere necessari da uno a tre mesi. Tuttavia, ritardi nella consegna dei locali, nella fornitura delle scorte o nella concessione di permessi comunali possono allungare i tempi.
Attenzione anche ai costi nascosti: spese legate a eventuali adeguamenti normativi, assicurazioni obbligatorie, aggiornamenti del sito e-commerce e formazione del personale. Questi elementi devono essere inclusi nel business plan per evitare sorprese e garantire la sostenibilità dell’attività.
Come cambia l’investimento in base a location e formato
Il modello di business scelto (negozio fisico, online o ibrido) e la location influenzano notevolmente l’investimento iniziale. Un punto vendita in centro città richiederà un budget più elevato per l’affitto, mentre un negozio online potrà ridurre i costi di allestimento ma dovrà investire maggiormente in tecnologia e marketing digitale. La formula “investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva” aiuta a stimare il capitale necessario, tenendo conto delle specificità di ogni progetto imprenditoriale.
In sintesi, una pianificazione attenta dei costi e delle procedure è essenziale per aprire un negozio di giocattoli nel 2025, adattando l’investimento alle proprie esigenze e alle condizioni del mercato locale.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un negozio di giocattoli in italia nel 2025
Quando si valuta come aprire un negozio di giocattoli nel 2025 in Italia, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti burocratici, le licenze necessarie e i costi di avvio. Questi aspetti rappresentano la base per un’apertura regolare e senza intoppi, oltre a incidere direttamente su tempi e budget. In questa sezione analizziamo i principali adempimenti, le certificazioni richieste e le voci di spesa da considerare, con attenzione alle possibili variabili regionali e comunali.
Documentazione e permessi obbligatori per l’apertura
Per avviare un negozio di giocattoli, è indispensabile presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso il Comune di riferimento. Questo passaggio è obbligatorio e consente di iniziare l’attività commerciale, previa verifica dei requisiti di legge. È inoltre necessario aprire la Partita IVA e iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.
- Certificato di agibilità del locale: attesta che lo spazio rispetta le norme edilizie e di sicurezza.
- Marcatura CE su tutti i prodotti: i giocattoli devono essere conformi alle direttive europee sulla sicurezza.
- Se si diffonde musica in negozio, occorre regolarizzare i diritti con la SIAE.
- Per la vendita di alimenti (caramelle, snack), è richiesta l’autorizzazione sanitaria e la frequenza del corso HACCP.
- Per la vendita online, bisogna rispettare la normativa sul commercio elettronico e il GDPR per la privacy dei clienti.
È sempre consigliabile verificare eventuali permessi aggiuntivi richiesti dal Comune o dalla Regione, soprattutto se si prevedono aree gioco o laboratori per bambini, che possono essere soggetti a normative specifiche.
Costi di apertura: investimento iniziale e variabili principali
Il costo di apertura di un negozio di giocattoli dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione del locale, la location e la quantità di merce da acquistare inizialmente. Secondo le fonti di settore, l’investimento iniziale per un punto vendita di medie dimensioni si aggira tra i 30.000 e i 60.000 euro. Questa cifra comprende:
- Costi burocratici (SCIA, Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio)
- Affitto e allestimento del locale
- Acquisto delle prime forniture di giochi e giocattoli (minimo 15.000-20.000 euro per un magazzino adeguato)
- Eventuali spese per personale dipendente
- Fondo di riserva per le prime spese operative
Ad esempio, la formula di calcolo dell’investimento iniziale può essere così sintetizzata: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Se si sceglie una location centrale in una grande città, i costi di affitto e allestimento possono aumentare sensibilmente, mentre in aree periferiche o piccoli centri si può risparmiare, ma con un bacino di clientela potenzialmente più ristretto.
Tempistiche e criticità nell’iter di apertura
Le tempistiche per l’apertura di un negozio di giocattoli variano in base alla rapidità con cui si ottengono i permessi e si completano gli allestimenti. La presentazione della SCIA consente di avviare l’attività quasi immediatamente, ma l’ottenimento delle certificazioni di agibilità e delle eventuali autorizzazioni sanitarie può richiedere alcune settimane, soprattutto in caso di controlli o richieste di integrazione documentale.
Un fattore critico è la conformità dei prodotti alle normative europee: la mancata presenza della marcatura CE può comportare sanzioni e il ritiro dei prodotti dal mercato. Inoltre, la presenza di aree gioco o laboratori richiede spesso ulteriori permessi e verifiche di sicurezza, che possono allungare i tempi di apertura.
Consigli pratici e variabili locali da considerare
Prima di avviare l’iter burocratico, è fondamentale informarsi presso il proprio Comune e la Regione sulle eventuali normative aggiuntive, soprattutto per attività che prevedono servizi accessori come aree gioco o vendita di alimenti. Alcuni Comuni possono richiedere permessi specifici o prevedere restrizioni particolari per la sicurezza dei minori.
Infine, è importante prevedere un fondo di riserva per costi imprevisti e valutare attentamente la location: una zona ad alta densità di famiglie può garantire maggiore affluenza, ma comportare costi di affitto più elevati e una concorrenza più agguerrita.



Finanziamenti, agevolazioni e costi per aprire un negozio di giocattoli: requisiti e opportunità nel 2025
Quando si valuta come aprire un negozio di giocattoli nel 2025 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la copertura dell’investimento iniziale e la ricerca di finanziamenti e agevolazioni adeguate. Comprendere le opportunità disponibili, i requisiti richiesti e le modalità di accesso ai contributi pubblici o privati è fondamentale per pianificare con successo l’avvio dell’attività. In questa sezione analizziamo le principali forme di sostegno economico, i costi da considerare e le strategie per presentarsi in modo credibile agli enti finanziatori.
Le principali forme di finanziamento e agevolazione disponibili
Per sostenere l’apertura di un negozio di giocattoli, è possibile accedere a diverse tipologie di finanziamento:
- Bandi regionali e contributi a fondo perduto: molte Regioni e Comuni pubblicano periodicamente bandi rivolti a nuove imprese, con contributi che possono coprire fino al 90% delle spese ammissibili. Questi contributi pubblici non richiedono restituzione e rappresentano una risorsa preziosa per chi avvia un’attività commerciale.
- Iniziative nazionali: strumenti come la Nuova Sabatini sostengono l’acquisto di macchinari, attrezzature e beni strumentali, agevolando l’accesso al credito e riducendo il peso degli investimenti iniziali.
- Prestiti bancari e finanziamenti agevolati: le banche possono offrire condizioni vantaggiose, soprattutto se si presenta un business plan dettagliato e realistico. In alcuni casi, la presenza di garanzie pubbliche o di fondi di garanzia facilita l’ottenimento del credito.
- Franchising: affiliarsi a una catena di negozi di giocattoli può ridurre i costi di avvio e semplificare l’accesso a finanziamenti, grazie a condizioni di ingresso agevolate e supporto operativo.
Costi di apertura: stima e variabili principali
Il costo di apertura di un negozio di giocattoli dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione del punto vendita, la location e la scelta del format (indipendente o in franchising). Secondo le stime più recenti, l’investimento iniziale richiesto si aggira tra i 30.000 e i 60.000 euro per un negozio di medie dimensioni. Questa cifra comprende:
- Costi burocratici (apertura Partita IVA, SCIA, iscrizione alla Camera di Commercio, eventuali licenze specifiche)
- Acquisto o leasing di attrezzature e arredi
- Affitto del locale e deposito cauzionale
- Acquisto delle scorte iniziali di giocattoli
- Fondo di riserva per le prime spese operative
Ad esempio, in una città di medie dimensioni, l’investimento iniziale può essere così suddiviso: circa il 20% per costi burocratici e licenze, il 30% per arredi e attrezzature, il 30% per le scorte e il restante 20% per affitto e fondo di riserva. La scelta della location incide notevolmente: nelle grandi città i costi di affitto possono aumentare sensibilmente il budget necessario.
Strategie per accedere ai finanziamenti e presentare un business plan efficace
Per ottenere finanziamenti pubblici o privati, è essenziale predisporre un business plan ben strutturato. Questo documento deve illustrare in modo chiaro:
- l’idea imprenditoriale e il target di clientela
- l’analisi dei costi e dei ricavi previsti
- le strategie di marketing e vendita
- il piano di sostenibilità finanziaria
Un business plan dettagliato aumenta la credibilità dell’imprenditore agli occhi di banche, enti pubblici e franchisor, facilitando l’accesso a prestiti agevolati e contributi a fondo perduto. Prima di avviare l’attività, è consigliabile informarsi sulle opportunità locali e consultare un consulente specializzato per individuare le soluzioni più adatte al proprio progetto.
Ricorda che le tempistiche di accesso ai finanziamenti possono variare in base al tipo di bando o di istituto di credito scelto, e che la documentazione richiesta deve essere completa e aggiornata per evitare ritardi o esclusioni.



Domande frequenti su Negozio di giocattoli nel 2025
Quanto costa aprire un negozio di giocattoli in Italia?
Il costo medio per avviare un negozio di giocattoli si situa tra i 30.000 e i 60.000 euro, ma può variare in base a metratura, location e modello di business. È importante considerare anche le spese per marketing, scorte e pratiche amministrative.
Quali permessi sono necessari per aprire un negozio di giocattoli?
Sono richiesti la SCIA, le certificazioni di sicurezza e agibilità del locale, il rispetto delle normative sui prodotti (marcatura CE) e, se necessario, autorizzazioni sanitarie e SIAE. Alcuni permessi possono variare a livello comunale.
Serve esperienza o un titolo di studio specifico?
Non è richiesto un titolo di studio specifico, ma esperienza nel commercio o nella gestione di negozi può facilitare l’avvio. Alcuni Comuni possono prevedere corsi obbligatori se si offrono servizi aggiuntivi.
Come può aiutare un business plan nella fase di apertura?
Un business plan permette di stimare con precisione i costi, valutare la sostenibilità dell’idea e presentare il progetto agli enti finanziatori. È uno strumento fondamentale per pianificare investimenti e strategie.
Meglio aprire in proprio o in franchising?
La scelta dipende dal capitale disponibile e dall’esperienza. Il franchising offre supporto e visibilità, ma richiede il rispetto di regole e fee; l’attività indipendente offre maggiore autonomia ma comporta più rischi e responsabilità.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

