Articolo scritto il 19/12/2025
Per aprire un centro di riparazione smartphone, PC e tablet in Italia nel 2025 è necessario seguire un iter che comprende la verifica dei requisiti professionali, l’apertura della Partita IVA, la presentazione della SCIA al Comune e l’adeguamento del locale alle normative vigenti; i requisiti e i costi di avvio possono variare sensibilmente in base a zona, dimensione e posizionamento dell’attività. È fondamentale valutare attentamente la propria esperienza tecnica, scegliere una sede idonea e informarsi sulle autorizzazioni specifiche richieste dal proprio Comune, oltre a considerare eventuali corsi di formazione per acquisire competenze aggiornate nella manutenzione hardware e software dei dispositivi.
Nei prossimi paragrafi troverai una guida dettagliata su tutti i passaggi burocratici necessari, i principali costi di apertura, le licenze e le possibili agevolazioni finanziarie disponibili nel 2025. Verranno inoltre approfonditi consigli pratici per il posizionamento sul mercato e per la gestione efficace dell’attività, con particolare attenzione alle normative aggiornate e alle differenze regionali o comunali.
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Requisiti e iter burocratico per aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Aprire un centro di riparazione smartphone, PC e tablet nel 2025 in Italia è un’opportunità interessante per chi possiede competenze tecniche e desidera avviare un’attività artigianale/tecnica. Comprendere i requisiti richiesti, l’iter burocratico e le eventuali variabili locali è fondamentale per evitare errori e ritardi. In questo capitolo analizziamo in modo pratico cosa serve per iniziare, quali sono i passi obbligatori e quali aspetti possono incidere su tempi e costi di apertura.
Requisiti personali e competenze tecniche richieste
Per avviare un centro di riparazione di dispositivi elettronici non sono previsti titoli di studio obbligatori né corsi come SAB o HACCP, trattandosi di attività artigianale e tecnica. Tuttavia, è fondamentale possedere solide competenze tecniche nella riparazione di smartphone, PC e tablet, sia per la parte hardware che software. Queste competenze possono essere acquisite tramite corsi specifici (ad esempio, corsi di laboratorio di riparazione o corsi ufficiali riconosciuti nel settore) oppure tramite esperienza pratica sul campo.
L’età minima richiesta per l’apertura è 18 anni. Non esistono obblighi di aggiornamento, ma è altamente consigliato restare al passo con le nuove tecnologie e, se possibile, ottenere certificazioni riconosciute che possono aumentare la credibilità dell’attività. In caso di apertura in franchising, alcune reti potrebbero richiedere formazione interna obbligatoria.
Un ulteriore vantaggio competitivo è rappresentato dall’esperienza pregressa nella riparazione di dispositivi elettronici e dalla capacità di gestire il rapporto con i clienti, elementi che possono fare la differenza nel successo dell’attività.
Iter burocratico e documentazione necessaria
L’iter burocratico per aprire un centro di riparazione prevede alcuni passaggi fondamentali:
- Richiesta della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, necessaria per operare legalmente come impresa individuale o società.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.
- Comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune dove si intende aprire il laboratorio. La SCIA consente di avviare l’attività immediatamente, salvo controlli successivi.
- Iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL per la copertura assicurativa dei rischi professionali.
Non sono richieste licenze particolari, ma è importante verificare presso il Comune eventuali richieste aggiuntive locali, che possono variare da regione a regione. Alcuni Comuni potrebbero richiedere requisiti specifici per i locali (ad esempio, norme di sicurezza o destinazione d’uso commerciale/artigianale).
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di un centro di riparazione possono variare sensibilmente in base a diversi fattori:
- Dimensione e posizione del locale: affittare un locale in centro città comporta costi maggiori rispetto a una zona periferica.
- Attrezzature e strumenti tecnici: l’investimento iniziale dipende dal livello di specializzazione e dalla quantità di dispositivi che si intende riparare.
- Costi burocratici: apertura della Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e spese amministrative.
- Fondo di riserva per coprire eventuali spese impreviste nei primi mesi di attività.
Una formula utile per stimare l’investimento iniziale è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Ad esempio, un laboratorio di piccole dimensioni in una zona non centrale può ridurre sensibilmente i costi fissi mensili, mentre un’attività in franchising potrebbe richiedere un investimento iniziale maggiore ma offrire formazione e supporto.
Ricorda che alcuni costi possono variare in base alle normative comunali e alla tipologia di locale scelto. È sempre consigliato richiedere un preventivo dettagliato prima di procedere.
Variabili regionali e avvertimenti pratici
Le normative regionali e comunali possono influire su requisiti e tempistiche di apertura. Alcuni Comuni potrebbero richiedere documentazione aggiuntiva o imporre specifiche tecniche sui locali. Prima di avviare l’iter, è fondamentale verificare presso il proprio Comune eventuali richieste particolari per evitare ritardi o sanzioni.
Infine, attenzione ai tempi di rilascio delle autorizzazioni: anche se la SCIA consente l’avvio immediato, sono possibili controlli successivi che potrebbero richiedere adeguamenti. Prevedi sempre un margine di tempo e budget per gestire eventuali imprevisti burocratici.



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Iter burocratico, requisiti e costi per aprire una riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Comprendere l’iter burocratico e i requisiti necessari è il primo passo fondamentale per chi si chiede come aprire una riparazione smartphone, pc e tablet in Italia nel 2025. La procedura prevede una serie di adempimenti amministrativi, fiscali e previdenziali che devono essere rispettati per poter avviare l’attività in modo regolare. In questa sezione analizziamo i passaggi chiave, i documenti richiesti, i costi principali e le variabili locali che possono incidere su tempi e modalità di apertura.
Requisiti e documentazione obbligatoria per l’avvio
Per avviare un’attività di riparazione elettronica è necessario soddisfare alcuni requisiti di base e presentare specifica documentazione. Il primo passo è l’apertura della Partita IVA, scegliendo il codice ATECO più adatto: per la riparazione di computer e periferiche, ad esempio, si utilizza il codice 95.10.10. La richiesta di Partita IVA si effettua compilando il modello AA9/12 e presentandolo all’Agenzia delle Entrate.
Successivamente, è obbligatoria l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Se si opera come artigiano, occorre anche iscriversi all’albo degli artigiani. Un altro passaggio fondamentale è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si intende aprire il laboratorio. La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, ma è essenziale che tutta la documentazione sia corretta e completa.
Infine, bisogna provvedere all’iscrizione a INPS e INAIL per la copertura previdenziale e assicurativa, e attivare una PEC aziendale per le comunicazioni ufficiali.
Iter burocratico: passi chiave e tempistiche
L’iter burocratico per aprire una riparazione smartphone, pc e tablet si compone di diversi passaggi che, se ben pianificati, possono essere completati in tempi relativamente brevi. In sintesi, i principali step sono:
- Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
- Iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
- Iscrizione all’albo degli artigiani (se applicabile)
- Presentazione della SCIA tramite SUAP comunale
- Iscrizione a INPS e INAIL
- Attivazione della PEC aziendale
Le tempistiche possono variare a seconda della rapidità con cui vengono raccolti i documenti e della risposta degli enti coinvolti. In molti casi, la presentazione della SCIA consente di iniziare l’attività già dal giorno stesso, ma è importante verificare eventuali richieste aggiuntive da parte del Comune.
Alcuni Comuni possono richiedere permessi o adempimenti ulteriori, come autorizzazioni sanitarie o verifiche di conformità dei locali. Si consiglia di informarsi preventivamente presso il SUAP locale per evitare ritardi o sanzioni.
Costi di apertura e variabili da considerare
I costi di apertura di una riparazione smartphone, pc e tablet comprendono diverse voci. L’investimento iniziale tipico può essere così schematizzato:
investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva
I costi burocratici includono le spese per l’apertura della Partita IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio, eventuali diritti di segreteria per la SCIA e l’attivazione della PEC. A questi si aggiungono i costi per le attrezzature tecniche (strumenti di diagnostica, ricambi, software), l’affitto del locale (che varia molto in base alla città e alla zona), le scorte iniziali di materiali e un fondo di riserva per le prime spese impreviste.
Ad esempio, aprire in una grande città comporta generalmente costi di affitto e di avvio più elevati rispetto a un piccolo centro. Anche la dimensione del locale e la scelta tra laboratorio indipendente o corner in negozio incidono sull’investimento iniziale.
È importante considerare anche i costi nascosti, come eventuali consulenze professionali (commercialista, tecnico della sicurezza), adeguamenti dei locali e assicurazioni obbligatorie.
Consigli pratici e variabili locali
Le procedure e i requisiti possono subire leggere variazioni in base alla regione o al Comune di riferimento. Alcuni enti locali possono richiedere documentazione aggiuntiva o imporre standard specifici per la sicurezza dei locali e la gestione dei rifiuti elettronici. Per questo motivo, è sempre consigliabile affidarsi a un commercialista esperto e consultare il SUAP del proprio Comune prima di avviare le pratiche.
In sintesi, una pianificazione accurata e la conoscenza delle normative locali sono fondamentali per evitare ritardi e costi imprevisti nell’apertura di una riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Quando ci si chiede come aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025 in Italia, è fondamentale valutare con attenzione i requisiti richiesti, l’iter burocratico da seguire e soprattutto i costi di apertura. Questi elementi sono determinanti per la riuscita dell’attività e variano sensibilmente in base a dimensione, location e servizi offerti. In questo capitolo analizziamo i passaggi chiave e le principali voci di spesa, fornendo indicazioni pratiche per stimare l’investimento iniziale e affrontare correttamente la fase di avvio.
Documentazione e iter burocratico: cosa serve per iniziare
Per avviare un centro di riparazione smartphone, pc e tablet è necessario seguire un preciso iter burocratico. I principali passaggi includono:
- Apertura della Partita IVA: fondamentale per operare legalmente come impresa individuale o società.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio locale.
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento, per comunicare l’avvio dell’attività.
- Iscrizione all’INPS e all’INAIL per la gestione previdenziale e assicurativa.
- Eventuali autorizzazioni comunali aggiuntive, soprattutto se si prevede la vendita di accessori o altri servizi collegati.
Le tempistiche per completare queste pratiche possono variare da pochi giorni a qualche settimana, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata. È consigliabile rivolgersi a un commercialista esperto per evitare errori e ritardi.
Costi di apertura: principali voci di spesa e variabili
L’investimento iniziale per aprire un centro di riparazione dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione del locale, la location e la tipologia di servizi offerti. Secondo le fonti di settore, il budget richiesto per un piccolo laboratorio oscilla tra 15.000 e 50.000 euro, mentre per spazi più ampi o situati in città costose si può superare anche i 100.000 euro. Le principali voci di spesa da considerare sono:
- Affitto o acquisto del locale: il costo varia notevolmente in base alla zona e alla metratura.
- Adeguamento degli impianti e messa a norma degli spazi.
- Acquisto di attrezzature professionali (stazioni saldanti, strumenti diagnostici, ricambi).
- Arredi e allestimento del laboratorio e dell’area accoglienza clienti.
- Scorte di magazzino per ricambi e materiali di consumo.
- Spese burocratiche e consulenze (commercialista, pratiche amministrative).
- Marketing e promozione online per farsi conoscere sul territorio.
Ad esempio, per un laboratorio di piccole dimensioni, solo per l’allestimento si può prevedere una spesa non inferiore a 30.000 euro. L’investimento iniziale può essere così sintetizzato: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. È importante tenere conto anche di eventuali costi nascosti, come cauzioni, assicurazioni e spese impreviste.
Variabili regionali e comunali: cosa valutare prima di scegliere la location
La location incide in modo significativo sia sui costi che sulle procedure di apertura. In città di grandi dimensioni o in zone centrali, affitti e costi di adeguamento possono essere molto più elevati rispetto a piccoli centri o periferie. Inoltre, alcuni Comuni possono richiedere autorizzazioni aggiuntive o applicare normative specifiche per la sicurezza e l’accessibilità dei locali. Prima di scegliere dove aprire, è consigliabile:
- Verificare presso il Comune eventuali regolamenti locali e requisiti urbanistici.
- Considerare la presenza di concorrenti e il potenziale bacino di utenza.
- Valutare i costi fissi (affitto, utenze) in relazione al volume di lavoro previsto.
Una pianificazione attenta di questi aspetti permette di evitare sorprese e di stimare con maggiore precisione il budget necessario per l’avvio.
Consigli pratici per stimare l’investimento iniziale
Per ridurre il rischio di errori, è fondamentale stimare con attenzione tutte le voci di spesa e prevedere un fondo di riserva per le prime fasi di attività. Il consiglio è di redigere un business plan dettagliato, aggiornato alle condizioni di mercato del 2025, che tenga conto delle variazioni locali e delle esigenze specifiche del proprio progetto. In caso di dubbi, affidarsi a consulenti specializzati può fare la differenza tra una partenza solida e problemi imprevisti.



Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Aprire un’attività di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025 in Italia richiede attenzione sia agli adempimenti burocratici standard sia alle nuove normative introdotte a livello europeo. Il settore è infatti interessato dalle recenti direttive UE sul diritto alla riparazione, che impattano sulle modalità operative e sulle autorizzazioni necessarie. In questo capitolo analizziamo i requisiti fondamentali, l’iter burocratico, i costi da sostenere e le variabili locali da considerare per avviare legalmente questa attività.
Requisiti e autorizzazioni specifiche per la riparazione di dispositivi elettronici
Per esercitare legalmente l’attività di riparazione di dispositivi elettronici è necessario rispettare una serie di requisiti e ottenere alcune autorizzazioni aggiuntive rispetto alle attività commerciali tradizionali. In particolare:
- È obbligatorio ottenere il certificato di agibilità del locale, che attesta la conformità degli spazi ai requisiti urbanistici e di sicurezza.
- Gli impianti elettrici devono essere a norma e certificati da un tecnico abilitato.
- Se si gestiscono rifiuti elettronici (RAEE), possono essere richieste autorizzazioni sanitarie o ambientali specifiche, secondo la normativa vigente e le disposizioni comunali.
- In caso di vendita di accessori o prodotti correlati, è necessario rispettare le normative sul commercio al dettaglio e, se previsto, iscriversi al relativo registro.
Si raccomanda di verificare presso il Comune eventuali regolamenti specifici o ulteriori permessi richiesti per l’attività di riparazione elettronica, poiché le disposizioni possono variare a livello locale.
Iter burocratico: passi fondamentali e tempistiche
L’iter burocratico per avviare un centro di riparazione prevede alcuni passaggi obbligatori:
- Scelta della forma giuridica (ditta individuale, società, ecc.) e apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
- Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, che consente di iniziare l’attività subito dopo la presentazione, salvo controlli successivi.
- Richiesta del certificato di agibilità e della conformità degli impianti.
- Eventuale richiesta di autorizzazioni sanitarie o ambientali, soprattutto se si gestiscono RAEE.
Le tempistiche possono variare in base alla rapidità degli enti coinvolti e alla completezza della documentazione presentata. In generale, la procedura può richiedere da alcune settimane a qualche mese, soprattutto se sono necessarie autorizzazioni aggiuntive o adeguamenti dei locali.
Costi di apertura: voci principali e variabili
Per stimare l’investimento iniziale necessario, è utile considerare tutte le voci di spesa principali. Una formula di base può essere:
investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva
- I costi burocratici comprendono tasse di iscrizione, diritti camerali, eventuali consulenze e spese per certificazioni.
- Le attrezzature includono strumenti di diagnostica, ricambi di base, banchi da lavoro e dispositivi di sicurezza.
- L’affitto del locale varia sensibilmente in base alla zona: in centro città i costi possono essere significativamente più alti rispetto alla periferia.
- Le scorte di ricambi e accessori vanno dimensionate in base al volume di lavoro previsto.
- È consigliabile prevedere un fondo di riserva per coprire spese impreviste o periodi di avviamento.
Ad esempio, in una città di medie dimensioni, i costi di apertura possono essere più contenuti rispetto a una grande metropoli, soprattutto per quanto riguarda l’affitto e le spese di adeguamento dei locali. Scegliere una location già predisposta per attività artigianali può ridurre sensibilmente i tempi e i costi di avvio.
Variabili locali, normative e franchising
Le normative regionali e comunali possono incidere in modo significativo su requisiti, tempi e costi di apertura. Alcuni Comuni richiedono permessi aggiuntivi o impongono limiti specifici per la gestione dei rifiuti elettronici. È fondamentale informarsi presso gli uffici comunali e valutare eventuali regolamenti locali prima di avviare le pratiche.
Per chi sceglie la formula del franchising, molte procedure possono essere semplificate grazie al supporto della casa madre, che spesso fornisce assistenza nella gestione delle pratiche burocratiche e nella formazione tecnica, riducendo così tempi e rischi di errori.
Prestare attenzione a questi aspetti è essenziale per evitare ritardi e costi imprevisti nella fase di avvio dell’attività.



Finanziamenti e agevolazioni per aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Quando si valuta come aprire un centro di riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025 in Italia, la questione dei finanziamenti e delle agevolazioni disponibili è centrale per la sostenibilità e la crescita dell’attività. In questo capitolo analizziamo le principali opportunità di sostegno economico, le modalità di accesso e le strategie per massimizzare le possibilità di ottenere fondi, con particolare attenzione alle variabili regionali e alle opzioni di franchising.
Le principali forme di finanziamento disponibili
Per sostenere l’avvio di un’attività di riparazione dispositivi elettronici, nel 2025 sono accessibili diverse tipologie di finanziamento. Tra le più rilevanti troviamo:
- Bandi regionali: molte Regioni italiane pubblicano periodicamente bandi per l’autoimprenditorialità, spesso con contributi a fondo perduto o tassi agevolati. È fondamentale monitorare i portali istituzionali e le camere di commercio locali per restare aggiornati sulle opportunità attive nella propria zona.
- Incentivi nazionali: strumenti come quelli di Invitalia, dedicati in particolare a giovani e donne, possono offrire finanziamenti a fondo perduto o prestiti a tasso agevolato. Questi incentivi sono spesso vincolati alla presentazione di un business plan dettagliato e a requisiti specifici di età o residenza.
- Microcredito: per chi non dispone di grandi garanzie, il microcredito rappresenta una soluzione flessibile per ottenere piccoli finanziamenti, utili soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività.
- Finanziamenti bancari agevolati: alcune banche propongono prodotti specifici per le nuove imprese, con condizioni vantaggiose e periodi di preammortamento.
L’importanza del business plan per accedere ai fondi
Un business plan dettagliato è indispensabile sia per accedere a bandi e finanziamenti, sia per pianificare la sostenibilità economica dell’attività. Il business plan deve includere:
- Analisi del mercato locale e della concorrenza (ad esempio, laboratori come SmartingLab o Touch Bit che offrono riparazioni rapide e garantite);
- Previsione dei costi di avvio (ad esempio, attrezzature, affitto, scorte di ricambi, costi burocratici);
- Stima dei ricavi, considerando i prezzi medi di mercato (es. ripristino totale dispositivo + backup a 34,99€ come indicato da SmartWorld SRLS);
- Strategie di marketing e acquisizione clienti;
- Piano di sostenibilità finanziaria e di crescita.
Un esempio pratico: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Se si accede a un bando regionale che copre il 50% delle spese ammissibili, il fabbisogno di capitale proprio si riduce sensibilmente, migliorando la sostenibilità del progetto.
Franchising e formule di supporto dedicate
Considerare l’apertura in franchising può essere una scelta strategica, soprattutto per chi desidera ridurre i rischi e accedere a formule di finanziamento dedicate. Molti franchisor del settore offrono:
- Supporto nella predisposizione della documentazione necessaria;
- Formazione tecnica e gestionale;
- Convenzioni con istituti di credito per finanziamenti agevolati;
- Assistenza continua nella fase di avvio e gestione.
Questa soluzione può risultare particolarmente vantaggiosa per chi non ha esperienza pregressa nel settore o desidera beneficiare di un marchio già riconosciuto sul mercato.
Variabili regionali, tempistiche e avvertimenti pratici
Le tempistiche di accesso ai finanziamenti possono variare sensibilmente in base alla Regione e alla tipologia di bando. Alcuni incentivi prevedono finestre temporali limitate o graduatorie a sportello, quindi è essenziale preparare la documentazione in anticipo. Inoltre, le normative regionali e comunali possono influire sui requisiti di accesso e sulle procedure burocratiche, incidendo sui tempi di apertura e sulla pianificazione finanziaria.
Attenzione anche ai costi nascosti: oltre alle spese di avvio, occorre considerare eventuali oneri per l’adeguamento dei locali, assicurazioni obbligatorie e aggiornamenti tecnologici periodici. Un’attenta pianificazione finanziaria, supportata da un business plan solido, è la chiave per evitare imprevisti e garantire la sostenibilità dell’attività nel tempo.



Domande frequenti su Riparazione smartphone, pc e tablet nel 2025
Quanto costa mediamente aprire un centro di riparazione smartphone, PC e tablet?
L’investimento iniziale può variare da 20.000 a oltre 45.000 euro, a seconda della posizione, delle dimensioni del locale e dei servizi offerti. Per negozi di piccole dimensioni, la spesa minima consigliata è di circa 30.000 euro.
Serve una qualifica professionale obbligatoria per aprire?
No, non è richiesta una qualifica professionale obbligatoria, ma sono fortemente consigliate competenze tecniche specifiche e corsi di aggiornamento nel settore della riparazione elettronica per garantire un servizio affidabile.
Quali sono i principali adempimenti burocratici per avviare l’attività?
È necessario aprire la Partita IVA, iscriversi alla Camera di Commercio, presentare la SCIA al Comune, iscriversi a INPS e INAIL e attivare una PEC. Alcuni Comuni possono richiedere ulteriori permessi specifici.
Un business plan è davvero utile prima di aprire?
Sì, un business plan aiuta a stimare con precisione i costi di avvio, prevedere i ricavi e valutare la sostenibilità economica dell’attività. Inoltre, facilita la richiesta di finanziamenti e la pianificazione delle strategie di crescita.
Quali permessi servono per la gestione dei rifiuti elettronici?
Se si gestiscono RAEE, è necessario rispettare la normativa ambientale e, in alcuni casi, iscriversi all’albo gestori ambientali. È consigliabile informarsi presso il Comune o la Camera di Commercio per conoscere i dettagli e gli obblighi locali.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
