Articolo scritto il 01/01/2026

Per aprire un negozio di surgelati in Italia nel 2025 è necessario prevedere un investimento iniziale che, secondo le stime più aggiornate, si colloca mediamente tra 30.000 e 60.000 euro a seconda di dimensioni, posizione e dotazioni del punto vendita. L’iter prevede la definizione dei requisiti igienico-sanitari, l’apertura della Partita IVA, la presentazione della SCIA al Comune, l’iscrizione alla Camera di Commercio e l’ottenimento delle autorizzazioni specifiche per la vendita di alimenti surgelati.

In questa guida troverai un’analisi dettagliata dei requisiti personali e professionali, una panoramica completa sull’iter burocratico, indicazioni sui costi e sulle licenze necessarie, oltre ai principali strumenti di finanziamento disponibili nel 2025. Verranno inoltre forniti consigli pratici per affrontare la concorrenza e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalla sostenibilità, con attenzione alle normative e alle possibili variazioni regionali.

Articoli consigliati su come creare un business plan per negozio di surgelati e attività alimentari

Calcola la redditività del tuo progetto con il software business plan negozio di surgelati AI in modo semplice e rapido.

Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un negozio di surgelati in italia nel 2025

Aprire un negozio di surgelati in Italia nel 2025 richiede attenzione a una serie di requisiti personali e professionali, oltre al rispetto di un preciso iter burocratico e alla valutazione dei costi di avvio. Comprendere questi aspetti è fondamentale per evitare errori che potrebbero rallentare o compromettere l’apertura dell’attività. In questo capitolo analizziamo i passaggi chiave, i documenti necessari e le principali voci di spesa, offrendo una panoramica pratica e aggiornata per chi desidera avviare un punto vendita di surgelati.

Requisiti personali e professionali per l’apertura

Per avviare un negozio di surgelati non è richiesto un titolo di studio specifico, ma la normativa italiana prevede che almeno uno dei soci o il titolare sia in possesso dell’attestato SAB (ex REC), oppure possa dimostrare almeno due anni di esperienza nel settore alimentare. Questo requisito è indispensabile per poter gestire la vendita di prodotti alimentari al dettaglio.

Tutti gli addetti che manipolano o vendono alimenti devono inoltre ottenere l’attestato HACCP, obbligatorio per garantire la sicurezza alimentare. L’età minima richiesta è 18 anni e non sono previsti limiti massimi, ma è importante valutare la propria preparazione e motivazione prima di intraprendere questa attività.

In alcune regioni o comuni possono essere richieste autorizzazioni aggiuntive o corsi specifici. È quindi consigliabile informarsi presso la Camera di Commercio locale per conoscere eventuali normative regionali o comunali che potrebbero incidere sui tempi e sulle modalità di apertura.

Iter burocratico e documentazione necessaria

L’iter burocratico per aprire un negozio di surgelati prevede alcuni passaggi fondamentali:

  • Richiesta della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.
  • Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento, che consente di iniziare l’attività subito dopo la presentazione, salvo controlli successivi.
  • Iscrizione all’INPS e all’INAIL per la posizione previdenziale e assicurativa.
  • Ottenimento dell’attestato HACCP per tutti gli addetti.

È importante ricordare che tempistiche e procedure possono variare in base alla regione o al Comune, soprattutto per quanto riguarda eventuali autorizzazioni sanitarie o urbanistiche. Un errore nella documentazione può causare ritardi significativi nell’apertura, quindi è fondamentale verificare con attenzione i requisiti richiesti dall’ente locale.

Costi di apertura: cosa considerare e come variano

L’investimento iniziale per aprire un negozio di surgelati nel 2025 si attesta mediamente tra 40.000 e 60.000 euro. Questa cifra può variare sensibilmente in base a dimensione e posizione del punto vendita, nonché alle scelte relative a attrezzature, arredi e scorte iniziali.

Ad esempio, un negozio di piccole dimensioni situato in una zona periferica potrebbe richiedere un investimento più contenuto, mentre un punto vendita in centro città o in una zona ad alto traffico commerciale comporterà costi più elevati per affitto e allestimento. La formula di calcolo più utilizzata per stimare l’investimento iniziale è:

investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva

È importante prevedere anche un fondo di riserva per coprire eventuali spese impreviste nei primi mesi di attività. Inoltre, chi desidera accedere a finanziamenti bancari dovrà presentare un business plan dettagliato che evidenzi la sostenibilità economica del progetto.

Variabili locali e fattori critici da valutare

Prima di avviare l’attività, è essenziale valutare le normative regionali e comunali, che possono prevedere requisiti aggiuntivi o tempistiche differenti per il rilascio delle autorizzazioni. Alcuni Comuni, ad esempio, potrebbero richiedere permessi specifici per insegne o orari di apertura.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la necessità di aggiornarsi sulle nuove tendenze del settore, come la vendita online o l’adozione di packaging sostenibile, che possono rappresentare un vantaggio competitivo ma anche un costo aggiuntivo iniziale.

In sintesi, la pianificazione accurata dei requisiti, dell’iter burocratico e dei costi è il primo passo per aprire con successo un negozio di surgelati in Italia nel 2025, evitando sorprese e massimizzando le possibilità di crescita dell’attività.

Scopri subito come creare il budget ed il business plan per negozio di surgelati in modo semplice e rapido con assistenza via chat 24/7

Iter burocratico, requisiti e costi per aprire un negozio di surgelati nel 2025

Quando si valuta come aprire un negozio di surgelati nel 2025 in Italia, è fondamentale conoscere nel dettaglio i passaggi burocratici, i requisiti richiesti e i costi da sostenere. Questi aspetti sono determinanti per pianificare correttamente l’avvio dell’attività, evitare ritardi e rispettare tutte le normative vigenti. In questa sezione analizziamo i principali step amministrativi, la documentazione necessaria e le variabili che possono incidere su tempi e spese, con particolare attenzione alle differenze regionali e comunali.

Requisiti e documentazione per l’avvio dell’attività

Per avviare un negozio di surgelati, il primo passo è l’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, selezionando il corretto codice ATECO per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari. Successivamente, è obbligatoria l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. Un altro adempimento essenziale è la comunicazione di inizio attività tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune dove si trova il punto vendita.

  • Partita IVA – necessaria per qualsiasi attività commerciale.
  • Codice ATECO – identifica la tipologia di attività svolta.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese – obbligatoria per tutte le imprese.
  • SCIA – consente di iniziare l’attività subito dopo la presentazione.

Inoltre, è indispensabile aprire le posizioni INPS e INAIL per la copertura previdenziale e assicurativa, sia per il titolare che per eventuali dipendenti. La mancata regolarizzazione di questi aspetti può comportare sanzioni e ritardi nell’avvio.

Iter burocratico e tempistiche: cosa aspettarsi

L’iter burocratico per aprire un negozio di surgelati può richiedere alcune settimane. Le tempistiche dipendono dalla rapidità con cui vengono raccolti i documenti, dalla risposta degli enti coinvolti e dalle eventuali richieste di integrazione da parte del Comune o della Camera di Commercio. In alcune regioni o Comuni, potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni sanitarie o ambientali, soprattutto se il locale necessita di adeguamenti strutturali per la conservazione dei surgelati.

È importante considerare che le normative possono variare a livello regionale e comunale: alcuni Comuni richiedono documentazione aggiuntiva o prevedono tempistiche più lunghe per il rilascio delle autorizzazioni. Si consiglia di consultare sempre lo Sportello Unico Attività Produttive locale per verificare eventuali specificità.

Costi di apertura: investimento iniziale e variabili principali

Un aspetto cruciale riguarda i costi di apertura. Secondo le stime più recenti, l’investimento minimo per aprire un negozio di surgelati si aggira intorno ai 47.000 euro. Questa cifra comprende le principali voci di spesa:

  • Costi burocratici (apertura Partita IVA, iscrizione Registro Imprese, SCIA, consulenze)
  • Acquisto o affitto del locale
  • Attrezzature specifiche per la conservazione e la vendita dei surgelati
  • Scorte iniziali di prodotti
  • Fondo di riserva per le prime spese operative

Ad esempio, la formula di base per stimare il fabbisogno iniziale può essere così riassunta: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Il totale può variare sensibilmente in base alla location (centro città o periferia), alla dimensione del negozio e alla scelta tra locale indipendente o franchising.

Attenzione: alcuni costi nascosti possono emergere durante l’adeguamento dei locali alle normative sanitarie o nella gestione delle pratiche amministrative, soprattutto in zone con regolamenti più stringenti.

Fattori critici e consigli operativi

Per evitare imprevisti, è fondamentale preparare con cura tutta la documentazione e informarsi sulle normative locali prima di avviare le pratiche. Tempistiche e costi possono variare anche in funzione della regione o del Comune di riferimento, quindi è consigliabile prevedere un margine di tempo e di budget per eventuali ritardi o spese aggiuntive. Infine, la corretta pianificazione finanziaria e la stesura di un business plan dettagliato sono strumenti indispensabili per valutare la sostenibilità dell’investimento e accedere a eventuali finanziamenti.

Ottieni rapidamente un finanziamento con il software business plan negozio di surgelati con DSCR, scenari e ottimizzato per le banche.

Requisiti, iter burocratico e costi di apertura di un negozio di surgelati in italia nel 2025

Per rispondere concretamente alla domanda “come aprire un negozio di surgelati nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti richiesti, l’iter burocratico da seguire e i costi di apertura da sostenere. Questi aspetti sono determinanti per pianificare correttamente l’investimento, evitare errori e rispettare le normative vigenti. Di seguito analizziamo i punti chiave che ogni aspirante imprenditore deve considerare prima di avviare questa attività.

Requisiti e documentazione necessaria per l’apertura

Per aprire un negozio di surgelati è indispensabile possedere i requisiti morali e professionali previsti dalla legge. Tra questi, non devono mancare:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio;
  • apertura della Partita IVA;
  • presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento;
  • adempimenti relativi alla sicurezza alimentare e igiene, secondo le normative HACCP;
  • eventuali autorizzazioni sanitarie specifiche richieste dall’ASL locale.

La SCIA è il documento fondamentale che consente di iniziare l’attività subito dopo la presentazione, ma è necessario che tutta la documentazione sia completa e conforme. Le normative possono variare leggermente a livello regionale o comunale, quindi è consigliato informarsi presso gli uffici competenti per evitare ritardi o sanzioni.

Iter burocratico e tempistiche per l’avvio

L’iter burocratico per aprire un negozio di surgelati prevede diversi passaggi obbligatori. Dopo aver scelto la forma giuridica e aver aperto la Partita IVA, occorre iscriversi al Registro delle Imprese e presentare la SCIA al Comune. Successivamente, bisogna richiedere eventuali permessi per l’insegna e verificare la conformità dei locali alle normative igienico-sanitarie. In media, le tempistiche per completare l’iter amministrativo variano da 30 a 60 giorni, ma possono allungarsi in caso di richieste di integrazioni documentali o verifiche aggiuntive da parte degli enti preposti.

Un aspetto critico è la scelta della location: la posizione del negozio incide sia sui tempi di ottenimento delle autorizzazioni sia sui costi di affitto e allestimento. Zone centrali o ad alto traffico possono richiedere permessi aggiuntivi e comportare costi maggiori.

Costi di apertura: voci principali e variabili

L’investimento iniziale per un negozio di surgelati dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione del locale, la ubicazione e la scelta tra gestione indipendente o in franchising. Secondo le fonti più autorevoli, il capitale iniziale oscilla mediamente tra 30.000 e 100.000 euro. Per un punto vendita di medie dimensioni (circa 60-100 mq), i costi di allestimento e attrezzature (come banchi freezer, scaffalature e insegna) si attestano tra 20.000 e 30.000 euro. Le pratiche amministrative e le licenze possono comportare una spesa tra 2.000 e 4.000 euro, mentre per le scorte iniziali sono necessari circa 8.000-15.000 euro.

Oltre a queste voci, bisogna considerare:

  • affitto del locale (variabile in base alla zona);
  • utenze e spese correnti;
  • consulenze professionali (commercialista, consulente HACCP);
  • eventuali investimenti in marketing digitale e promozione;
  • fondo di riserva per imprevisti.

Nel caso di apertura in franchising, l’investimento può essere più contenuto grazie a convenzioni su forniture e allestimenti, ma occorre aggiungere fee di ingresso e royalty periodiche.

Un esempio numerico realistico: per un negozio di 80 mq in una zona urbana, l’investimento iniziale può attestarsi tra 40.000 e 60.000 euro, includendo tutte le principali voci di spesa. La formula di base per stimare il capitale necessario è: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva.

Variabili locali e raccomandazioni pratiche

Le cifre indicate sono indicative e possono variare sensibilmente in base alla città, alla regione e alle condizioni specifiche del locale scelto. È fondamentale redigere un business plan dettagliato che tenga conto di tutte le voci di spesa e delle possibili variazioni locali. Attenzione ai costi nascosti (ad esempio, adeguamenti strutturali richiesti dall’ASL o dal Comune) e alle tempistiche burocratiche, che possono incidere sulla data effettiva di apertura.

In sintesi, conoscere in anticipo requisiti, iter e costi consente di pianificare con maggiore sicurezza l’avvio di un negozio di surgelati e di evitare spiacevoli sorprese durante il percorso.

Crea il business plan per negozio di surgelati con budget a 5 anni e documento con AI integrati tra loro per risparmiare tempo e non fare errori.

Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un negozio di surgelati in italia nel 2025

Quando si valuta come aprire un negozio di surgelati nel 2025 in Italia, è fondamentale conoscere nel dettaglio i requisiti specifici, l’iter burocratico e i costi di apertura previsti dalla normativa vigente. Questo capitolo offre una panoramica pratica e aggiornata su licenze, autorizzazioni, obblighi formativi e spese da sostenere, con particolare attenzione alle variabili locali e alle criticità che possono incidere su tempi e budget.

Requisiti e autorizzazioni obbligatorie per l’apertura

Per avviare un negozio di surgelati, la normativa italiana prevede alcuni passaggi burocratici essenziali:

  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): da presentare presso lo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune dove si intende aprire l’attività. È il documento fondamentale per avviare legalmente il commercio di alimenti surgelati.
  • Nulla osta sanitario dell’ASL: obbligatorio per tutte le attività che trattano alimenti. L’ASL verifica il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la corretta conservazione dei prodotti surgelati, con particolare attenzione a locali, impianti e procedure di stoccaggio.
  • Formazione HACCP: tutto il personale deve essere in regola con la formazione specifica per la sicurezza alimentare, secondo quanto previsto dalla normativa europea e italiana.
  • Certificato di Prevenzione Incendi: richiesto dai Vigili del Fuoco solo per locali di dimensioni superiori ai 200 mq o dotati di impianti particolari (ad esempio, celle frigorifere di grandi dimensioni).

È importante ricordare che non è necessaria una licenza commerciale specifica per il commercio di surgelati, ma la SCIA e il rispetto delle normative sanitarie sono obbligatori.

Documentazione e normative comunali da verificare

Oltre ai requisiti nazionali, ogni Comune può prevedere regolamenti aggiuntivi su aspetti come:

  • Insegne e pubblicità esterna: occorre verificare le regole locali su dimensioni, posizionamento e autorizzazioni per le insegne.
  • Orari di apertura: alcuni Comuni impongono limiti o comunicazioni specifiche sugli orari di esercizio.
  • Gestione dei rifiuti: è spesso richiesta una procedura documentata per lo smaltimento dei rifiuti alimentari e degli imballaggi, in linea con le direttive comunali.

Si raccomanda di consultare sempre le fonti ufficiali del proprio Comune e di aggiornare la documentazione in caso di modifiche normative, per evitare sanzioni o ritardi nell’apertura.

Costi di apertura: esempio pratico e variabili principali

L’investimento iniziale per un negozio di surgelati comprende diverse voci, che possono variare in base a location, dimensione del locale e qualità delle attrezzature. Una formula di base può essere così sintetizzata:

investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature (celle frigorifere, arredi) + affitto + scorte di prodotti + fondo di riserva

Ad esempio, per arredi e scaffalature la spesa può oscillare tra 3.000 e 7.000 euro, a seconda della qualità e delle dimensioni del punto vendita (fonte). A questi vanno aggiunti i costi per le celle frigorifere, che rappresentano una delle voci più rilevanti, oltre alle spese per la presentazione della SCIA e l’adeguamento igienico-sanitario richiesto dall’ASL.

Le spese burocratiche e di formazione (HACCP) sono generalmente contenute, ma possono aumentare in caso di pratiche aggiuntive (ad esempio, richiesta del Certificato di Prevenzione Incendi per locali oltre i 200 mq). L’affitto varia sensibilmente tra centro città e periferia, così come la necessità di un fondo di riserva per coprire eventuali imprevisti o ritardi nell’avvio.

Tempistiche e criticità da considerare

Le tempistiche di apertura dipendono dalla rapidità con cui si ottengono i vari nulla osta e dalla completezza della documentazione presentata. In particolare, la verifica dell’ASL può richiedere tempi variabili a seconda del carico di lavoro dell’ente e della complessità del locale. È fondamentale prevedere un margine temporale per eventuali integrazioni documentali o adeguamenti richiesti dagli enti preposti.

Infine, si consiglia di monitorare costantemente la normativa e di rivolgersi a consulenti specializzati per evitare errori che potrebbero rallentare l’apertura o comportare costi aggiuntivi non previsti.

Software business plan negozio di surgelati AI con scenari, budget a 5 anni, licenza a vita e assistenza via chat in tempo reale.

Finanziamenti, business plan e costi per aprire un negozio di surgelati: requisiti economici e strategie nel 2025

Quando si affronta la domanda “come aprire un negozio di surgelati nel 2025 in Italia”, uno degli aspetti più critici riguarda la copertura dell’investimento iniziale e la pianificazione finanziaria. Il settore alimentare, e in particolare quello dei surgelati, richiede attenzione sia ai requisiti economici sia alle opportunità di finanziamento disponibili. In questo capitolo analizziamo le principali fonti di capitale, l’importanza di un business plan dettagliato e le variabili che incidono su costi e tempistiche di apertura.

Le principali fonti di finanziamento per l’investimento iniziale

Per sostenere l’investimento necessario all’apertura di un negozio di surgelati, puoi valutare diverse opzioni di finanziamento:

  • Bandi regionali e contributi a fondo perduto: molte Regioni italiane pubblicano periodicamente bandi dedicati alle nuove attività commerciali, con particolare attenzione a giovani, donne imprenditrici e aree svantaggiate.
  • Agevolazioni nazionali: strumenti come quelli gestiti da Invitalia possono offrire finanziamenti agevolati o contributi per l’avvio di nuove imprese.
  • Prestiti bancari: le banche propongono prodotti specifici per start-up e nuove attività, ma richiedono quasi sempre la presentazione di un business plan dettagliato e credibile.
  • Supporto di associazioni di categoria e consulenti specializzati: possono aiutarti a individuare le migliori opportunità di finanziamento e a preparare la documentazione richiesta.

La scelta della fonte di capitale incide direttamente sulle tempistiche di apertura e sulla sostenibilità economica dell’attività. È fondamentale valutare con attenzione i requisiti di accesso, le scadenze e i tempi di erogazione dei fondi.

Business plan: uno strumento indispensabile per ottenere credito

Un business plan solido è il documento chiave per accedere a qualsiasi forma di finanziamento, sia pubblico che privato. Nel caso di un negozio di surgelati, il business plan deve includere:

  • Analisi di mercato e della concorrenza locale
  • Stima dettagliata dei costi di apertura e dei costi fissi
  • Previsioni di ricavi e scenari finanziari (ad esempio, DSCR e break-even)
  • Strategie di marketing e promozione

Le banche e gli enti finanziatori valutano con attenzione la sostenibilità economica e la capacità di rimborso dell’investimento. Un piano ben strutturato aumenta le probabilità di ottenere credito e riduce i rischi di impresa.

Costi di apertura: variabili e formule di calcolo

Secondo le stime aggiornate, l’investimento iniziale per aprire un negozio di surgelati in Italia nel 2025 si colloca generalmente tra 30.000 e 60.000 euro. Questa forbice dipende da vari fattori:

  • Dimensione del locale: un punto vendita più ampio richiede maggiori investimenti in attrezzature e arredi.
  • Location: l’affitto di un locale in centro città o in zone ad alto passaggio può incidere sensibilmente sui costi iniziali.
  • Attrezzature specifiche: celle frigorifere, banchi refrigerati e sistemi di conservazione rappresentano una voce di spesa importante.
  • Scorte iniziali e fondo di riserva per le prime spese operative.

Una formula di riferimento per stimare l’investimento iniziale può essere: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva. Ad esempio, per un negozio di medie dimensioni in una città di provincia, il budget potrebbe attestarsi intorno ai 40.000 euro, mentre in una grande città o per locali più ampi si può arrivare a 60.000 euro.

Variabili regionali e avvertimenti sui costi nascosti

Le normative regionali e comunali possono influenzare sia i tempi di apertura che i costi. Alcuni Comuni richiedono permessi aggiuntivi o impongono standard più restrittivi per la vendita di alimenti surgelati. È importante informarsi presso gli sportelli SUAP locali e prevedere eventuali spese extra per adeguamenti strutturali o pratiche amministrative.

Inoltre, l’accesso ai finanziamenti pubblici può essere soggetto a graduatorie e tempistiche non sempre rapide: pianifica con attenzione il cronoprogramma e considera un margine di sicurezza per coprire eventuali ritardi nell’erogazione dei fondi.

In sintesi, un’attenta pianificazione finanziaria e la scelta delle giuste fonti di capitale sono fondamentali per ridurre i rischi e aumentare le probabilità di successo nell’apertura di un negozio di surgelati nel 2025.

Il software business plan per negozio di surgelati progettato per piacere alle banche perché conforme alle linee guida EBA 2021, con DSCR, scenari e forward looking.

Domande frequenti su Negozio di surgelati nel 2025

Quanto costa aprire un negozio di surgelati in Italia?

L’investimento iniziale per un negozio di surgelati tradizionale si aggira tra 40.000 e 60.000 euro, includendo allestimento, attrezzature e prime scorte. In franchising, il budget può variare tra 20.000 e 40.000 euro a seconda del format scelto.

Quali requisiti e permessi sono necessari per aprire un negozio di surgelati?

È necessario presentare la SCIA al Comune, ottenere il nulla osta sanitario dell’ASL e garantire la formazione HACCP per tutti gli addetti. Alcuni Comuni possono richiedere ulteriori autorizzazioni specifiche in base alla zona.

Quanto si può guadagnare con un negozio di surgelati?

Un negozio di surgelati ben gestito punta a un margine lordo minimo del 25%. Su un ricavo annuo di 144.000 euro, ciò significa un margine lordo di almeno 36.000 euro, ma la redditività effettiva dipende da gestione e posizione.

Come può aiutare un business plan nella fase di apertura?

Un business plan dettagliato consente di stimare con precisione costi e ricavi, valutare la sostenibilità economica e pianificare investimenti e strategie. Questo riduce i rischi e aiuta a presentarsi in modo credibile a banche o investitori.

Quali sono i principali rischi nell’apertura di un negozio di surgelati?

I rischi principali riguardano la scelta della location, la gestione delle scorte e il rispetto delle normative igienico-sanitarie. Una pianificazione attenta e una formazione adeguata sono fondamentali per prevenire problemi e garantire la continuità dell’attività.

 

 

 

Autore dott. Stefano Ventura

Dott. Stefano Ventura

Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

Privacy Policy Cookie Policy