Articolo scritto il 25/01/2026

Per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso in Italia nel 2025 è fondamentale valutare attentamente i requisiti normativi, predisporre un business plan dettagliato e affrontare un iter burocratico che può variare in base alla zona, alle dimensioni e al posizionamento dell’impresa. I costi di avvio e i requisiti specifici possono differire sensibilmente a seconda della tipologia di servizio offerto, dell’esperienza pregressa e delle scelte organizzative, per cui è importante informarsi in modo approfondito prima di procedere.

Nei prossimi capitoli analizzeremo tutti gli aspetti chiave per avviare un servizio di corriere espresso: dai requisiti personali e professionali necessari, all’iter burocratico per l’apertura della Partita IVA e la presentazione della SCIA, fino ai costi di avvio, alle licenze richieste e alle possibili forme di finanziamento. L’obiettivo è offrirti una panoramica chiara e aggiornata per valutare la fattibilità del progetto e affrontare ogni fase con consapevolezza e sicurezza.

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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025

Se ti stai chiedendo come aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025 in Italia, è essenziale partire dalla conoscenza dei requisiti personali e professionali, dell’iter burocratico e dei costi di avvio. Questi aspetti sono fondamentali per evitare errori, ritardi e sanzioni, e per impostare correttamente il tuo percorso imprenditoriale nel settore della logistica e dei trasporti. In questo capitolo analizziamo in dettaglio tutto ciò che serve sapere per avviare legalmente e con successo un servizio di spedizioni e corriere espresso, con particolare attenzione alle variabili regionali e comunali che possono incidere su tempi e costi.

Requisiti personali e professionali per l’avvio

Per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025, l’età minima richiesta è 18 anni. Non sono previsti limiti massimi di età, il che rende il settore accessibile anche a chi desidera cambiare carriera. Non è obbligatorio possedere un titolo di studio specifico, ma avere un diploma commerciale o esperienza nel settore logistico può facilitare l’accesso a ruoli di responsabilità e la gestione delle pratiche amministrative.

Per chi intende offrire servizi di trasporto conto terzi, è spesso necessario frequentare corsi di formazione professionale e possedere patenti adeguate (ad esempio, patente B per veicoli leggeri o patente C per mezzi pesanti). È fondamentale verificare la presenza di eventuali corsi obbligatori previsti dalla normativa regionale o comunale, poiché alcune Regioni o Comuni possono richiedere requisiti aggiuntivi.

Un altro requisito imprescindibile è l’assenza di condanne penali e il rispetto dei criteri di onorabilità, necessari per l’iscrizione agli albi professionali come l’Albo degli Autotrasportatori. Si consiglia di consultare periodicamente le fonti istituzionali come la Camera di Commercio e l’Albo degli Autotrasportatori per eventuali aggiornamenti normativi.

Iter burocratico e documentazione necessaria

L’iter burocratico per aprire un servizio di spedizioni e corriere espresso prevede alcuni passaggi obbligatori:

  • Apertura della Partita IVA: indispensabile per operare legalmente come impresa individuale o società.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
  • Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove si intende avviare l’attività.
  • Eventuale iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori se si svolgono servizi di trasporto conto terzi.

La tempistica per completare l’iter burocratico può variare in base alla rapidità degli enti coinvolti e alla completezza della documentazione presentata. In media, l’intero processo può richiedere da alcune settimane a un paio di mesi, soprattutto se sono necessari corsi di formazione o autorizzazioni specifiche regionali.

Attenzione: la normativa regionale e comunale può introdurre ulteriori adempimenti, come permessi per la sosta dei mezzi o limiti alla circolazione in alcune aree urbane. È quindi consigliabile informarsi preventivamente presso gli uffici comunali e la Camera di Commercio locale.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di un’attività di spedizioni e corriere espresso dipendono da diversi fattori, tra cui la dimensione dell’impresa, la scelta tra attività indipendente o in franchising, la location e il numero di mezzi da acquistare o noleggiare. Secondo le guide di settore, l’investimento iniziale per un’attività in franchising può partire da circa 10.000 euro, “chiavi in mano”, ma questa cifra può aumentare sensibilmente se si opta per una struttura indipendente o per una flotta di veicoli più ampia.

Una formula utile per stimare l’investimento iniziale è:

  • investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature e mezzi + affitto o acquisto sede + fondo di riserva

Ad esempio, in una grande città i costi di affitto e permessi possono essere più elevati rispetto a un piccolo centro, mentre la scelta di mezzi nuovi o usati incide direttamente sul capitale richiesto. È importante considerare anche costi nascosti come assicurazioni, formazione obbligatoria e spese per l’adeguamento alle normative locali.

Infine, l’accesso a finanziamenti o agevolazioni pubbliche può aiutare a coprire parte dei costi iniziali, ma è necessario presentare un business plan dettagliato e aggiornato alle richieste degli enti finanziatori.

Variabili regionali e avvertimenti pratici

Le normative regionali e comunali possono influenzare significativamente i tempi e i costi di apertura. Alcuni Comuni richiedono permessi aggiuntivi per la circolazione dei mezzi o per l’installazione di insegne, mentre in alcune Regioni sono previsti corsi di formazione obbligatori per gli operatori. Si raccomanda di verificare sempre la documentazione richiesta presso gli enti locali e di tenere conto di eventuali costi nascosti legati a queste specificità territoriali.

In sintesi, una pianificazione accurata dei requisiti, dell’iter burocratico e dei costi è il primo passo per avviare con successo un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025.

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Iter burocratico, requisiti e costi per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025

Per rispondere alla domanda “come aprire un’attività di Spedizioni e corriere espresso nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio l’iter burocratico, i requisiti richiesti e i costi da sostenere. Questi aspetti rappresentano la base per avviare l’attività in modo regolare, evitando sanzioni e ritardi. Di seguito analizziamo i passaggi obbligatori, la documentazione necessaria e le principali variabili che possono incidere su tempi e spese di apertura.

Requisiti e documentazione obbligatoria

Il primo passo per avviare un corriere espresso è l’apertura della Partita IVA, scegliendo il corretto codice ATECO (ad esempio, 53.20.10 per i servizi di corriere espresso). Successivamente, è necessario procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Questi due adempimenti sono indispensabili per qualsiasi attività imprenditoriale in Italia.

  • Per svolgere l’attività di spedizioniere, il titolare o il legale rappresentante deve possedere requisiti morali e professionali specifici, come previsto dalla normativa di settore.
  • È obbligatoria la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) tramite lo sportello SUAP del Comune in cui si intende operare. La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, ma è soggetta a controlli successivi.
  • Per garantire la copertura previdenziale e assicurativa, è richiesta l’iscrizione all’INPS e all’INAIL.
  • Se si intende effettuare trasporti conto terzi, è necessario iscriversi anche all’Albo degli Autotrasportatori e dimostrare la capacità finanziaria e professionale richiesta dalla normativa.

La documentazione da presentare può variare in base alla regione e al Comune di riferimento. È quindi consigliabile consultare sempre gli uffici locali e le guide ufficiali aggiornate per evitare errori o omissioni.

Iter burocratico: passi e tempistiche

L’iter burocratico per aprire un corriere espresso prevede una sequenza di passaggi che, se ben pianificati, possono essere completati in tempi relativamente brevi. Tuttavia, le tempistiche possono variare in base alla complessità dell’attività, alla completezza della documentazione e alle specificità comunali o regionali.

  • Apertura Partita IVA: generalmente immediata, tramite Agenzia delle Entrate.
  • Iscrizione al Registro delle Imprese: può richiedere alcuni giorni lavorativi.
  • Presentazione della SCIA: consente l’avvio immediato dell’attività, ma è soggetta a verifica da parte degli enti competenti.
  • Iscrizione INPS e INAIL: da effettuare contestualmente o subito dopo l’avvio.
  • Iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori (se necessaria): può richiedere tempi più lunghi, soprattutto per la verifica dei requisiti professionali e finanziari.

Un avvertimento importante: eventuali errori nella compilazione della documentazione o la mancata presentazione di requisiti specifici possono rallentare sensibilmente l’iter di apertura.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di un’attività di spedizioni e corriere espresso possono variare sensibilmente in base a diversi fattori: dimensione dell’attività, location, scelta tra apertura indipendente o in franchising, dotazione di mezzi e attrezzature.

  • Per chi sceglie il franchising, l’investimento minimo può partire da circa 10.000 euro, comprensivo di costi burocratici, formazione e dotazione iniziale.
  • Per un’attività indipendente, il costo totale di avvio può essere superiore, soprattutto se si devono acquistare veicoli, allestire locali e sostenere spese per licenze e assicurazioni.
  • La formula tipica dell’investimento iniziale può essere così riassunta: investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + scorte + fondo di riserva.

Ad esempio, in una città di medie dimensioni, i costi di affitto e gestione possono incidere maggiormente rispetto a un piccolo centro, mentre nelle grandi città la concorrenza e la domanda possono giustificare investimenti più elevati. Attenzione ai costi nascosti: assicurazioni, permessi comunali aggiuntivi e adeguamenti normativi possono aumentare il budget necessario.

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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025

Quando si valuta come aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025 in Italia, è fondamentale comprendere quali siano i requisiti specifici, l’iter burocratico da seguire e soprattutto i costi di apertura da mettere in conto. Questi elementi variano sensibilmente in base alla dimensione dell’impresa, alla scelta tra modello indipendente o franchising e alla localizzazione geografica. In questo capitolo analizziamo in modo pratico e dettagliato tutti gli aspetti chiave per pianificare correttamente l’investimento e affrontare senza sorprese le procedure necessarie all’avvio.

Principali requisiti e documentazione necessaria

Per avviare un’attività di spedizioni e corriere espresso è indispensabile rispettare alcuni requisiti amministrativi e burocratici comuni a tutte le imprese del settore. In particolare, occorre:

  • Aprire la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il corretto codice ATECO per l’attività di trasporto e spedizioni.
  • Iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente.
  • Presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove si intende operare, allegando la documentazione richiesta (planimetrie, dichiarazioni di conformità, ecc.).
  • Ottenere eventuali autorizzazioni per il trasporto conto terzi se si gestiscono direttamente i mezzi di consegna.
  • Stipulare polizze assicurative specifiche per la responsabilità civile, il trasporto merci e la tutela del personale.

La tempistica per completare l’iter burocratico può variare da alcune settimane a qualche mese, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata. È consigliabile affidarsi a un commercialista esperto per evitare errori e ritardi.

Costi di apertura: voci principali e variabili

I costi per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso dipendono da diversi fattori: dimensione dell’impresa, scelta tra attività indipendente o in franchising, dotazione di mezzi propri, ubicazione e livello di servizi offerti. Le principali voci di spesa da considerare sono:

  • Affitto o acquisto del locale (ufficio, magazzino, punto di raccolta e smistamento pacchi).
  • Acquisto o leasing di veicoli (furgoni, camioncini) per la consegna delle spedizioni.
  • Attrezzature informatiche e software di gestione per la tracciabilità e l’organizzazione delle spedizioni.
  • Assicurazioni obbligatorie e facoltative.
  • Pratiche burocratiche e consulenze professionali (commercialista, consulente del lavoro, ecc.).
  • Costi per il personale (stipendi, formazione, contributi).
  • Spese di marketing e promozione per acquisire i primi clienti.

Ad esempio, l’investimento iniziale per una piccola realtà locale può partire da 30.000–50.000 euro, mentre per strutture più grandi o dotate di una flotta di mezzi propria si può facilmente superare la soglia dei 100.000 euro. La formula di calcolo tipica dell’investimento iniziale è:

investimento iniziale = costi burocratici + attrezzature + affitto + veicoli + fondo di riserva

Le spese variano sensibilmente in base alla città o provincia di apertura: ad esempio, affitti e costi del personale sono generalmente più elevati nei grandi centri urbani rispetto alle aree periferiche.

Franchising: costi, vantaggi e differenze

Optare per il franchising può rappresentare una soluzione interessante per chi desidera ridurre l’investimento iniziale e beneficiare di un brand già noto e di processi organizzativi collaudati. In questo caso, l’investimento minimo può partire da circa 10.000 euro (chiavi in mano), fino a 50.000 euro per format più strutturati. Alcuni franchisor prevedono fee di ingresso e royalty periodiche, mentre altri, come nel caso di POSTAexpress, offrono formule senza fee d’ingresso e royalty, ma con costi di setup iniziale che comprendono attrezzature e formazione.

La scelta tra modello indipendente e franchising incide non solo sui costi, ma anche sulle tempistiche di avvio e sulla necessità di gestire in autonomia la parte burocratica e commerciale.

Fattori critici e variabili locali da considerare

Prima di avviare l’attività, è importante valutare attentamente:

  • Le normative regionali e comunali che possono prevedere requisiti aggiuntivi o restrizioni particolari.
  • La presenza di concorrenti e la domanda locale di servizi di spedizione.
  • I costi nascosti legati a eventuali adeguamenti strutturali del locale, permessi aggiuntivi o aggiornamenti tecnologici.

Un’attenta pianificazione dei costi di apertura e una verifica puntuale della documentazione richiesta sono fondamentali per evitare rallentamenti e imprevisti nella fase di avvio.

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Requisiti, iter burocratico e costi per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025

Per rispondere in modo pratico e aggiornato alla domanda “come aprire un’attività di Spedizioni e corriere espresso nel 2025 in Italia”, è fondamentale conoscere nel dettaglio quali sono i requisiti obbligatori, le autorizzazioni necessarie, i costi e le tempistiche per avviare legalmente questo tipo di impresa. L’iter burocratico è articolato e prevede passaggi specifici, che variano anche in base alla tipologia di servizi offerti (nazionali o internazionali) e alla localizzazione dell’attività. In questo capitolo analizziamo tutti gli step essenziali, con particolare attenzione alle licenze, alle iscrizioni e agli adempimenti assicurativi richiesti dalla normativa vigente.

Principali requisiti e iscrizioni obbligatorie

Per operare come spedizioniere o corriere espresso, l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio è il primo passo formale. A questa si aggiunge la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento, che consente di avviare l’attività nel rispetto delle normative locali.

  • Per il trasporto conto terzi, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori, che richiede il possesso di requisiti di capacità finanziaria (ad esempio, capitale minimo o garanzie fideiussorie), onorabilità e idoneità professionale.
  • Per le spedizioni internazionali, possono essere necessarie ulteriori licenze comunitarie e autorizzazioni specifiche.
  • È fondamentale stipulare polizze assicurative sia per la responsabilità civile verso terzi sia per la merce trasportata.

Attenzione: alcuni Comuni o Regioni possono imporre regolamenti aggiuntivi, come permessi particolari per la circolazione o limiti operativi nelle zone a traffico limitato, soprattutto nelle grandi città.

Iter burocratico e tempistiche per l’avvio

L’iter burocratico per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso prevede diversi passaggi, ognuno con tempistiche specifiche. Dopo aver predisposto tutta la documentazione necessaria (statuto societario, requisiti personali e professionali, polizze assicurative), occorre:

  • Presentare la SCIA e iscriversi al Registro delle Imprese.
  • Richiedere la licenza individuale per i servizi postali, il cui rilascio (o eventuale rifiuto) avviene entro novanta giorni dalla presentazione della domanda (fonte MIMIT).
  • Completare l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori, presentando la documentazione che attesta la capacità finanziaria, l’onorabilità e l’idoneità professionale.

È importante considerare che eventuali richieste di integrazione documentale o verifiche possono allungare i tempi di apertura. In media, l’iter completo può richiedere da uno a tre mesi, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata.

Costi di apertura e variabili da considerare

I costi di apertura di un’attività di spedizioni e corriere espresso sono influenzati da diversi fattori:

  • Costi burocratici: tasse di iscrizione, diritti camerali, costi per la SCIA e per le licenze.
  • Polizze assicurative obbligatorie: per responsabilità civile e merce trasportata.
  • Investimenti in attrezzature e mezzi: veicoli, sistemi informatici per la gestione delle spedizioni, locali adibiti a magazzino o punto di ritiro/consegna.
  • Eventuali fideiussioni bancarie richieste per dimostrare la capacità finanziaria.

Una formula di base per stimare l’investimento iniziale può essere: investimento iniziale = costi burocratici + assicurazioni + attrezzature e mezzi + affitto locali + fondo di riserva. Ad esempio, in una grande città i costi per permessi e affitti possono essere sensibilmente più elevati rispetto a una realtà di provincia, incidendo notevolmente sul budget iniziale.

Ricorda che la mancata osservanza dei requisiti o il ritardo nell’ottenimento delle licenze può comportare sanzioni o il blocco dell’attività, con conseguenti costi nascosti e perdita di opportunità di business.

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Finanziamenti, incentivi e business plan: come sostenere l’apertura di un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025

Quando si valuta come aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025 in Italia, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la sostenibilità finanziaria dell’impresa. L’accesso a finanziamenti, incentivi e agevolazioni può fare la differenza tra un progetto che rimane sulla carta e uno che si trasforma in un’attività redditizia e competitiva. In questo capitolo analizziamo le principali opportunità di sostegno economico, l’importanza di un business plan dettagliato e le strategie pratiche per presentare domande di finanziamento efficaci.

Le principali forme di finanziamento disponibili nel 2025

Per chi intende avviare un corriere espresso, nel 2025 sono accessibili diverse tipologie di finanziamenti e incentivi:

  • Bandi regionali: molte Regioni italiane pubblicano periodicamente bandi a sostegno dell’imprenditoria, spesso con contributi a fondo perduto o tassi agevolati. È fondamentale monitorare i portali regionali e informarsi presso gli sportelli delle Camere di Commercio locali.
  • Finanziamenti a fondo perduto: destinati a nuove imprese, giovani imprenditori o start-up innovative, questi contributi non devono essere restituiti e possono coprire una parte significativa dei costi iniziali.
  • Incentivi per l’autoimprenditorialità: programmi nazionali come Invitalia offrono finanziamenti agevolati e servizi di accompagnamento per chi avvia un’attività di spedizioni. La domanda richiede una documentazione precisa e un business plan ben strutturato.
  • Agevolazioni per mezzi ecologici: nel 2025, in linea con le tendenze della logistica green, sono previsti incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale, un aspetto sempre più rilevante per la competitività e la sostenibilità dell’impresa.

Le opportunità possono variare sensibilmente da Regione a Regione e da Comune a Comune, sia per disponibilità di fondi che per requisiti di accesso. È quindi consigliabile verificare sempre la normativa locale e le scadenze dei bandi.

L’importanza del business plan per ottenere finanziamenti

Un business plan dettagliato è indispensabile per stimare i costi di apertura, presentare la domanda di finanziamento e valutare la sostenibilità economica dell’attività. Il business plan deve includere:

  • Analisi di mercato e dei competitor
  • Proiezioni finanziarie (ricavi, costi, margini)
  • Stima degli investimenti iniziali e dei costi fissi
  • Piano operativo e strategie di crescita

Ad esempio, l’investimento iniziale per un corriere espresso può essere calcolato come: costi burocratici + acquisto o leasing dei mezzi + affitto del magazzino + attrezzature informatiche + fondo di riserva. La precisione di queste voci è fondamentale per convincere enti finanziatori e investitori della solidità del progetto.

Consulenza e supporto: a chi rivolgersi

Per orientarsi tra le varie opportunità di finanziamento e per redigere un business plan efficace, è consigliabile rivolgersi a consulenti specializzati o agli sportelli per l’imprenditoria delle Camere di Commercio e delle associazioni di categoria. Questi enti possono fornire:

  • Assistenza nella compilazione delle domande di finanziamento
  • Supporto nella scelta delle agevolazioni più adatte
  • Consulenza su normative e requisiti specifici del settore

Un altro canale da valutare è il franchising: molte reti di corrieri offrono formule di affiliazione che includono supporto finanziario, formazione e strumenti gestionali, riducendo così il rischio imprenditoriale e facilitando l’accesso al mercato.

Variabili critiche e avvertenze pratiche

Le tempistiche di accesso ai finanziamenti possono variare da poche settimane a diversi mesi, a seconda della complessità della domanda e della disponibilità dei fondi. È importante considerare che alcuni costi nascosti (ad esempio, adeguamenti normativi o spese per la sicurezza) possono incidere sull’investimento iniziale. Inoltre, la scelta della location e la dimensione dell’attività influenzano direttamente i costi e la possibilità di accedere a specifiche agevolazioni, soprattutto in aree svantaggiate o in Comuni che promuovono la logistica sostenibile.

In sintesi, preparare con attenzione la documentazione, valutare tutte le opportunità di finanziamento e affidarsi a professionisti del settore sono passaggi chiave per avviare con successo un’attività di spedizioni e corriere espresso nel 2025.

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Domande frequenti su Spedizioni e corriere espresso nel 2025

Quanto costa aprire un corriere espresso nel 2025?

L’investimento iniziale può variare da circa 10.000 euro per una soluzione in franchising fino a oltre 100.000 euro per attività indipendenti con una flotta propria. I costi dipendono dalla dimensione dell’attività, dalla localizzazione e dalla scelta tra apertura autonoma o affiliata a un marchio già noto.

Quali requisiti servono per aprire un’attività di spedizioni e corriere espresso?

Non è richiesto un titolo di studio specifico, ma sono necessari requisiti di onorabilità e, per il trasporto conto terzi, il possesso delle patenti idonee e l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori. Un’esperienza nel settore può facilitare l’avvio e la gestione dell’attività.

Quali licenze e permessi sono obbligatori per operare come corriere espresso?

È necessario presentare la SCIA al Comune, iscriversi alla Camera di Commercio e, per il trasporto conto terzi, ottenere l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori. In alcuni casi possono servire polizze assicurative specifiche e licenze aggiuntive per il trasporto internazionale.

Come può aiutare un business plan nella pianificazione di un corriere espresso?

Un business plan permette di stimare con precisione i costi di avvio e gestione, analizzare il mercato di riferimento e valutare la sostenibilità economica dell’attività. Inoltre, è uno strumento fondamentale per presentare richieste di finanziamento e ridurre i rischi di errore nella fase iniziale.

Esistono agevolazioni o finanziamenti per chi apre un corriere espresso nel 2025?

Sono disponibili bandi regionali, incentivi statali e finanziamenti a fondo perduto, oltre a formule di supporto offerte dai franchisor. È consigliabile informarsi presso enti locali e associazioni di categoria per conoscere le opportunità attive al momento dell’apertura.

 

 

 

Autore dott. Stefano Ventura

Dott. Stefano Ventura

Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!