Articolo scritto il 03/06/2026
Un negozio di modellismo in Italia nel 2026 può lasciare al titolare un guadagno netto medio indicativo tra 18.000€ e 40.000€ l’anno, ma il risultato reale varia molto in base a zona, dimensione, assortimento e presenza online. Per capire davvero quanto guadagna questa attività, però, bisogna distinguere tra fatturato, utile netto e soldi che restano in tasca dopo tasse e contributi: un incasso alto non coincide automaticamente con un buon margine.
Nei capitoli successivi vedrai numeri realistici su ricavi, costi e break-even, oltre ai fattori che influenzano la redditività, alle strategie per aumentare i margini e agli errori da evitare. Troverai anche un riepilogo degli aspetti fiscali e, se vuoi simulare scenari di vendita e spese prima di aprire o rilevare l’attività, puoi usare il Software business plan Negozio di modellismo 2026 AI per stimare ricavi, costi e margine in modo più concreto.
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Quanto guadagna davvero un negozio di modellismo
Quando si parla di quanto guadagna un negozio di modellismo, il dato che conta davvero non è il fatturato in sé, ma l’utile netto che resta al titolare dopo costi, tasse e contributi. Nella pratica, un piccolo negozio indipendente può muoversi su un guadagno netto annuo molto diverso da un’attività più strutturata con e-commerce: il punto non è solo vendere di più, ma mantenere un margine sufficiente a coprire i costi fissi e arrivare al break-even. Per questo, due negozi con lo stesso fatturato possono avere risultati opposti se uno ha costi più leggeri e l’altro assorbe troppo in affitto, personale e stock.
Quanto pesa il margine sul guadagno reale
Nel modellismo il guadagno reale dipende dalla distanza tra ricavi e costi totali. In termini pratici, il margine lordo è ciò che resta dopo il costo della merce, mentre l’utile operativo arriva solo dopo aver coperto spese di gestione come affitto, utenze, logistica e personale. Il netto finale è ancora più basso perché va considerato anche l’effetto di tasse e contributi. Se il negozio è l’attività principale, il reddito del titolare deve sostenere tutto; se invece è un’integrazione a un altro reddito, la soglia di sostenibilità può essere più bassa.
Per leggere bene i numeri, conviene ragionare così: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se il margine si assottiglia, il fatturato da solo non basta a garantire un buon guadagno. È qui che molti sottovalutano il rischio: un negozio che vende bene ma ha costi alti può portare a casa meno di un punto vendita più piccolo ma più efficiente.
Come cambiano i guadagni nei tre scenari tipici
Nella pratica, si possono distinguere tre scenari. Il primo è il piccolo negozio indipendente, con struttura snella e volumi contenuti: qui il guadagno netto del titolare tende a essere più fragile e dipende molto dalla capacità di controllare i costi fissi. Il secondo è il negozio medio con e-commerce, che può aumentare il fatturato e distribuire meglio il rischio, ma richiede più organizzazione e spesso più costi variabili. Il terzo è l’attività più strutturata, fisica + web, dove il potenziale di ricavo è maggiore ma cresce anche la complessità gestionale.
Un esempio semplice aiuta a capire: se un negozio ha €8.000 di costi fissi mensili e un margine di contribuzione del 50%, deve generare circa €16.000 di vendite minime solo per coprire la struttura. Sotto questa soglia, il titolare non crea utile; sopra, inizia a costruire il proprio utile netto. Questo è il motivo per cui il break-even va simulato prima di aprire o rilevare il punto vendita.
Come leggere i costi che erodono il netto
Le voci che incidono di più sul risultato finale sono quelle che si ripetono ogni mese. In un negozio di modellismo, i costi fissi sono quelli più pericolosi se il traffico clienti non è stabile: affitto, utenze, eventuale personale e gestione del punto vendita. I costi variabili crescono invece con le vendite e con la logistica, quindi vanno monitorati perché possono ridurre il margine anche quando il fatturato sale.
La regola pratica è questa: prima di guardare il volume d’affari, bisogna capire quanta parte resta davvero in tasca dopo tutte le uscite. Un negozio con ricavi più alti ma struttura pesante può chiudere con un guadagno netto inferiore rispetto a un’attività più piccola ma ben posizionata, con costi sotto controllo e assortimento coerente con la domanda locale.
Come valutare se l’attività è sostenibile
Prima di aprire o rilevare un negozio di modellismo, conviene osservare tre cose: il livello dei costi fissi, la capacità di raggiungere il break-even e la distanza tra margine lordo e utile netto. Se il negozio vive solo di fatturato ma non genera cassa sufficiente, il reddito del titolare resta debole. Se invece la struttura è snella, il mix tra negozio fisico ed e-commerce può migliorare la redditività e rendere più stabile il risultato annuale.
💡 Idea chiave: nel negozio di modellismo il guadagno vero non è il fatturato, ma il netto che resta dopo costi fissi, costi variabili, tasse e contributi: se il margine non regge, anche €16.000 di vendite minime al mese possono non bastare a creare utile.
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Quanto guadagna davvero un negozio di modellismo: fatturato, costi e break-even
Il vero guadagno si capisce solo confrontando fatturato, costi e break-even: per un negozio di modellismo il ricavo può sembrare interessante, ma il guadagno netto dipende da quanto pesano affitto, personale, magazzino e commissioni. Nella pratica, un punto vendita piccolo o medio può muoversi in un range prudenziale di €120.000–€250.000 di fatturato annuo, ma il risultato finale cambia molto se il negozio ha vendite lente, stock troppo ampio o costi fissi elevati.
Quanto pesa davvero il fatturato sul guadagno
Nel modellismo il margine lordo può essere buono, ma non basta a dire quanto si guadagna davvero. Il punto è che una parte importante dei ricavi viene assorbita da costi che non spariscono se le vendite rallentano. Per questo il titolare deve ragionare in termini di redditività e non solo di incasso mensile.
Una lettura pratica è questa: se il negozio incassa €15.000 al mese, il risultato reale dipende da quanto resta dopo costi fissi e variabili. Se il margine è buono ma il magazzino è troppo ampio, il denaro resta fermo sugli scaffali e il netto in tasca si assottiglia. In altre parole, il fatturato da solo non misura il guadagno.
Quali costi erodono il margine
Le voci che pesano di più sono quelle strutturali: affitto, personale, utenze e gestione del magazzino. A queste si aggiungono i costi variabili, come spedizioni, marketing, commissioni sui pagamenti e imposte. Nella pratica, il negozio deve sostenere sia costi che crescono con il volume di vendite, sia costi che restano quasi fissi anche nei mesi deboli.
Queste sono stime indicative, ma aiutano a capire perché il guadagno netto può essere molto più basso del fatturato. Se il negozio non controlla bene le uscite, il margine lordo si trasforma rapidamente in un utile modesto.
Come si calcola il punto di pareggio
Il break-even è il livello minimo di vendite necessario per coprire tutti i costi. Una formula semplice è: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se i costi fissi mensili sono, per esempio, €8.000 e il margine di contribuzione è del 50%, servono circa €16.000 di vendite mensili solo per andare in pari.
Questo esempio è utile perché mostra il meccanismo reale: finché non superi il pareggio, il negozio lavora ma non genera utile. E anche dopo il break-even, ogni euro in più non diventa automaticamente profitto, perché restano da considerare tasse e contributi.
Come aumentare utile e redditività
Per migliorare i risultati, il titolare deve monitorare ogni mese alcune voci chiave: rotazione del magazzino, incidenza dell’affitto, costo del personale, commissioni sui pagamenti e spese di spedizione. Se il magazzino è troppo ampio, il capitale si blocca e il ritorno sugli investimenti rallenta. Se invece il negozio lavora con stock più snello e vendite più rapide, il margine tende a migliorare.
La checklist pratica è semplice: controllare ricavi, costi fissi, costi variabili, utile lordo, utile netto e soglia di pareggio. È proprio questa simulazione che permette di capire se il negozio sta davvero guadagnando o se sta solo muovendo fatturato. In questo senso, un business plan ben costruito aiuta a confrontare scenari diversi e a stimare con più precisione il guadagno reale.
💡 Idea chiave: nel negozio di modellismo il guadagno vero non coincide con il fatturato: con costi fissi e variabili ben controllati, il netto può reggere solo se si supera il break-even e si mantiene il magazzino leggero, perché basta poco per trasformare €16.000 di vendite mensili in un utile molto più basso del previsto.
Quanto incidono location, assortimento e canale sui guadagni di un negozio di modellismo
Nel negozio di modellismo, quanto si guadagna davvero dipende molto meno dal nome dell’attività e molto più da tre leve pratiche: location, assortimento e canale di vendita. Nella pratica, due punti vendita con lo stesso prodotto possono avere risultati molto diversi: un negozio ben posizionato, con community attiva e mix prodotti equilibrato, può lavorare su un fatturato più stabile e su un margine migliore; al contrario, un locale con costi fissi alti e poca rotazione rischia di fermarsi prima del break-even. Per questo, quando si parla di guadagno netto, non basta guardare gli incassi: bisogna leggere insieme ricavi, costi e frequenza d’acquisto.
Location e bacino clienti: dove si crea il fatturato
La posizione cambia in modo diretto i risultati economici. Un negozio in area urbana o in quartiere con passaggio costante, vicino a scuole, club, eventi o punti di aggregazione, ha più probabilità di generare visite ripetute e acquisti d’impulso. In questo settore contano molto anche la stagionalità e la capacità di intercettare appassionati già motivati: tornei, demo e workshop possono aumentare sia la frequenza d’acquisto sia lo scontrino medio. In pratica, il negozio non vende solo prodotti, ma esperienza e appartenenza alla community.
La dimensione del locale incide sui costi fissi: affitto, utenze e gestione crescono con gli spazi, mentre il fatturato non cresce automaticamente. Per questo il punto di pareggio va sempre simulato prima dell’apertura. Una formula utile è: break-even = costi fissi mensili / margine di contribuzione. Se i costi fissi sono alti, il negozio deve vendere molto di più solo per andare in pari.
Assortimento e mix prodotti: dove si difende il margine
Nel modellismo il mix prodotti pesa tantissimo sulla redditività. Gli articoli ad alta rotazione aiutano il flusso di cassa, ma spesso sono i consumabili, gli accessori, i ricambi e alcuni servizi a sostenere meglio l’utile netto. Anche la specializzazione conta: statico, dinamico, miniature o RC attirano pubblici diversi, con comportamenti d’acquisto differenti. Un assortimento troppo ampio può aumentare il capitale immobilizzato e ridurre il guadagno netto; uno troppo stretto può invece limitare il traffico e la frequenza di visita.
Online, community e servizi: come aumentare il guadagno netto
Il peso dell’online può cambiare molto il risultato finale. Un canale digitale ben gestito amplia il bacino oltre la zona fisica e aiuta a smaltire prodotti specifici o preordini; allo stesso tempo, il negozio fisico resta centrale per relazione, consulenza e fidelizzazione. Qui la community è un moltiplicatore: chi entra per un evento spesso compra anche accessori, consumabili o ricambi. È questo il punto in cui il fatturato cresce senza far esplodere in modo proporzionale i costi.
Un esempio operativo aiuta a capire il meccanismo: se un negozio genera 40 clienti al giorno con uno scontrino medio di 18 euro, il giro d’affari teorico è di circa 720 euro al giorno; su base mensile, il volume può diventare rilevante, ma il guadagno netto dipende da affitto, personale, stock e tasse e contributi. Per questo non basta aumentare le vendite: bisogna anche migliorare il mix e tenere sotto controllo i costi variabili.
Segnali di un modello sano e campanelli d’allarme
Un negozio di modellismo è più sano quando ha clienti ricorrenti, una community attiva, un assortimento che ruota bene e una quota di vendite ad alto margine su accessori e servizi. Sono segnali positivi anche la capacità di fare preordini, organizzare eventi e mantenere un equilibrio tra negozio fisico e online. In questi casi il margine tende a essere più stabile e il punto di pareggio più raggiungibile.
I campanelli d’allarme, invece, sono abbastanza chiari: costi fissi troppo alti rispetto al traffico, pricing copiato senza analisi, stock fermo, dipendenza da pochi prodotti e assenza di simulazioni sui diversi scenari. Il rischio più comune è sottostimare il peso di tasse e contributi o pensare che il fatturato coincida con il denaro che resta in tasca. Nella pratica, il vero obiettivo è costruire un’attività che trasformi il volume di vendite in utile netto reale, non solo in incassi.
💡 Idea chiave: nel negozio di modellismo il netto in tasca dipende più da location, community e mix prodotti che dal solo fatturato: con costi fissi ben controllati e un assortimento ad alto margine, il punto di pareggio diventa molto più vicino.
Come aumentare davvero i guadagni di un negozio di modellismo
Per aumentare i guadagni bisogna vendere meglio, non solo vendere di più: nel negozio di modellismo questo significa lavorare su scontrino medio, margine e rotazione dello stock, non soltanto sul numero di clienti. Nella pratica, un’attività ben gestita può ragionare su un fatturato annuo che cambia molto in base a location, assortimento e canali di vendita, mentre il guadagno netto dipende soprattutto da quanto pesano costi fissi, costi variabili e tasse e contributi. Per questo è utile simulare scenari diversi: ad esempio, un negozio con vendite mensili da €12.000 a €20.000 e una struttura costi sotto controllo può avvicinarsi a una redditività molto diversa rispetto a un punto vendita che vende di più ma immobilizza troppo magazzino.
Aumentare lo scontrino medio con bundle e cross-selling
La leva più immediata è far salire lo scontrino medio. Nel modellismo funziona bene proporre kit, accessori, colle, vernici, utensili e consumabili insieme al prodotto principale: è il classico cross-selling, che aumenta il valore di ogni visita senza dover moltiplicare il traffico in negozio. Anche i bundle aiutano a migliorare il margine, perché permettono di vendere articoli complementari con una logica più ordinata e meno dipendente dal singolo pezzo “forte”.
In pratica, se il cliente entra per un modello da €45 e aggiunge accessori per altri €15–€25, il ricavo medio per transazione cresce in modo concreto. Questo è spesso più efficace che inseguire solo volumi più alti, perché il negozio lavora meglio sul guadagno netto finale. La regola operativa è semplice: ogni scontrino dovrebbe contenere almeno un articolo ad alta rotazione e uno ad alto margine, così da migliorare la redditività complessiva.
Usare preordini, esclusivi ed e-commerce per ampliare il bacino
Un negozio di modellismo non vive solo di passaggio: può aumentare i ricavi con preordini, prodotti esclusivi e vendita online. I preordini riducono il rischio di acquistare troppo stock e aiutano a capire la domanda reale prima di impegnare capitale. I prodotti esclusivi, invece, possono sostenere prezzi migliori e difendere il fatturato da una concorrenza basata solo sul ribasso.
L’e-commerce è utile soprattutto per ampliare il bacino clienti oltre la zona fisica del negozio. Anche qui il punto non è “vendere ovunque”, ma selezionare bene il catalogo, perché spedizioni e gestione ordini incidono sui costi. Se il negozio riesce a combinare vendita locale, online ed eventi in sede, può migliorare il break-even e rendere più stabile il flusso di cassa durante l’anno.
Tagliare gli sprechi e proteggere il margine
Per capire quanto si guadagna davvero, bisogna guardare anche ai costi. Nel modellismo il rischio principale è l’immobilizzo di magazzino: troppi articoli a bassa rotazione assorbono liquidità e abbassano il rendimento del capitale investito. Conviene quindi monitorare gli articoli lenti, negoziare con i fornitori e ottimizzare le spedizioni, soprattutto se si vende anche online.
Una gestione prudente punta a ridurre i prodotti che restano fermi troppo a lungo e a concentrare gli acquisti su ciò che ruota davvero. Questo aiuta a contenere i costi fissi e i costi variabili e rende più facile arrivare al punto di pareggio. In altre parole: meno stock inutile, più cassa disponibile e più spazio per investire in articoli che generano utile.
Simulare gli scenari prima di investire
Prima di aprire o ampliare il negozio, è utile testare scenari di prezzo, volumi e margini con un software dedicato. Un business plan ben fatto permette di capire come cambiano ricavi, costi e utile netto se lo scontrino medio sale, se il traffico cala o se le spedizioni pesano più del previsto. In questo senso, un supporto come Software business plan Negozio di modellismo 2026 AI può aiutare a simulare in modo pratico quanto si può davvero guadagnare in scenari diversi, prima di impegnare capitale.
Mini-checklist mensile: controllare vendite totali, margine lordo, rotazione stock, conversione clienti e incidenza delle spese di spedizione. Se uno di questi indicatori peggiora, il guadagno reale scende anche quando il fatturato sembra buono.
💡 Idea chiave: nel negozio di modellismo il netto in tasca cresce soprattutto quando si alza lo scontrino medio e si riducono stock fermo e costi inutili: anche con vendite da €12.000–€20.000 al mese, la differenza tra un’attività mediocre e una redditizia la fanno margine, rotazione e controllo dei costi.
Quanto si guadagna davvero con un negozio di modellismo: errori, tasse e margini da non sottovalutare
Gli errori più costosi sono magazzino sbagliato, prezzi incoerenti e tasse sottovalutate: nella pratica, sono questi tre fattori a erodere il guadagno netto di un negozio di modellismo molto più di quanto sembri guardando solo il fatturato. Per capire quanto si guadagna davvero, bisogna ragionare su ricavi, costi e imposte insieme: un’attività può anche generare un fatturato interessante, ma se l’assortimento è troppo ampio, la rotazione è bassa e gli acquisti di stock sono impulsivi, il margine si assottiglia rapidamente. In questo capitolo il punto chiave è semplice: la redditività va letta al netto di tasse e contributi, non solo sul margine commerciale, e il break-even va simulato prima di aprire o rilevare l’attività.
Gli errori che tagliano il guadagno
Nella pratica, i guadagni di un negozio di modellismo si riducono quando si compra troppo stock “per sicurezza” e poi si resta con prodotti fermi a scaffale. Un assortimento troppo ampio può sembrare un vantaggio commerciale, ma spesso aumenta i costi variabili e immobilizza cassa senza generare vendite proporzionate. Anche la scarsa rotazione pesa molto: se il prodotto non gira, il capitale resta bloccato e il margine reale si abbassa.
Un altro errore frequente è copiare i prezzi senza controllare i propri numeri. Il prezzo giusto non è quello del concorrente, ma quello che copre costi fissi, costi di acquisto, eventuali resi, tasse e contributi, lasciando un utile netto sostenibile. Se manca il controllo sui margini, si può avere l’impressione di vendere bene ma ritrovarsi con poco o nulla in tasca.
Quanto incidono costi e fiscalità
Per capire il guadagno netto, bisogna separare incassi e utili: l’incasso è il denaro che entra, l’utile è ciò che resta dopo tutti i costi. In un negozio di modellismo contano sia i costi fissi sia quelli variabili; tra i primi rientrano tipicamente affitto, utenze e gestione del punto vendita, mentre tra i secondi ci sono acquisti di merce e altre spese legate al volume di vendita. Senza una pianificazione fiscale, il rischio è di confondere il fatturato con il reddito disponibile.
Gli aspetti fiscali da considerare sono il regime fiscale, le imposte sul reddito, i contributi previdenziali e l’IVA. La redditività va quindi valutata sempre al netto di questi elementi: un’attività può sembrare sana sul piano commerciale, ma diventare molto meno interessante quando si sommano imposte e contributi. Per questo è utile verificare in anticipo gli adempimenti con le fonti istituzionali corrette, come Agenzia delle Entrate, INPS, ISTAT e Camera di Commercio.
Come leggere il break-even nella pratica
Il break-even è il punto in cui i ricavi coprono tutti i costi: oltre quella soglia inizia il guadagno vero. In modo molto semplice, si può ragionare così: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se i costi fissi sono alti e la rotazione è lenta, serve più fatturato per arrivare al pareggio; se invece il negozio lavora bene su prodotti ad alta domanda e controlla gli acquisti, il punto di equilibrio si abbassa.
Un controllo utile, prima di aprire, è simulare scenari diversi: prudente, medio e buono. Anche senza numeri “perfetti”, questa verifica aiuta a capire se il negozio può sostenere affitto, gestione e fiscalità senza erodere il guadagno netto. In altre parole, non basta chiedersi quanto si vende: bisogna chiedersi quanto resta davvero dopo tutti i costi.
Controlli da fare prima di aprire o rilevare
- Verificare il regime fiscale e l’impatto di imposte, IVA e contributi.
- Stimare i costi fissi mensili e confrontarli con il fatturato atteso.
- Controllare la rotazione del magazzino e la qualità dell’assortimento.
- Definire prezzi coerenti con margine e posizionamento, non solo con la concorrenza.
- Valutare la presenza online come leva per aumentare ricavi e redditività.
- Consultare fonti istituzionali per adempimenti e classificazione dell’attività, inclusa la corretta voce Ateco.
💡 Idea chiave: nel negozio di modellismo il guadagno reale non dipende solo dal fatturato, ma da margini, rotazione del magazzino e fiscalità: se questi tre elementi non sono sotto controllo, il netto in tasca può scendere molto anche con vendite discrete.
Domande frequenti su Negozio di modellismo
Quanto guadagna in media al mese un negozio di modellismo?
Un negozio di modellismo ben avviato può generare, in media, un utile lordo mensile nell’ordine di 1.500-4.000 euro, mentre le realtà più strutturate o con forte vendita online possono salire oltre questa fascia. Il fatturato mensile tipico si colloca spesso tra 8.000 e 25.000 euro, ma il margine vero dipende molto da mix prodotti, rotazione magazzino e costi fissi. In pratica, un negozio piccolo con clientela locale può vivere di volumi contenuti ma margini discreti, mentre uno più grande deve lavorare su più canali per mantenere la redditività.
Quanto resta davvero in tasca al titolare dopo tasse e contributi?
Dopo tasse, contributi e spese operative, al titolare può restare indicativamente tra 1.000 e 2.500 euro netti al mese nelle attività piccole o medie, con punte più alte nei casi meglio organizzati. La differenza la fanno soprattutto il regime fiscale, il livello dei costi fissi e la capacità di tenere sotto controllo il magazzino, che nel modellismo assorbe molta liquidità. Un modo pratico per stimarlo è partire dall’utile operativo, togliere imposte e contributi, e verificare quanto rimane davvero disponibile per il reddito personale.
Quanto costa aprire un negozio di modellismo?
Per aprire un negozio di modellismo servono spesso tra 25.000 e 70.000 euro, considerando affitto iniziale, allestimento, primo stock e pratiche di avvio. Se il punto vendita è in una zona commerciale o se si punta su un assortimento molto ampio, l’investimento può salire anche oltre questa soglia. La voce più delicata è il magazzino iniziale: partire con troppi articoli immobilizza capitale, partire con troppo poco limita subito le vendite.
Quali prodotti rendono di più in un negozio di modellismo?
In genere rendono meglio gli articoli con rotazione costante e buon margine, come accessori, colori, colle, utensili, ricambi e kit di fascia media. I modelli molto costosi possono aumentare il valore medio dello scontrino, ma spesso hanno una rotazione più lenta e richiedono più capitale fermo. La strategia più solida è combinare prodotti “trainanti” ad alta richiesta con articoli complementari ad alto margine, così da migliorare il guadagno per cliente.
Conviene puntare anche sull’e-commerce per aumentare i guadagni?
Sì, spesso conviene, perché l’e-commerce amplia il bacino clienti e permette di vendere anche prodotti di nicchia che in negozio fisico ruotano più lentamente. Funziona bene soprattutto se il catalogo è ordinato, le spedizioni sono rapide e si riesce a gestire bene disponibilità e riordini. Un negozio ibrido, fisico più online, tende ad avere più possibilità di crescita rispetto a un punto vendita che vive solo del passaggio locale.
In quanto tempo si rientra dell’investimento in un negozio di modellismo?
Il break-even si raggiunge spesso in un arco di 18-36 mesi, se il negozio parte con una buona posizione, un assortimento mirato e costi sotto controllo. Per stimarlo in modo realistico bisogna confrontare margine lordo mensile, spese fisse e investimento iniziale, verificando quanti mesi servono per coprire il capitale speso. Prima di aprire, un software dedicato ai business plan aiuta a simulare scenari diversi e a capire subito se il punto di pareggio è sostenibile.
Fonti analizzate
- Relazione per l’audizione informale del Presidente dell’ …
- Ateco 2002
- Classificazione delle attività economiche Ateco 2007
- Cittadini in crescita 2/2006
- Untitled – Camera di Commercio di Mantova
- Vademecum per il monitoraggio
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
