Articolo scritto il 18/04/2026
Nel 2026 in Italia una copisteria può essere un’attività redditizia, ma la redditività reale dipende molto da zona, dimensione del locale, mix di servizi e stagionalità; le stime vanno quindi lette come indicative e confrontate con dati di mercato, camere di commercio e fonti economiche istituzionali. In media, il settore beneficia di un margine lordo interessante grazie a costi di produzione contenuti, ma il risultato finale cambia in base a canoni, personale, investimenti e capacità di generare volumi costanti.
Per questo è essenziale valutare ROI, break-even e utile netto prima di aprire o ampliare l’attività. In questo articolo troverai una lettura pratica di costi e fatturato atteso, leve per migliorare i margini, strategie per ottimizzare la gestione e gli errori più comuni da evitare; per semplificare l’analisi e la pianificazione finanziaria puoi usare anche Software business plan Copisteria AI.
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Margini, ROI e break-even nella redditività di una copisteria
Per valutare la redditività di una copisteria non basta guardare al volume di lavoro: bisogna capire quanto resta davvero dopo i costi e quanto velocemente rientra l’investimento iniziale. In questo settore, la differenza tra una semplice attività di stampa base e un centro servizi più completo può essere molto rilevante, perché cambiano sia i ricavi sia la struttura dei costi. Per questo è utile leggere con attenzione margine lordo, margine netto, ROI e break-even, tenendo presente che i valori sono indicativi e dipendono da zona, dimensione e tipologia di servizi offerti.
Come leggere margine lordo e margine netto
Il margine lordo indica quanto resta dopo i costi direttamente legati al servizio, mentre il margine netto mostra ciò che rimane dopo aver coperto anche i costi complessivi dell’attività. Per una copisteria, il margine lordo medio si colloca tra il 60% e il 75%, ma questo dato va interpretato con prudenza: una struttura che lavora quasi solo con stampa base tende ad avere una redditività più compressa rispetto a un centro servizi che integra rilegature, grande formato, scansioni, grafica e personalizzazioni.
In termini pratici, la formula di lettura è semplice: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se i ricavi crescono ma i costi fissi e variabili aumentano in modo proporzionale o superiore, la redditività non migliora davvero. È quindi fondamentale distinguere tra fatturato e utile netto, perché un buon fatturato non garantisce automaticamente un buon risultato economico.
Struttura dei costi e impatto sulla redditività
La redditività di una copisteria dipende molto dall’equilibrio tra costi fissi e costi variabili. I costi fissi pesano anche quando il volume di lavoro è basso, mentre i costi variabili crescono con le commesse e con la complessità dei servizi erogati. Se il pricing è troppo basso, il margine si assottiglia rapidamente e diventa difficile coprire i costi complessivi.
Qui emerge una differenza importante: la sola stampa base può generare volumi, ma spesso lascia margini più stretti; un centro servizi, invece, può migliorare il mix di ricavi grazie a lavorazioni a maggior valore aggiunto. In altre parole, la redditività non dipende solo da quante copie si vendono, ma da quali servizi si vendono e a quale prezzo.
Break-even e roi: come interpretarli
Il break-even è il punto in cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi: da lì in poi l’attività inizia a generare utile netto. Per una copisteria, conoscere il break-even mensile è essenziale per capire quante vendite servono ogni mese per non andare in perdita. In forma semplificata, si può leggere così: Break-even = Costi fissi mensili / Margine di contribuzione unitario.
Un esempio semplice aiuta a capire. Se una copisteria ha costi fissi mensili pari a 4.000 euro e un margine di contribuzione medio sufficiente a coprire quei costi, il punto di pareggio si raggiunge quando il volume di vendite mensili consente di assorbire interamente quei 4.000 euro. Se il fatturato supera quel livello, la parte eccedente contribuisce all’utile. Questo è il passaggio chiave per leggere la redditività in modo concreto.
Il ROI misura invece il rendimento dell’investimento iniziale: più è alto, più rapidamente l’investimento rientra e produce valore. In una copisteria, il ROI va letto in rapporto alla dimensione dell’attività e alla qualità del mix servizi. Una struttura piccola può avere un investimento iniziale più contenuto, ma anche un potenziale di ricavo più limitato; una realtà più strutturata richiede più capitale, ma può sostenere un ROI migliore se riesce a valorizzare servizi ad alto margine.
Range indicativi e confronto con la stampa commerciale
Per orientarsi, è utile distinguere tra attività piccola, media e più strutturata, ricordando che i valori sono solo indicativi. Una copisteria piccola, centrata sulla stampa base, tende ad avere margini più compressi; una realtà media può migliorare il risultato grazie a un’offerta più ampia; una struttura più articolata, con servizi aggiuntivi e personalizzazioni, ha maggiori possibilità di sostenere margini più solidi e un margine netto più interessante.
Nel confronto con il settore della stampa commerciale, la copisteria può risultare più flessibile e vicina al cliente, ma deve monitorare con attenzione prezzi, volumi e costi per non erodere la redditività. Il punto decisivo è la continuità del controllo: margini, break-even e ROI vanno osservati con regolarità, perché solo così è possibile correggere il pricing, ridurre gli sprechi e migliorare nel tempo il risultato economico dell’attività.



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Fatturato, costi e utile netto di una copisteria
Per valutare la redditività di una copisteria non basta guardare quante stampe si vendono: bisogna capire come il fatturato si trasforma in utile netto dopo aver coperto costi fissi, costi variabili e oneri di gestione. In questo settore il risultato economico dipende molto dal volume degli ordini, dallo scontrino medio e dalla capacità di mantenere un buon margine lordo senza comprimere troppo i prezzi. Una pianificazione accurata aiuta anche a stimare il break-even e a evitare sottostime che possono erodere il margine netto.
Le principali voci di costo da considerare
Una copisteria ha una struttura di costo abbastanza chiara, ma spesso più delicata di quanto sembri. Tra i costi fissi rientrano in genere affitto, personale, energia, manutenzione, software, tasse e oneri amministrativi. I costi variabili includono invece materiali di consumo, carta, toner, inchiostri e altri componenti legati al numero di lavorazioni. Se queste voci vengono sottovalutate, la redditività reale può risultare molto più bassa di quella attesa.
In pratica, una copisteria con servizi standard tende a sostenere costi ricorrenti che pesano anche nei mesi meno intensi. Per questo è utile distinguere con precisione ciò che cambia con il volume di lavoro da ciò che resta stabile. Una buona gestione dei costi è spesso più efficace di un semplice aumento dei prezzi, soprattutto quando la domanda è sensibile al territorio e alla stagionalità.
Dal fatturato all’utile netto: un esempio pratico
Il passaggio dal fatturato all’utile netto si legge bene con un conto economico semplificato. Immaginiamo una copisteria che genera 6.000 euro di ricavi mensili: se il punto di pareggio viene generalmente raggiunto con un fatturato mensile di circa 5.000–6.500 euro, significa che l’attività si muove in una fascia in cui la copertura dei costi è decisiva. Se i ricavi superano i costi totali, resta un risultato positivo; se invece il volume di ordini scende, il margine si assottiglia rapidamente.
Formula utile: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. In una copisteria, anche piccole variazioni di prezzo o di volumi possono cambiare molto il risultato finale. È quindi fondamentale monitorare lo scontrino medio e la frequenza degli ordini, perché il risultato economico dipende direttamente da questi due fattori.
Scenari diversi e impatto sulla redditività
La redditività di una copisteria cambia molto in base alla posizione e al tipo di clientela. Una piccola copisteria in zona scolastica o universitaria può beneficiare di un flusso costante di richieste, ma deve gestire picchi e stagionalità. Un’attività in provincia può avere volumi più contenuti e quindi un margine lordo più fragile, soprattutto se il bacino d’utenza è limitato. Un punto vendita con servizi premium, invece, può puntare su lavorazioni a maggior valore aggiunto e migliorare il ROI, purché i costi siano coerenti con il posizionamento.
Nel mercato italiano, un fatturato annuo di circa 72.000 euro può associarsi a un margine lordo che scende al 15% e a un ROI sotto il 20%. Questo dato mostra quanto sia importante non fermarsi al volume di vendite: se il mix di servizi è poco remunerativo, la crescita del fatturato non garantisce automaticamente un buon ritorno sull’investimento.
Come migliorare margini e controllo economico
Per rafforzare la redditività conviene lavorare su più leve insieme: controllo dei costi, pricing coerente e monitoraggio del break-even. Ridurre i costi del 10% può avere un impatto sull’utile ben superiore a un incremento del 20% delle vendite, ma la riduzione deve essere selettiva e non compromettere la qualità del servizio. Tagliare in modo eccessivo può infatti ridurre la capacità di attrarre clienti e peggiorare il risultato nel medio periodo.
Una buona pianificazione finanziaria aiuta a evitare errori comuni come sottostimare energia, manutenzione o oneri amministrativi. È utile confrontare le stime con dati di mercato e con strumenti di simulazione economica, così da verificare se il livello di ricavi previsto è sufficiente a coprire i costi e generare un utile netto soddisfacente. In una copisteria, la differenza tra equilibrio e perdita spesso dipende proprio dalla precisione con cui si stimano volumi, prezzi e struttura dei costi.



Fattori che determinano la redditività di una copisteria
La redditività di una copisteria non dipende solo dal numero di copie vendute, ma da un insieme di fattori che incidono su ricavi, costi e capacità di generare utile netto. Per valutare davvero il potenziale dell’attività bisogna osservare dove si trova il locale, chi sono i clienti prevalenti, quanto è forte la concorrenza e quanto è efficiente il processo di lavoro. In altre parole, il fatturato da solo non basta: conta soprattutto quanto resta dopo aver coperto costi fissi e costi variabili.
Posizione, traffico e domanda locale
La posizione è uno dei primi elementi da leggere in chiave di redditività. Una copisteria in area urbana o universitaria può intercettare un flusso costante di studenti, che rappresentano uno dei segmenti chiave del settore. In questi contesti, il traffico pedonale e la vicinanza a scuole, università e uffici aumentano la probabilità di acquisti frequenti e di urgenze last minute, con effetti positivi sul break-even.
In provincia, invece, la domanda può essere meno intensa ma più stabile se l’attività serve clienti professionali, studi tecnici o piccole imprese. Qui la redditività dipende spesso dalla capacità di costruire relazioni ricorrenti e di offrire servizi affidabili nel tempo. Una copisteria che lavora solo sul passaggio occasionale rischia margini più fragili rispetto a una che presidia una clientela abituale.
Mix prodotti e stabilità dei ricavi
Il solo servizio di copia non basta più a sostenere una buona redditività. La composizione del mix prodotti incide direttamente su margini e stabilità dei ricavi: alcuni servizi possono generare volumi elevati ma margini più compressi, mentre altri contribuiscono a migliorare il margine lordo e lo scontrino medio. Per questo è utile ragionare non solo in termini di quantità vendute, ma di equilibrio tra servizi base e lavorazioni a maggior valore.
Una formula utile per leggere il risultato economico è: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se il mix è troppo concentrato su attività a basso valore, il margine netto si riduce anche quando il locale lavora molto. Al contrario, una maggiore specializzazione può aiutare a stabilizzare i ricavi e a migliorare il ritorno sull’investimento, cioè il ROI.
Efficienza operativa e controllo dei costi
L’efficienza operativa è un fattore decisivo per la redditività di una copisteria. Tempi di lavorazione più rapidi, gestione ordinata delle code e automazione degli ordini permettono di aumentare il throughput e di ridurre il tempo uomo dedicato ad attività a basso valore. Questo si traduce in un uso più produttivo delle risorse e in un miglior controllo dei costi.
Un altro punto critico è la riduzione degli sprechi e il controllo delle giacenze. Se carta, consumabili o materiali restano fermi troppo a lungo, il capitale immobilizzato cresce e la marginalità si indebolisce. In pratica, una copisteria efficiente non punta solo a vendere di più, ma a trasformare meglio ogni ora di lavoro e ogni euro speso.
Dimensione, specializzazione e clienti ricorrenti
La dimensione dell’attività influisce su volumi, organizzazione e capacità di assorbire i costi fissi. Un punto vendita più strutturato può gestire meglio i picchi di domanda e servire più clienti, ma richiede anche una base di ricavi adeguata per mantenere il break-even. Una realtà più piccola, invece, può essere più agile, ma deve compensare con una proposta mirata e con una forte fidelizzazione.
La specializzazione aiuta soprattutto quando la domanda è diversa tra città e provincia. In città pesa di più la domanda studentesca, spesso concentrata in periodi specifici dell’anno; in provincia può contare di più la domanda professionale, più regolare e orientata alla continuità. Una copisteria capace di servire clienti ricorrenti riduce la dipendenza dai picchi stagionali e rende più prevedibile il fatturato.
In sintesi, la redditività di una copisteria nasce dall’equilibrio tra posizione, mix prodotti, efficienza e capacità di fidelizzare. Trascurare anche uno solo di questi elementi può portare a margini troppo bassi, costi sottovalutati e un ROI inferiore alle attese.



Strategie per aumentare la redditività di una copisteria
La redditività di una copisteria non dipende solo dal volume di stampe vendute, ma da come si costruiscono prezzi, servizi e processi operativi. In pratica, il risultato economico migliora quando il fatturato cresce senza far salire in modo proporzionale i costi fissi e quando ogni ordine genera un margine lordo adeguato. Per questo, le strategie più efficaci combinano aumento dello scontrino medio, diversificazione dell’offerta e controllo rigoroso dei costi.
Pricing intelligente e aumento dello scontrino medio
Una leva decisiva è il pricing: non basta applicare un listino uniforme, ma conviene costruire offerte che spingano il cliente ad acquistare più servizi nello stesso ordine. Il contesto indica che uno scenario ottimistico può derivare da uno scontrino medio portato a 6 euro e da una crescita del volume ordini del 10%. Questo mostra quanto sia importante lavorare sul valore medio per cliente, non solo sul numero di transazioni.
Pacchetti dedicati a studenti e professionisti, promozioni su quantità e offerte combinate possono migliorare la redditività senza abbassare troppo i prezzi unitari. In questo modo si protegge il margine netto, perché l’aumento del volume aiuta a distribuire meglio i costi di struttura. Una formula utile da tenere presente è: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100.
Servizi a valore aggiunto e upselling
La copisteria diventa più redditizia quando non vende solo copie, ma servizi complementari. Il contesto cita la diversificazione dei servizi come leva importante: rilegature professionali, vendita di prodotti di cancelleria e altri servizi aggiuntivi possono aumentare il valore medio dell’ordine. Anche la traccia evidenzia opportunità come servizi di grafica, stampa grande formato, scansione e personalizzazione.
Qui l’upselling è fondamentale: a un lavoro base si possono affiancare finiture, rilegature o personalizzazioni che migliorano il margine lordo perché alzano il prezzo percepito più dei costi aggiuntivi. Per esempio, un cliente che entra per stampare documenti può essere indirizzato verso una rilegatura o una finitura più professionale, trasformando un ordine semplice in una vendita più profittevole.
Controllo dei costi e miglioramento del margine
Per aumentare il margine netto non basta vendere di più: bisogna anche agire su acquisti, fornitori, consumi energetici e manutenzione delle macchine. Il controllo dei costi è essenziale perché in una copisteria i volumi possono crescere rapidamente, ma anche i costi variabili possono aumentare se carta, toner, energia e assistenza tecnica non sono monitorati con attenzione.
Una gestione più efficiente degli acquisti e dei fornitori aiuta a contenere i costi variabili. Allo stesso tempo, la manutenzione regolare delle macchine riduce fermi e urgenze, migliorando la continuità operativa. Questo impatta direttamente sul break-even, cioè sul punto in cui i ricavi coprono tutti i costi: se i costi scendono, il break-even si raggiunge prima e la copisteria diventa più solida.
Canali digitali, velocità e fidelizzazione
I canali digitali sono utili per ricevere file, fare preventivi e gestire gli ordini in modo più rapido e ordinato. Il contesto sottolinea il valore di consegne più rapide, gestione di ordini urgenti e maggiore scalabilità: elementi che permettono di aumentare il volume senza far crescere troppo i costi fissi. In altre parole, la tecnologia aiuta a servire più clienti con la stessa struttura.
La fidelizzazione nasce anche da tempi rapidi, qualità costante e servizi su misura. Un cliente che trova affidabilità tende a tornare, e questo migliora la previsione del ROI perché rende più stabile il flusso di ricavi. In questa fase, un software dedicato può semplificare la simulazione di redditività, margini, ROI e scenari economici: ad esempio Software business plan Copisteria AI può essere utile per controllare flussi di cassa e previsioni in modo più strutturato.
In sintesi, la copisteria cresce davvero quando unisce pricing intelligente, servizi ad alto valore, controllo dei costi e processi digitali. È questa combinazione che rende più robusto l’utile netto e più prevedibile la redditività nel tempo.



Redditività di una copisteria: errori che riducono margini e ROI
La redditività di una copisteria dipende non solo dal volume di lavoro, ma soprattutto dalla capacità di evitare errori che erodono margine lordo, margine netto e ROI. In un settore in cui l’analisi di mercato è uno strumento imprescindibile per avviare o rinnovare l’attività, il controllo dei costi e delle scelte operative diventa decisivo per mantenere un utile netto sostenibile e un fatturato coerente con la struttura aziendale.
Sottovalutare costi e prezzi
Uno degli errori più frequenti è sottovalutare i costi fissi, come affitto, utenze e personale, oppure non considerare con precisione i costi variabili legati a carta, toner, manutenzione e consumabili. Se il prezzo di vendita viene fissato troppo in basso, il lavoro può sembrare competitivo ma non genera abbastanza margine lordo per coprire i costi complessivi. La regola pratica è semplice: ogni listino va verificato rispetto ai costi reali e aggiornato quando cambiano i volumi o i prezzi di acquisto.
Un controllo utile è confrontare il prezzo medio per servizio con il punto di pareggio: break-even = costi fissi / margine unitario. Se il margine unitario scende troppo, la copisteria deve produrre molti più ordini solo per restare in equilibrio. In questi casi, il problema non è solo vendere di più, ma vendere meglio.
Investire male e ignorare il territorio
Un altro errore strategico è investire in macchinari sovradimensionati rispetto alla domanda reale. Un parco macchine troppo costoso aumenta ammortamenti, manutenzione e rischio di sottoutilizzo, con un impatto diretto sul margine netto e sul ROI. La soluzione è dimensionare gli investimenti in base ai volumi attesi e alla tipologia di clientela servita, evitando di anticipare capacità produttiva che non trova subito mercato.
Conta molto anche la posizione: aprire in una zona poco trafficata o con scarsa visibilità può ridurre il flusso di clienti e allungare i tempi di rientro dell’investimento. Per questo la redditività va letta insieme alle variabili territoriali: passaggio pedonale, presenza di scuole, uffici, università e concorrenza locale. Una copisteria in area debole può funzionare solo se compensa con servizi distintivi e una domanda già consolidata.
Trascurare stagionalità, magazzino e offerta
Ignorare la stagionalità è un errore che altera le previsioni di fatturato e porta a pianificare male acquisti e personale. In una copisteria i picchi e i cali di domanda vanno monitorati con continuità, perché incidono sulla liquidità e sulla capacità di assorbire i costi fissi. La soluzione pratica è aggiornare periodicamente il piano economico e confrontare le stime con i dati reali di vendita.
Altrettanto critico è non monitorare il magazzino: sprechi, resi e consumi non controllati riducono la redditività senza essere sempre visibili nei ricavi. Serve un controllo regolare delle giacenze e degli scarti, così da evitare acquisti eccessivi o perdite di materiale. Anche la mancanza di differenziazione pesa: puntare solo sulla stampa base limita il potenziale di crescita. Una copisteria più solida affianca ai servizi standard attività ad alto valore, perché una maggiore varietà di offerta aiuta a migliorare il margine netto.
Errori operativi da correggere subito
Tempi lenti, qualità scarsa e assistenza poco chiara compromettono la percezione del servizio e riducono la probabilità di ritorno del cliente. In termini economici, questo significa meno ordini ripetuti e un ROI più debole. La soluzione deve essere misurabile: definire tempi standard di lavorazione, controlli qualità prima della consegna e procedure semplici per spiegare prezzi, formati e opzioni disponibili.
Va inoltre evitata l’assenza di controllo sui resi e sui consumi, perché ogni errore operativo si traduce in costi aggiuntivi. Un esempio pratico: se una copisteria riceve molte ristampe per difetti di esecuzione, il costo del lavoro cresce mentre il ricavo resta invariato, riducendo il margine lordo. Per questo è utile monitorare periodicamente scarti, ristampe e reclami, così da intervenire sui punti critici prima che incidano sull’utile netto.
In sintesi, la redditività di una copisteria non dipende solo dalle vendite, ma dalla qualità delle decisioni su prezzi, investimenti, territorio e operatività. L’aggiornamento continuo del piano economico, insieme al confronto tra previsioni e risultati reali, è il modo più concreto per correggere gli errori e proteggere la redditività nel tempo.



Domande frequenti su Copisteria
Quanto si guadagna con una copisteria?
Il guadagno dipende molto da zona, dimensione del punto vendita e servizi offerti, quindi non esiste un valore unico valido per tutti. In genere la redditività migliora quando la copisteria lavora su volumi costanti e su servizi a maggiore valore aggiunto, come stampa tesi, rilegature e lavori rapidi. Per una stima credibile del fatturato atteso è sempre meglio partire da un business plan aggiornato e da dati di mercato locali.
Qual è il margine netto medio di una copisteria?
Il margine netto varia in base al peso dei costi fissi, come affitto e personale, e dei costi variabili legati a carta, toner e manutenzione. Le attività con più servizi e una buona rotazione dei clienti tendono a difendere meglio i margini rispetto a quelle basate solo sulle copie standard. Senza numeri specifici nel contesto, la cosa più corretta è considerare il margine come un dato da simulare caso per caso.
In quanto tempo si rientra dell’investimento iniziale?
Il break-even dipende dall’investimento iniziale, dal livello di vendite e dalla struttura dei costi fissi mensili. Una copisteria in una zona con buon passaggio e domanda stabile può rientrare più velocemente rispetto a un’attività con volumi incerti o servizi limitati. Per stimare i tempi di rientro in modo realistico serve confrontare ricavi attesi e costi mese per mese.
Quali sono i costi principali per aprire una copisteria?
I costi principali riguardano l’allestimento del locale, le attrezzature di stampa e rilegatura, le scorte iniziali e le spese di avvio. A questi si aggiungono i costi fissi di gestione, che incidono molto sulla sostenibilità dell’attività nei primi mesi. Una pianificazione attenta degli investimenti iniziali è fondamentale per evitare di sottostimare il fabbisogno di cassa.
Cosa fa crescere o calare la redditività di una copisteria?
La redditività cresce quando aumentano i volumi, si diversificano i servizi e si riducono gli sprechi operativi. Al contrario, può calare se i costi fissi sono troppo alti rispetto al fatturato o se l’attività dipende solo da lavorazioni a basso margine. Anche la qualità dei file e la gestione corretta dei flussi di stampa incidono sui tempi e sui costi di lavorazione.
Un software dedicato può aiutarmi a pianificare meglio i guadagni?
Sì, uno strumento di pianificazione può essere utile per simulare ricavi, costi e punto di pareggio in modo più ordinato. Non sostituisce un business plan, ma aiuta a verificare se i numeri reggono prima di aprire o ampliare l’attività. È particolarmente utile quando vuoi confrontare scenari diversi per zona, dimensione e servizi offerti.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
