Articolo scritto il 05/06/2026
Un/una negozio di costumi in Italia nel 2026 può generare, in modo realistico, un fatturato molto variabile e un guadagno netto del titolare che dipende soprattutto da stagione, posizione, dimensione del punto vendita e presenza di noleggio: in pratica, non esiste un valore “standard” e i risultati vanno letti come stime di settore, non come certezze. Per capire davvero quanto guadagna, però, bisogna distinguere tra incassi, utile netto aziendale e denaro che resta in tasca dopo tasse e contributi.
Nei capitoli successivi vedrai come si costruiscono ricavi, costi e margine, dove si trova il break-even e quali fattori fanno salire o scendere i risultati, dai picchi di Carnevale e Halloween alla capacità di vendere anche fuori stagione. Troverai anche strategie pratiche per aumentare i guadagni, gli errori da evitare e un focus sul fisco; per simulare scenari diversi prima di aprire o ampliare l’attività può essere utile il Software business plan Negozio di costumi 2026 AI, pensato per stimare ricavi e costi in modo più concreto.
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Quanto guadagna davvero un negozio di costumi: fatturato, utile e netto in tasca
Quando si parla di quanto guadagna un negozio di costumi, il punto non è il solo incasso: conta soprattutto quanto resta dopo costi, tasse e contributi. Nella pratica, il fatturato può sembrare buono nei periodi di picco, ma il guadagno netto del titolare dipende da affitto, personale, magazzino e invenduto. Per orientarsi, è utile ragionare su tre livelli: incasso annuo, utile operativo e netto in tasca. In uno scenario prudente, un piccolo negozio di provincia può muoversi su un fatturato annuo di €60.000–€120.000, un negozio medio su €120.000–€250.000 e uno store più strutturato può salire oltre, ma senza trasformare automaticamente le vendite in redditività.
Quanto si guadagna tra incassi e utile netto
Nella pratica, il margine lordo può essere interessante perché il prodotto ha spesso un buon ricarico, ma il risultato finale si assottiglia quando aumentano i costi fissi e i costi variabili. Per questo il guadagno netto non coincide quasi mai con il fatturato: prima vanno coperti i costi di gestione, poi arrivano tasse e contributi. In un’attività piccola, il titolare può trovarsi con un utile operativo contenuto nei mesi normali e con un netto più alto nei periodi forti, ma solo se la cassa resta positiva.
Un modo semplice per leggere la redditività è questo: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se i costi crescono troppo, il break-even si sposta in alto e servono più vendite solo per andare in pari. Ecco perché due negozi con lo stesso fatturato possono avere risultati molto diversi in tasca al titolare.
Come incidono costi fissi, magazzino e invenduto
Il vero punto critico è che il negozio di costumi lavora spesso con una stagionalità forte: nei mesi di picco il fatturato cresce, ma il magazzino va finanziato in anticipo e l’invenduto può erodere il margine. In altre parole, il guadagno reale dipende dalla capacità di trasformare le vendite in cassa disponibile, non solo in ricavi teorici. Se il negozio ha un affitto elevato, personale stabile e stock troppo ampio, il margine si riduce rapidamente.
Per questo, nella pratica, conviene monitorare tre voci: costi fissi mensili, rotazione del magazzino e quota di invenduto. Anche con un buon volume di vendite, un negozio può restare poco redditizio se il capitale resta fermo sugli articoli non venduti.
Esempio pratico di redditività mensile e annuale
Facciamo un esempio operativo semplice. Se un negozio genera €10.000 in un mese normale e €25.000 in un mese di picco, il risultato non dipende solo dalle vendite, ma da quanto assorbono costi e gestione. Se i costi fissi mensili sono alti, il mese normale può avvicinarsi al break-even, mentre il mese di picco crea il vero utile. È qui che si vede la differenza tra un’attività che “vende tanto” e una che porta davvero reddito al titolare.
In termini pratici, il titolare deve ragionare su tre domande: quanto incasso, quanto mi costa tenere aperto e quanto mi resta davvero dopo imposte e contributi. Solo così si capisce il netto in tasca e si evita l’errore più comune: confondere il fatturato con il guadagno.
In sintesi, un negozio di costumi può avere una buona redditività se controlla bene stock, prezzi e costi, ma il risultato finale va sempre letto sulla cassa disponibile e non sulle vendite lorde.
💡 Idea chiave: nel negozio di costumi il guadagno netto dipende molto più da costi, invenduto e stagionalità che dal solo fatturato: anche con €60.000–€250.000 di ricavi annui, la cassa reale può cambiare parecchio da un mese normale a un mese di picco.
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Quanto guadagna davvero un negozio di costumi: fatturato, costi e utile netto
Nel caso di un negozio di costumi, il fatturato può sembrare interessante già nei periodi di picco, ma il guadagno netto dipende soprattutto da stagionalità, scorte e costi fissi. Nella pratica, il risultato economico si legge bene solo guardando insieme ricavi e spese: un’attività può generare un fatturato annuo di €80.000–€180.000 e trasformarne solo una parte in utile, perché tra affitto, merce e personale il margine si assottiglia rapidamente.
Da dove arrivano i ricavi
I ricavi di un negozio di costumi non arrivano solo dalla vendita del prodotto principale. In genere si sommano più flussi: vendita di costumi, noleggio, accessori, servizi extra e, quando presente, vendita online. Questa combinazione è importante perché aiuta a distribuire meglio i ricavi durante l’anno e a migliorare la redditività nei mesi meno forti.
Nella pratica, il noleggio e gli accessori possono alzare lo scontrino medio, mentre l’online può intercettare clienti fuori zona. Il punto chiave è che il fatturato non coincide con il denaro che resta in tasca: se il negozio vende molto ma compra troppo stock o ha invenduto elevato, il margine reale si riduce.
Quanto pesano i costi nella pratica
Per capire quanto si guadagna davvero, bisogna leggere il conto economico in modo semplice. I costi principali di un negozio di costumi sono affitto, utenze, personale, acquisto merce, allestimento, marketing, software gestionale, assicurazioni e smaltimento dell’invenduto. In un’attività di questo tipo, la struttura dei costi può essere molto sbilanciata verso le scorte e verso le spese fisse mensili.
Queste sono stime indicative, ma aiutano a capire il punto: se i costi fissi sono alti, il negozio deve vendere di più solo per arrivare al break-even, cioè al pareggio tra ricavi e costi.
Come leggere utile netto e break-even
Un esempio pratico chiarisce meglio il meccanismo. Supponiamo un negozio con fatturato annuo di €120.000 e costi totali di €96.000: l’utile netto prima di tasse e contributi sarebbe di €24.000, pari a un margine del 20%. Se però i costi salgono a €108.000, il guadagno scende a €12.000; se arrivano a €120.000, il risultato va in pareggio.
In termini operativi, il break-even si raggiunge quando le vendite coprono tutte le spese mensili. Per esempio, con €8.000 di costi fissi mensili e un margine di contribuzione del 50%, servono circa €16.000 di vendite al mese per non andare in perdita. È qui che si vede la differenza tra un negozio che “gira” e uno che produce davvero reddito per il titolare.
Come aumentare il margine senza gonfiare i costi
Per migliorare il guadagno netto, la leva più efficace è aumentare il valore medio di ogni vendita senza far crescere troppo i costi variabili. In pratica, funzionano meglio le combinazioni di costumi con accessori, il noleggio nei periodi di maggiore domanda e una gestione attenta dell’invenduto. Anche la vendita online può aiutare, ma solo se non genera costi di gestione superiori ai ricavi aggiuntivi.
Gli errori più comuni sono tre: sottostimare le scorte, ignorare tasse e contributi e copiare il prezzo dei concorrenti senza calcolare il proprio punto di pareggio. Nella pratica, il negozio di costumi rende bene quando il titolare controlla il rapporto tra ricavi e costi mese per mese, non solo a fine stagione.
💡 Idea chiave: un negozio di costumi può avere un fatturato interessante, ma il netto in tasca dipende dal controllo dei costi: con margini e spese ben gestiti, il break-even può arrivare già intorno a €16.000 di vendite mensili, mentre l’utile reale resta spesso molto più basso del fatturato.
Quanto incide la location sui guadagni di un negozio di costumi
La redditività di un negozio di costumi cambia molto in base a dove si trova e a cosa vende: nella pratica, il fatturato può essere molto diverso tra una zona di passaggio e una via secondaria, e anche il guadagno netto finale dipende da stagionalità, assortimento e capacità di vendere accessori. Per questo, quando si valuta quanto guadagna davvero un negozio di costumi, non basta guardare gli incassi: bisogna stimare anche costi fissi, costi variabili, rotazione del magazzino e punto di break-even. In modo prudenziale, una location forte può sostenere un fatturato annuo molto più alto di una posizione debole, con differenze che nella pratica possono spostare il risultato di decine di punti percentuali.
Quanto pesa davvero la posizione del locale
La posizione è il primo fattore che sposta i guadagni. Un negozio vicino a scuole, centri storici, zone turistiche o aree con forte passaggio pedonale intercetta più clienti spontanei e più acquisti d’impulso. Al contrario, una sede poco visibile o lontana dai flussi principali tende ad avere un fatturato più fragile e una maggiore dipendenza dalle campagne stagionali.
Nella pratica, la location migliore non è solo quella “centrale”, ma quella coerente con il tipo di domanda: Carnevale, Halloween, feste scolastiche, eventi aziendali e cerimonie generano picchi diversi e richiedono un bacino di clientela adeguato. Se il negozio è in una zona con traffico pedonale costante, il prezzo medio scontrino può essere sostenuto meglio grazie a vendite aggiuntive di maschere, parrucche, trucchi e accessori ad alto margine.
Come stagionalità e assortimento cambiano il margine
Per un negozio di costumi la redditività non è lineare durante l’anno: i picchi arrivano in corrispondenza di Carnevale e Halloween, ma contano anche feste scolastiche, eventi aziendali e cerimonie. Questo significa che il vero obiettivo non è solo vendere tanto, ma vendere bene nei mesi forti e contenere i costi nei mesi deboli.
Un assortimento ampio aiuta a distribuire il rischio: costumi di fascia diversa, taglie varie e accessori permettono di aumentare il valore medio dello scontrino. Gli accessori sono spesso la leva più interessante perché migliorano il margine e aiutano a smaltire il magazzino. Anche la qualità dei costumi conta: prodotti più curati possono sostenere prezzi più alti, ma richiedono un investimento iniziale maggiore e una rotazione più attenta.
In termini pratici, il guadagno netto dipende da quanto riesci a trasformare i ricavi stagionali in utile dopo affitto, personale, acquisti di merce e altre spese. Se il negozio vende soprattutto costumi “base” con poca marginalità, il risultato finale si assottiglia rapidamente; se invece riesce a spingere accessori e noleggio, la redditività migliora in modo sensibile.
Come capire se una location può essere redditizia
Prima di aprire o spostare un negozio, conviene fare una verifica molto concreta. La domanda giusta non è solo “quanta gente passa?”, ma “quanta di quella gente compra davvero costumi o accessori?”. Ecco una checklist pratica per leggere il potenziale di guadagno:
- presenza di flussi pedonali costanti, non solo nei weekend;
- vicinanza a scuole, teatri, centri eventi, aree turistiche o zone familiari;
- visibilità della vetrina e facilità di accesso;
- spazio sufficiente per assortimento, prova e magazzino;
- possibilità di vendere accessori ad alto margine;
- capacità di sostenere i mesi deboli senza andare sotto il break-even;
- rotazione del magazzino abbastanza rapida da non immobilizzare troppo capitale.
Un esempio operativo aiuta a capire il punto: se una location genera più passaggio e permette di alzare lo scontrino medio grazie agli accessori, il negozio può assorbire meglio i costi fissi e arrivare prima al pareggio. Se invece il locale ha affitto alto ma traffico scarso, il fatturato necessario per coprire le spese cresce molto e il guadagno netto si riduce. In altre parole, la location giusta non aumenta solo i ricavi: migliora anche il rapporto tra incassi e costi totali.
Attenzione infine a tre errori tipici: sottostimare la stagionalità, copiare i prezzi senza guardare i costi reali e non simulare scenari diversi. Nella pratica, il negozio di costumi rende davvero quando la posizione sostiene vendite continue, il magazzino gira bene e il mix tra costumi e accessori mantiene alto il margine.
💡 Idea chiave: la location può cambiare radicalmente il risultato: con più passaggio, assortimento giusto e accessori ad alto margine, il negozio arriva prima al break-even e protegge meglio il guadagno netto, mentre una sede debole può far salire i costi fissi oltre la sostenibilità.
Come aumentare ricavi e margini in un negozio di costumi
Nella pratica, i guadagni di un negozio di costumi non dipendono solo da quanto vende, ma da quante volte riesce a far ruotare lo stesso stock e da quanto riesce a contenere sprechi e sconti. In uno scenario prudente, il fatturato può essere molto diverso tra un punto vendita stagionale e uno che lavora bene con prenotazioni, noleggio e online: per questo il guadagno netto reale va sempre letto insieme a costi fissi, costi variabili e tasse e contributi. In termini operativi, una gestione più efficiente può spostare la redditività di diversi punti percentuali, soprattutto quando il magazzino viene venduto più volte nel corso dell’anno invece di restare fermo.
Come far ruotare più volte lo stock
Il primo leva sui risultati è il magazzino. Un negozio di costumi guadagna di più quando riduce gli immobilizzi e vende lo stesso articolo in più occasioni: vendita, noleggio, accessori abbinati, riordini rapidi. Nella pratica, questo significa evitare acquisti troppo ampi su modelli che rischiano di restare invenduti e puntare invece su referenze che si prestano a più utilizzi. Anche una piccola riduzione degli sconti di fine stagione migliora l’utile netto, perché meno merce invenduta significa meno capitale bloccato e meno margine eroso.
Una formula utile da tenere a mente è questa: Margine netto = (Ricavi – Costi totali) / Ricavi × 100. Se il negozio vende bene ma compra male, il margine si assottiglia rapidamente. Per questo la gestione del magazzino è una leva diretta sul break-even: meno stock fermo, meno costi da recuperare con vendite forzate.
Quali leve aumentano davvero il margine
Le strategie più efficaci sono concrete e misurabili. Il noleggio può aumentare il valore generato dallo stesso costume, mentre i pacchetti costume+accessori alzano lo scontrino medio senza aumentare troppo i costi. Anche prenotazioni e preordini aiutano: permettono di acquistare in modo più mirato e riducono il rischio di eccedenze. Vendere online, poi, amplia il bacino di clienti e consente di intercettare domanda fuori zona, soprattutto quando il negozio lavora su eventi locali, feste a tema e ricorrenze.
Un altro punto chiave è l’offerta fuori stagione. Se il negozio resta attivo solo nei picchi, il fatturato annuale tende a concentrarsi in pochi mesi; se invece propone articoli e servizi complementari anche nel resto dell’anno, la base ricavi diventa più stabile. In questo senso, un software dedicato di business plan come Software business plan Negozio di costumi 2026 AI può aiutare a simulare scenari di ricavi, costi e utile, così da capire in anticipo quali leve migliorano davvero il risultato.
Come tenere sotto controllo i costi
Per capire quanto si guadagna davvero, bisogna guardare anche ai costi che pesano di più sul conto economico. In un’attività come questa, i costi fissi vanno tenuti sotto controllo con attenzione: affitto, personale e marketing possono assorbire una quota importante del margine. Nella pratica, conviene negoziare l’affitto, pianificare gli acquisti in base alla domanda reale e usare il personale in modo coerente con i picchi di lavoro. Anche il marketing non deve essere per forza costoso: eventi locali, partnership e promozioni mirate possono portare clienti con un investimento contenuto.
Azioni rapide ad alto impatto
Se l’obiettivo è migliorare il guadagno netto senza investimenti pesanti, le azioni più efficaci sono poche ma decisive: ridurre gli acquisti non necessari, spingere i pacchetti completi, attivare prenotazioni prima dei picchi, vendere online e usare eventi locali per generare traffico. In parallelo, va monitorata la soglia di pareggio: se i costi fissi restano alti e il margine è basso, il negozio deve vendere molto di più solo per coprire le spese. Per questo la simulazione preventiva di scenari è fondamentale: aiuta a capire se conviene puntare su più volume, più margine o più servizi.
- Ridurre lo stock fermo e acquistare solo le referenze più richieste.
- Creare bundle costume + accessori per aumentare lo scontrino medio.
- Usare prenotazioni e preordini per comprare in modo più preciso.
- Negoziare affitto e costi ricorrenti prima di espandere il catalogo.
- Testare canali online e promozioni locali a basso costo.
💡 Idea chiave: un negozio di costumi migliora davvero il risultato quando fa ruotare lo stesso stock più volte e tiene sotto controllo i costi: così il netto in tasca può salire anche di diversi punti percentuali sul fatturato.
Gli errori che tagliano il guadagno di un negozio di costumi
Quando si parla di quanto guadagna un negozio di costumi, il punto non è solo il fatturato: nella pratica contano soprattutto utile netto, rotazione dello stock e capacità di tenere sotto controllo i costi. Un negozio può anche incassare bene nei periodi forti, ma se compra troppo, sbaglia il mix merceologico o non pianifica tasse e contributi, il guadagno netto si riduce rapidamente. In questo capitolo il messaggio è semplice: prima di aprire o ampliare, bisogna simulare scenari diversi, perché il risultato reale può cambiare molto anche a parità di vendite.
Gli errori di stock e assortimento che riducono il margine
Il primo errore costoso è comprare troppo stock. In un negozio di costumi, l’assortimento deve essere ampio ma non dispersivo: se il catalogo è troppo grande e poco vendibile, il capitale resta fermo sugli scaffali e il margine si assottiglia. Lo stesso vale per la stagionalità: se non si pianificano bene i picchi di domanda, si rischia di avere merce invenduta fuori stagione e di doverla svendere.
Un altro problema frequente è il pricing incoerente. Prezzi copiati dalla concorrenza, senza considerare costi fissi, costi variabili e sconti, portano facilmente a una redditività più bassa del previsto. Anche l’assenza di promozioni mirate pesa: meglio poche iniziative ben calibrate che ribassi generalizzati che erodono il fatturato senza migliorare il guadagno netto.
In pratica, il controllo va fatto su tre leve: rotazione, sconto medio e incidenza dello stock invenduto. Se una parte importante del magazzino resta ferma, il break-even si allontana e servono più vendite per coprire i costi.
Quanto pesano costi fissi, locale e presenza online
La struttura dei costi incide in modo diretto su quanto si guadagna davvero. Nella pratica, un locale troppo grande rispetto ai volumi può trasformarsi in un freno: affitto, utenze e gestione aumentano, ma i ricavi non crescono allo stesso ritmo. Anche la scarsa presenza online può ridurre il bacino clienti, soprattutto quando il negozio vive di acquisti stagionali e di occasioni legate a eventi, feste e ricorrenze.
Queste sono stime indicative, ma aiutano a capire perché il guadagno netto non coincide mai con gli incassi. Un negozio con costi fissi mensili di €8.000 e un margine di contribuzione del 50% deve generare circa €16.000 di vendite solo per coprire i costi: sotto questa soglia, il risultato resta negativo.
Come leggere utile contabile, tasse e denaro disponibile
Un errore molto comune è confondere utile contabile e denaro effettivamente disponibile. Anche quando il conto economico mostra un risultato positivo, il titolare deve comunque considerare imposte sul reddito, IVA, contributi previdenziali e altri adempimenti. Per questo il guadagno netto in tasca può essere sensibilmente più basso dell’utile registrato a bilancio o in contabilità.
La differenza pratica è questa: il fatturato misura quanto entra, ma non dice quanto resta davvero. Prima di aprire o ampliare un negozio di costumi, conviene simulare almeno tre scenari: prudente, medio e buono. In un’attività stagionale, basta sovrastimare i volumi o sottovalutare il peso fiscale per alterare completamente la redditività attesa.
Per verificare inquadramento, adempimenti e dati di settore, è prudente consultare fonti istituzionali come Agenzia delle Entrate, INPS, Camera di Commercio e ISTAT. Questo passaggio è fondamentale per non basare il business plan su ipotesi troppo ottimistiche.
Un esempio operativo chiarisce il punto: se un negozio lavora con costi fissi elevati, stock poco rotante e promozioni non mirate, può avere un buon volume di vendite ma un utile netto molto più basso del previsto. Al contrario, un assortimento più snello, prezzi coerenti e controllo della cassa migliorano la redditività e avvicinano il break-even.
💡 Idea chiave: nel negozio di costumi il guadagno netto dipende più dal controllo di stock, costi fissi e fiscalità che dal solo fatturato: se i costi assorbono troppo, anche vendite buone possono lasciare in tasca meno del previsto.
Domande frequenti su Negozio di costumi
Quanto guadagna in media un negozio di costumi al mese?
Un negozio di costumi ben avviato può generare, in media, un utile lordo mensile nell’ordine di 2.000-6.000 euro nei periodi normali, con picchi molto più alti nei mesi di Carnevale, Halloween e feste a tema. Nei punti vendita più forti, con buona rotazione dell’inventario e servizi aggiuntivi come noleggio e accessori, il margine mensile può salire sensibilmente. La vera differenza la fanno stagionalità, posizione del negozio e capacità di vendere prodotti complementari ad alto margine.
Quanto resta davvero al titolare dopo tasse e contributi?
In un’attività individuale o in una piccola società, una parte importante dell’utile viene assorbita da tasse, contributi e costi fissi, quindi il netto in tasca è spesso inferiore del 30-45% rispetto al margine prima delle imposte. Tradotto in pratica, se il negozio produce 4.000 euro di utile mensile prima delle imposte, al titolare possono restare indicativamente 2.200-2.800 euro, a seconda del regime fiscale e della struttura societaria. Per stimarlo bene conviene partire da ricavi, togliere affitto, personale, acquisti e spese operative, poi applicare la pressione fiscale reale del proprio caso.
Quanto fattura mediamente un negozio di costumi ben avviato?
Un negozio ben avviato può fatturare indicativamente tra 80.000 e 250.000 euro l’anno, mentre le realtà più grandi, in zone ad alta affluenza o con forte componente di noleggio, possono superare queste soglie. Il fatturato non va letto da solo: conta molto il margine, perché un negozio con vendite elevate ma stock costoso può guadagnare meno di uno più piccolo ma più efficiente. Se vuoi capire se il tuo obiettivo è realistico, valuta quante vendite giornaliere servono e quale scontrino medio puoi sostenere nei mesi di punta e in quelli deboli.
Quali sono i costi che pesano di più sui guadagni di un negozio di costumi?
Le voci che incidono di più sono affitto, acquisto della merce, personale stagionale, allestimento del punto vendita e immobilizzo di magazzino. Nei negozi di costumi il rischio principale è comprare troppo stock fuori stagione, perché il capitale resta fermo e il margine si erode rapidamente con sconti e invenduto. Per proteggere l’utile conviene puntare su assortimento mirato, riordini rapidi, accessori ad alta marginalità e una gestione molto attenta delle scorte.
Come si capisce se aprire un negozio di costumi è davvero sostenibile?
L’attività è sostenibile se il fatturato atteso copre con margine tutti i costi fissi e lascia un utile coerente con il tempo investito dal titolare. Una verifica pratica è calcolare il punto di pareggio: somma i costi mensili fissi e dividili per il margine medio per vendita, così capisci quante transazioni servono ogni mese per andare in utile. Se il negozio riesce a reggere anche nei mesi fuori stagione grazie a noleggio, eventi, e-commerce o articoli per feste, la sostenibilità migliora molto.
Perché conviene usare un software dedicato prima di investire in un negozio di costumi?
Un software dedicato aiuta a simulare scenari realistici di ricavo, costo e utile prima di aprire, evitando stime troppo ottimistiche. Puoi confrontare ipotesi diverse su affitto, personale, margine medio, stagionalità e stock, e vedere subito quanto cambia il risultato finale. È utile soprattutto per capire se l’investimento rientra in 12, 24 o 36 mesi e per individuare in anticipo i punti deboli del business plan.
Fonti analizzate
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
