Pubblicato il 17 maggio 2022 Aggiornato il 9 luglio 2026
Guida completa ai finanziamenti a fondo perduto: cosa sono, come funzionano e quali bandi e incentivi restano più rilevanti per imprese, startup e professionisti.
Finanziamento a fondo perduto: cos’è e come funziona.
Un finanziamento a fondo perduto è un contributo pubblico che non va restituito, purché il progetto rispetti le regole del bando.
Lo vedo spesso nella pratica: l’impresa individua un intervento, presenta il progetto e poi si misura con il testo del bando, che è sempre il vero punto di partenza. I finanziamenti a fondo perduto sono agevolazioni economiche erogate da Unione Europea, Stato, Regioni, Camere di commercio e altri enti pubblici. In pratica, il beneficiario riceve una somma che non deve rimborsare, a differenza di un prestito tradizionale.
Secondo la logica dei bandi, il contributo può coprire una quota delle spese ammissibili: spesso tra il 40% e il 90%, con massimali prefissati e, in molti casi, un cofinanziamento a carico dell’impresa. Non è raro che l’agevolazione venga erogata a stato avanzamento lavori, quindi dopo l’anticipo delle spese e la presentazione delle fatture.
La differenza tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato è semplice:
- il contributo a fondo perduto non si restituisce;
- il finanziamento agevolato va rimborsato, ma con condizioni migliori rispetto al mercato, ad esempio tasso zero o tasso ridotto;
- molti bandi combinano le due formule in un unico pacchetto di agevolazioni.
Come rileva l’Agenzia delle Entrate, i contributi a fondo perduto gestiti tramite specifiche misure fiscali sono stati spesso richiesti con istanze telematiche e finestre temporali dedicate, a conferma del fatto che ogni incentivo ha regole, scadenze e canali propri.
In base ai dati e alle misure pubblicate dal MIMIT, il quadro degli incentivi comprende strumenti per autoimprenditorialità, innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e transizione ecologica. Per questo motivo, non esiste un unico “fondo perduto”, ma una famiglia di bandi diversi per obiettivi e destinatari.
La logica operativa è quasi sempre la stessa: il bando definisce requisiti, spese ammissibili, percentuale di copertura, tetto massimo e criteri di valutazione. Per accedere serve un progetto coerente, spesso accompagnato da un business plan dettagliato.
Consigli pratici
Muoviti sul bando
- Leggi prima requisiti, spese ammissibili e scadenze, così eviti domande fuori tema o incomplete.
- Prepara un progetto semplice ma coerente: obiettivo, attività, tempi e risultati attesi devono combaciare con il bando.
- Raccogli subito preventivi e documenti richiesti, per non perdere tempo quando aprono le finestre di candidatura.
- Usa un software di business plan per simulare ricavi, costi e utili e capire se il progetto regge anche con il cofinanziamento.
Suggerimento: prima di partire, prova a mettere nero su bianco i numeri con il Software Business Plan per simulare ricavi, costi e utili senza errori.
Chi può richiedere un finanziamento a fondo perduto
Possono richiederlo imprese, startup, professionisti o persone fisiche solo se il bando lo prevede.
Qui il dettaglio conta più dell’etichetta. I beneficiari tipici sono nuove imprese, startup innovative, PMI, imprese femminili, giovani imprenditori, professionisti e, in alcuni casi, persone fisiche che intendono costituire una società dopo l’ammissione all’agevolazione.
Secondo i bandi pubblicati da Invitalia, MIMIT e Regioni, i requisiti cambiano in base a:
- settore di attività;
- dimensione aziendale;
- età dei soci o del titolare;
- localizzazione dell’impresa;
- regolarità contributiva e fiscale;
- tipologia di spese che si vogliono finanziare.
In base alla normativa sugli aiuti di Stato richiamata nei bandi, molti incentivi operano in regime de minimis, con un limite generale pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa, salvo eccezioni specifiche previste dalla misura.
Le agevolazioni per nuove imprese a tasso zero, come rileva Invitalia e come richiamato dal MIMIT, sono rivolte in particolare a giovani e donne e finanziano investimenti per avvio e sviluppo di micro e piccole imprese.
Come trovare finanziamenti a fondo perduto
Il modo più efficace è consultare i portali istituzionali e filtrare i bandi per beneficiario, territorio e spese ammissibili.
Quando un cliente mi chiede da dove partire, la risposta è quasi sempre la stessa: dai siti ufficiali. Le fonti da controllare con maggiore frequenza sono:
- Invitalia, per misure nazionali dedicate a startup, giovani, donne e nuove imprese;
- MIMIT, per il catalogo degli incentivi nazionali;
- SIMEST, per internazionalizzazione e crescita all’estero;
- Regioni e Camere di commercio, per bandi territoriali e voucher;
- Agenzia delle Entrate, per contributi e misure fiscali con procedure telematiche;
- INPS, quando il bando interseca misure contributive o agevolazioni per specifiche categorie.
Per non perdere opportunità, conviene filtrare ogni bando in base a:
- regione o area geografica;
- settore economico;
- fase dell’impresa (startup, impresa avviata, espansione);
- spese ammissibili (macchinari, software, consulenze, ristrutturazioni, formazione);
- percentuale di contributo e massimale;
- scadenza o sportello a esaurimento fondi.
Secondo Unioncamere, il tessuto imprenditoriale italiano è composto in larga parte da micro e piccole imprese: per questo i bandi più cercati sono quelli che finanziano investimenti iniziali, digitalizzazione e consolidamento, con procedure snelle e importi contenuti ma accessibili.
Principali bandi e incentivi attivi per imprese e startup
Le misure più ricercate oggi restano ON, Smart&Start Italia, Fondo Impresa Donna e i programmi SIMEST.
Di seguito una panoramica sintetica dei principali strumenti utilizzati da chi cerca contributi a fondo perduto o agevolazioni miste.
On nuove imprese a tasso zero
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero può coprire fino al 90% delle spese con un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero.
La misura, gestita da Invitalia e richiamata dal MIMIT, è destinata a giovani tra 18 e 35 anni e a donne di tutte le età. Possono accedere anche compagini sociali in cui la maggioranza sia composta da giovani o donne, secondo le regole del singolo avviso.
Finanzia investimenti per avvio, ampliamento, diversificazione e trasformazione di attività già esistenti, con un piano di impresa da realizzare in tempi definiti dal bando. Le spese ammissibili includono spesso macchinari, impianti, attrezzature, software, servizi digitali e, in alcuni casi, opere murarie.
Per molte iniziative, il progetto deve essere sostenuto da un business plan credibile, con stime economiche, piano di mercato e copertura finanziaria coerente.
Smart&start italia
Smart&Start Italia sostiene le startup innovative con una combinazione di finanziamento agevolato e, in alcuni casi, contributo a fondo perduto legato a specifiche condizioni.
La misura è pensata per startup innovative costituite da non più di 60 mesi o in fase di costituzione. Il focus è su progetti ad alto contenuto tecnologico, digitale e innovativo, con spese ammissibili legate a investimenti produttivi, servizi specialistici e sviluppo del prodotto.
È una delle misure più citate da chi cerca bandi per startup perché intercetta sia il bisogno di liquidità sia quello di sviluppo tecnologico.
Fondo impresa donna
Il Fondo Impresa Donna sostiene la nascita e il consolidamento di imprese femminili con contributi e agevolazioni dedicate.
La misura è rivolta a imprese guidate da donne, incluse società di capitali, società di persone, cooperative e lavoratrici autonome, secondo i requisiti previsti dal bando. Le spese ammissibili possono riguardare investimenti materiali e immateriali, servizi, formazione e sviluppo commerciale.
Per le imprese femminili, il bando può rappresentare una leva concreta per coprire parte dei costi di avvio o di crescita, con importi e percentuali che variano in base all’avviso aperto.
Misure simest
SIMEST affianca finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Le misure SIMEST finanziano fiere, e-commerce, inserimento in mercati esteri, transizione digitale ed ecologica e altre attività connesse all’espansione internazionale. In molti casi la struttura dell’aiuto è mista: una quota a tasso agevolato e una quota a fondo perduto, secondo i parametri della linea attiva.
Per le PMI orientate all’export, queste misure sono tra le più interessanti perché combinano sostegno finanziario e obiettivi di crescita commerciale.
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Bandi a fondo perduto 2022
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La copertura varia da bando a bando, ma spesso si colloca tra il 40% e il 90% delle spese ammissibili.
Il punto, qui, è guardare la struttura concreta dell’avviso. In concreto, il valore dell’aiuto dipende da tre elementi:
- percentuale di copertura riconosciuta dal bando;
- massimale di spesa finanziabile;
- eventuale cofinanziamento richiesto all’impresa.
Molti bandi prevedono anche un’erogazione per stati di avanzamento lavori, quindi il beneficiario anticipa i costi e riceve il rimborso solo dopo la verifica della documentazione. In altri casi, il contributo arriva in più tranche o a saldo finale.
Per orientarsi, ecco una stima indicativa degli importi più frequenti:
Se ti chiedi “quanti soldi ti danno a fondo perduto?”, la risposta corretta è: dipende dal bando. Un contributo da 25.000 euro, ad esempio, può essere il massimale di una misura specifica o di uno sportello locale, non un valore universale.
Finanziamenti a fondo perduto 2022
Le misure nate o rafforzate nel 2022 restano utili per capire la struttura dei bandi ancora oggi più cercati.
Nel 2022 i contributi a fondo perduto e le agevolazioni per imprese si concentravano soprattutto su nuove attività, innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e ripartenza post-crisi. Molti strumenti erano gestiti da Invitalia, MIMIT, SIMEST e Agenzia delle Entrate.
Tra gli esempi più noti c’erano:
- ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero;
- Smart&Start Italia;
- Fondo Impresa Donna;
- misure SIMEST per l’internazionalizzazione;
- contributi a fondo perduto gestiti dall’Agenzia delle Entrate tramite istanze telematiche dedicate;
- bandi regionali per digitalizzazione, innovazione e investimenti produttivi.
Per le imprese che nel 2026 cercano ancora bandi a fondo perduto, il punto non è inseguire una singola annualità, ma individuare le misure ricorrenti e i canali istituzionali che pubblicano nuovi avvisi durante l’anno.
Secondo Eurostat, la competitività delle PMI europee passa sempre più da digitalizzazione, innovazione e capacità di internazionalizzazione: è esattamente su questi assi che si concentrano molti incentivi pubblici.
Come richiedere un finanziamento a fondo perduto
La domanda si presenta quasi sempre online, ma la parte decisiva è preparare bene progetto, requisiti e documentazione.
Per richiedere un bando serve in genere:
- verificare i requisiti soggettivi e oggettivi;
- predisporre un business plan o progetto d’impresa;
- individuare le spese ammissibili;
- compilare la domanda entro la scadenza o durante lo sportello;
- allegare documenti fiscali, societari e tecnici richiesti;
- rispettare tempi di realizzazione, rendicontazione e mantenimento dell’attività.
La valutazione può avvenire a graduatoria o a sportello. Nei bandi a graduatoria contano punteggio, coerenza del progetto e qualità del piano economico-finanziario. Nei bandi a sportello conta spesso l’ordine cronologico, quindi la tempestività è fondamentale.
Le spese ammissibili più frequenti sono:
- macchinari e attrezzature;
- software e tecnologie digitali;
- ristrutturazioni e impianti;
- consulenze specialistiche;
- formazione e servizi di supporto;
- marketing e internazionalizzazione, se previsti dal bando.
In molti casi la domanda richiede anche il rispetto di soglie minime di investimento, ad esempio 10.000-50.000 €, oppure massimali più alti come 200.000 €, 1.000.000 € o oltre, a seconda della misura.
Contributi a fondo perduto e incentivi 4.0
Gli incentivi 4.0 non sono sempre contributi a fondo perduto: spesso si tratta di crediti d’imposta.
Quando si parla di incentivi 4.0, di solito si fa riferimento a misure per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, innovazione, ricerca e sviluppo, formazione e digitalizzazione. In molti casi il vantaggio fiscale assume la forma di credito d’imposta, quindi non di contributo diretto.
Per questo motivo, se cerchi “finanziamenti a fondo perduto 2022” e trovi riferimenti al 4.0, devi distinguere tra:
- agevolazioni fiscali, come il credito d’imposta;
- contributi diretti, che non vanno restituiti;
- finanziamenti agevolati, che vanno rimborsati ma con condizioni favorevoli.
La distinzione è importante perché cambia la documentazione, il calcolo del beneficio e la gestione contabile dell’incentivo.
Domande frequenti
Chi può richiedere un finanziamento a fondo perduto?
Possono richiederlo imprese, startup, professionisti o persone fisiche se il bando lo prevede; contano requisiti come settore, età, area geografica e dimensione aziendale.
Come trovare finanziamenti a fondo perduto?
Bisogna consultare i portali di Invitalia, MIMIT, SIMEST, Regioni e Agenzia delle Entrate, filtrando per beneficiario, territorio e spese ammissibili.
Cosa sono i 25.000 euro a fondo perduto?
Di solito indicano un contributo massimo previsto da uno specifico bando o una misura a sportello; va sempre verificato il regolamento dell’incentivo.
Quanti soldi ti danno a fondo perduto?
Dipende dal bando: la copertura può variare molto e spesso arriva fino a una percentuale delle spese ammissibili, con un massimale prefissato.
Quali sono gli incentivi 4.0 per il 2022?
Si tratta soprattutto di crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali, innovazione e formazione, non di contributi a fondo perduto in senso stretto.
Chi ha diritto ai contributi a fondo perduto?
Ha diritto chi rientra nei requisiti del bando: spesso nuove imprese, PMI, donne, giovani, startup o aziende in aree e settori specifici.
Che cos’è il contributo a fondo perduto del decreto legge n. 34 del 2020?
È una misura straordinaria di sostegno economico introdotta per aiutare imprese e partite IVA in un contesto emergenziale, con domanda tramite procedura telematica e importi determinati dal decreto e dai successivi provvedimenti attuativi.
Quali sono i nuovi bandi a fondo perduto per il 2026?
Dipende dal territorio e dal settore: le opportunità più frequenti arrivano da Invitalia, MIMIT, SIMEST, Regioni e Camere di commercio, con avvisi su startup, digitalizzazione, export, energia e imprenditoria femminile.
Chi può richiedere un finanziamento a fondo perduto?
Possono richiederlo imprese, startup, professionisti o persone fisiche se il bando lo prevede; contano requisiti come settore, età, area geografica e dimensione aziendale.
Come trovare finanziamenti a fondo perduto?
Bisogna consultare i portali di Invitalia, MIMIT, SIMEST, Regioni e Agenzia delle Entrate, filtrando per beneficiario, territorio e spese ammissibili.
Quali sono gli incentivi 4.0 per il 2022?
Si tratta soprattutto di crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali, innovazione e formazione, non di contributi a fondo perduto in senso stretto.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
