Pubblicato il 12 maggio 2022 Aggiornato il 10 luglio 2026
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Per entrare nel Nuovo SELFIEmployment conviene partire da requisiti, progetto e documenti, senza improvvisare.
Il Nuovo SELFIEmployment è un incentivo gestito da Invitalia per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro e senza garanzie personali. In base ai dati pubblicati da Invitalia, il rimborso avviene in 7 anni con prima rata dopo 12 mesi dall’erogazione.
Secondo Invitalia, al 1 aprile 2022 risultavano finanziate 1.802 iniziative imprenditoriali, con 60,4 milioni di euro di agevolazioni concesse e 3.196 nuovi posti di lavoro creati. Sono numeri utili per capire la dimensione della misura e il suo impatto sul tessuto imprenditoriale.
Vediamo quindi, in modo pratico, che cos’è il Nuovo SELFIEmployment, a chi è rivolto, quali requisiti servono, quali importi e spese copre e come presentare domanda online.
Che cos’è il nuovo selfiemployment
Se ti serve una risposta rapida: il Nuovo SELFIEmployment è un fondo rotativo nazionale che finanzia l’avvio di piccole attività con prestiti agevolati a tasso zero. Come rileva Invitalia, l’incentivo copre fino al 100% delle spese ammissibili e non richiede garanzie personali.
La misura è pensata per sostenere iniziative imprenditoriali di dimensione contenuta, con un impianto semplice: il progetto viene valutato, se ammesso riceve il finanziamento e poi viene rimborsato nel tempo con rate mensili.
In base alle informazioni di Invitalia e del portale Microcredito.gov.it, il Nuovo SELFIEmployment si rivolge a tre categorie di beneficiari: NEET tra 18 e 29 anni, donne inattive e disoccupati di lungo periodo maggiorenni.
Consigli pratici
Parti subito bene
- Verifica prima requisiti, età e stato occupazionale per capire se rientri tra i beneficiari ammessi.
- Scrivi un progetto semplice: attività, clienti, spese iniziali e obiettivo dei primi 12 mesi.
- Prepara i documenti in anticipo: dati anagrafici, descrizione dell’iniziativa e preventivi delle spese.
- Usa un software di business plan per questa attività, con esempio già precaricato come “lavanderia self-service: 48.000 euro ricavi, 29.500 costi, 18.500 utile”, e aggiorna subito ricavi, costi e utili.
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Selfiemployment: a chi è rivolto
Qui la platea è chiara: il Nuovo SELFIEmployment è rivolto a persone fisiche che vogliono avviare una micro o piccola iniziativa imprenditoriale su tutto il territorio nazionale.
Secondo Invitalia, possono accedere:
- i giovani NEET tra 18 e 29 anni, non occupati e non inseriti in percorsi di studio o formazione;
- le donne inattive maggiorenni, cioè senza un lavoro retribuito;
- i disoccupati di lungo periodo maggiorenni, privi di occupazione da almeno 12 mesi.
Questa impostazione amplia la platea rispetto a misure più selettive e consente di sostenere l’autoimpiego anche in fasi di transizione lavorativa. In Italia, secondo ISTAT, il tema dell’occupazione giovanile resta rilevante: il tasso di occupazione nella fascia 15-29 anni è strutturalmente più basso rispetto agli adulti, e gli incentivi all’autoimprenditorialità rispondono proprio a questo fabbisogno.
Per chi sta valutando l’accesso, è utile verificare subito la propria categoria di appartenenza e la presenza dei requisiti soggettivi richiesti dal bando, così da evitare di predisporre una domanda non ammissibile.
Requisiti da rispettare
Per essere ammessi bisogna rientrare in una delle categorie previste e rispettare le condizioni del progetto d’impresa.
In base alla documentazione Invitalia/Microcredito.gov.it, i requisiti principali sono i seguenti:
- residenza in Italia;
- appartenenza a una delle categorie ammesse;
- iniziativa imprenditoriale coerente con le attività finanziabili;
- presentazione della domanda online con la documentazione richiesta;
- progetto non ancora avviato o avviato da poco, secondo le condizioni del bando.
Le forme giuridiche ammesse includono imprese individuali, società di persone, società cooperative e, in alcuni casi, associazioni professionali o società tra professionisti, purché rientrino nei limiti temporali e operativi previsti.
Per orientarsi meglio, ecco una sintesi delle principali categorie e condizioni di accesso.
Se il progetto prevede una società, conviene verificare in anticipo la compagine sociale, la data di costituzione e l’eventuale stato di inattività, perché questi aspetti incidono sull’ammissibilità.
Importi, durata e modalità di rimborso
Il Nuovo SELFIEmployment finanzia fino a 50.000 euro con prestiti a tasso zero, senza garanzie personali, rimborsabili in 7 anni.
La misura è articolata in tre fasce di importo, che aiutano a calibrare il finanziamento in base alla dimensione del progetto. Le soglie indicate da Invitalia sono le seguenti:
Il rimborso avviene in 7 anni e la prima rata decorre dopo 12 mesi dall’erogazione. Si tratta quindi di una soluzione agevolata che lascia un margine iniziale utile per avviare l’attività e generare i primi ricavi.
Per un progetto da 50.000 euro, ad esempio, il costo finanziario resta contenuto perché il prestito è a tasso zero; il punto centrale diventa la sostenibilità del piano di rimborso nel tempo, non il peso degli interessi.
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SELFIEmployment copre il 100% delle spese ammissibili, includendo investimenti produttivi e capitale circolante.
Secondo Invitalia, l’agevolazione può finanziare sia le spese per l’avvio operativo sia quelle necessarie a sostenere la fase iniziale dell’attività. In pratica, il progetto può comprendere beni strumentali, attrezzature, software, arredi, lavori e spese di gestione connesse all’avviamento.
Le spese ammissibili riguardano in particolare:
- investimenti produttivi;
- attrezzature e macchinari;
- beni strumentali;
- software e soluzioni tecnologiche;
- opere murarie e interventi funzionali all’attività, se previsti dal bando;
- capitale circolante per sostenere l’avvio;
- spese di funzionamento iniziali, nei limiti consentiti;
- eventuali costi legati al progetto d’impresa, se ammessi dalla disciplina applicabile.
In termini di importi, la copertura è indicativamente pari al 100% delle spese ammissibili fino al massimale di 50.000 euro. È quindi utile costruire un piano coerente, evitando costi non eleggibili o sovradimensionati rispetto alla struttura dell’attività.
Per chi vuole confrontare la misura con altre agevolazioni, è importante ricordare che SELFIEmployment non è un contributo a fondo perduto: si tratta di un finanziamento agevolato da restituire nel tempo.
Per chi sta valutando l’investimento, questa struttura è interessante perché consente di finanziare l’avvio con un’esposizione finanziaria più leggera rispetto a un prestito bancario tradizionale. In base ai dati di Invitalia, la formula agevolata è pensata proprio per sostenere la nascita di nuove attività con un impatto immediato sul capitale disponibile.
Selfiemployment: come accedervi
Per accedere a SELFIEmployment bisogna prima verificare i requisiti e poi compilare la domanda online sul portale Invitalia.
Il percorso operativo è lineare: si controlla di rientrare tra i beneficiari, si predispone il progetto e si invia la domanda tramite la piattaforma dedicata. La valutazione segue l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Per presentare correttamente la domanda è utile preparare in anticipo:
- descrizione sintetica dell’attività;
- obiettivi del progetto;
- piano delle spese;
- dati anagrafici del richiedente o dei soci;
- documentazione richiesta dalla procedura online;
- eventuale business plan con parte economico-finanziaria coerente.
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Secondo i dati di Invitalia, l’esito della domanda arriva dopo le verifiche istruttorie previste dalla procedura. Per questo conviene presentare un progetto chiaro, numericamente coerente e con spese perfettamente allineate alle regole del bando.
Come presentare domanda a invitalia
La domanda si presenta online e conviene arrivare alla compilazione con tutti i dati già pronti.
Il passaggio operativo è semplice: prima si verifica l’ammissibilità, poi si accede alla piattaforma Invitalia e si compila la richiesta con i documenti richiesti. Una domanda ordinata riduce il rischio di errori e velocizza l’istruttoria.
Per aumentare la qualità della candidatura, è utile avere già definito:
- forma giuridica dell’iniziativa;
- settore di attività;
- budget complessivo;
- quota di spese per investimenti e capitale circolante;
- tempistiche di avvio;
- eventuali autorizzazioni o adempimenti collegati all’attività.
In base ai dati di Unioncamere, le nuove imprese che partono con una struttura economica ben definita hanno maggiori probabilità di reggere la fase di avvio; per questo il business plan non è un semplice allegato, ma uno strumento decisionale vero e proprio.
Domande frequenti
Che cos’è il nuovo selfiemployment?
È un incentivo di Invitalia che finanzia l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro.
Chi può richiedere selfiemployment?
Possono accedere NEET tra 18 e 29 anni, donne inattive e disoccupati di lungo periodo maggiorenni, secondo i requisiti previsti dal bando.
Selfiemployment è a fondo perduto?
No, non è un contributo a fondo perduto: si tratta di un finanziamento agevolato da restituire in 7 anni.
Quali spese finanzia selfiemployment?
Finanzia spese ammissibili legate all’avvio dell’attività, inclusi investimenti produttivi e capitale circolante.
Quanto si può ottenere con selfiemployment?
L’importo arriva fino a 50.000 euro, con fasce progressive di finanziamento in base al progetto.
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Dott. Stefano Ventura
Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!
