Pubblicato il 17 giugno 2022 Aggiornato il 10 luglio 2026

Devi fare il business plan per accedere al Fondo per le piccole e medie imprese creative gestito da Invitalia? La strada più semplice, quando si lavora su questi bandi, è usare direttamente il nostro software di business plan per il settore creativo: trovi già un esempio completo precaricato e aggiorni in automatico conto economico, flussi di cassa, indici e parte descrittiva ogni volta che cambi un dato.

Per il bando delle PMI creative servono un progetto coerente, numeri credibili e una domanda preparata con cura.

La creative economy è uno dei comparti più vivaci dell’economia italiana. Secondo elaborazioni richiamate da Invitalia e MIMIT, le imprese creative in Italia superano le 440.000 unità e rappresentano una quota rilevante del tessuto produttivo, con un peso significativo anche in termini di occupazione e valore aggiunto.

I dati di Unioncamere e delle Camere di Commercio mostrano che il settore creativo si concentra soprattutto nei poli urbani e nei territori dove servizi, cultura e manifattura specializzata si incontrano. ISTAT rileva inoltre che i comparti culturali e creativi incidono in modo trasversale su produzione, occupazione e servizi alle imprese.

Il Fondo per le piccole e medie imprese creative è l’incentivo nazionale promosso dal MIMIT e gestito da Invitalia per sostenere nascita, sviluppo e consolidamento delle imprese creative. Quando bisogna mettere insieme la parte economico-finanziaria, partire da una base già strutturata evita errori banali e fa risparmiare tempo: il software di business plan consente proprio di adattare numeri e testi al progetto richiesto dal bando.

Cos’è fondo imprese creative

Il Fondo Imprese Creative sostiene investimenti e servizi per avviare o rafforzare attività creative, con una copertura che può arrivare fino all’80% del programma agevolabile, a seconda della linea di intervento.

Secondo Invitalia e MIMIT, la misura è pensata per favorire la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese creative, cioè realtà che operano in ambiti come design, comunicazione, editoria, architettura, arti visive e performative, artigianato artistico e altri settori affini.

Il bando si divide in due capi principali, con logiche diverse: il Capo II finanzia programmi di investimento più strutturati, mentre il Capo III sostiene l’acquisto di servizi specialistici da imprese creative.

Linea di intervento Agevolazione Massimale Destinazione
Capo II Fino al 40% a fondo perduto + fino al 40% a finanziamento agevolato Programmi fino a 500.000 € Investimenti, capitale circolante e sviluppo dell’impresa
Capo III Fino all’80% a fondo perduto Massimo 10.000 € Servizi specialistici erogati da imprese creative

Per fare un esempio concreto, su un progetto da 100.000 € nel Capo II l’agevolazione può arrivare a 80.000 € complessivi, di cui 40.000 € a fondo perduto e 40.000 € come finanziamento agevolato. Sono valori indicativi, utili per capire come si struttura l’incentivo.

Consigli pratici

Parti subito bene

  • Definisci in una riga il servizio creativo che offri e il cliente tipo, così il progetto resta coerente e facile da spiegare.
  • Inserisci solo spese essenziali: attrezzature, software, consulenze e promozione, evitando voci generiche o gonfiate.
  • Prepara un conto economico semplice con ricavi attesi, costi fissi e variabili, così dimostri subito la sostenibilità dell’attività.
  • Usa un software di business plan per imprese creative con esempio già precaricato, così simuli ricavi, costi e utili senza partire da zero.

Suggerimento: prima di partire, prova a mettere nero su bianco i numeri con il Software Business Plan per simulare ricavi, costi e utili senza errori.

Agevolazioni previste dal fondo imprese creative

Qui il punto è semplice: il bando copre sia investimenti produttivi sia servizi ad alto contenuto specialistico, con due formule distinte e complementari.

Nel Capo II, il bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% e un finanziamento agevolato fino al 40% per programmi di spesa fino a 500.000 €. La combinazione delle due misure consente quindi di coprire fino all’80% del progetto, con un sostegno molto utile nelle fasi di avvio e consolidamento.

Nel Capo III, invece, è previsto un contributo a fondo perduto fino all’80% per l’acquisto di servizi specialistici da imprese creative, con un massimale di 10.000 €. Questa linea è pensata per rafforzare branding, sviluppo prodotto, comunicazione, design e altre attività ad alto valore aggiunto.

Dal punto di vista operativo, il Fondo accompagna tre passaggi chiave: nascita, sviluppo e consolidamento delle imprese creative. Lo dico spesso ai clienti: se il business plan non tiene insieme fabbisogno finanziario e obiettivi industriali, la domanda perde forza già in partenza.

Fondo piccole e medie imprese creative: presentare le domande

La domanda si presenta online tramite il portale di Invitalia, seguendo la procedura indicata nel bando e nei relativi allegati tecnici.

Le finestre di apertura sono state definite da Invitalia nell’avviso originario; oggi, per chi intende verificare l’accesso alla misura, il riferimento corretto è la pagina istituzionale del Fondo e l’eventuale riapertura o aggiornamento delle modalità di presentazione. La procedura resta telematica e richiede credenziali digitali, documentazione societaria e un progetto dettagliato.

Secondo Invitalia, per presentare correttamente la domanda è opportuno predisporre in anticipo:

  • dati dell’impresa o del team proponente;
  • descrizione del progetto e degli obiettivi;
  • business plan con piano economico-finanziario;
  • preventivi e giustificativi di spesa;
  • informazioni sui requisiti soggettivi e sui codici ATECO;
  • documenti di identità e strumenti di firma digitale.

Con il nostro software di business plan puoi lavorare direttamente sul settore creativo, partendo da un esempio già impostato e aggiornando in modo automatico tutti i prospetti collegati al progetto.

Fondo imprese creative: a chi è rivolto

Il Fondo è rivolto a micro, piccole e medie imprese creative e, in alcuni casi, anche a persone fisiche che si impegnano a costituire l’impresa dopo l’ammissione.

Come rileva il MIMIT, possono accedere all’incentivo:

  • micro, piccole e medie imprese creative già costituite e iscritte al Registro delle Imprese;
  • persone fisiche che intendono avviare un’impresa creativa e che, se ammesse, dovranno costituirla nei tempi previsti;
  • progetti integrati tra imprese creative e non creative, in alcune casistiche, quando la collaborazione è determinante per il risultato del progetto.

I dati di Invitalia mostrano che l’accesso è aperto sia a chi parte da zero sia a chi vuole sviluppare un’attività già avviata. Ecco perché il Fondo interessa molto startup creative, laboratori artigianali evoluti, studi di design, imprese editoriali e realtà della comunicazione.

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Codici ateco e settori ammessi

Il Fondo riguarda i principali settori della creatività: artigianato artistico, comunicazione, editoria, architettura, design e arti visive o performative.

Secondo MIMIT e Invitalia, tra i comparti tipicamente coerenti con la misura rientrano:

  • artigianato artistico e lavorazioni speciali;
  • comunicazione, pubbliche relazioni e agenzie pubblicitarie;
  • editoria, stampa e produzione di contenuti;
  • architettura e studi tecnici affini;
  • design specializzato;
  • arti visive, performative, audiovisivo e attività culturali.

La coerenza dell’attività con i requisiti del bando va sempre verificata sulla base del codice ATECO e della descrizione effettiva dell’impresa. Per l’elenco completo e per le verifiche puntuali, conviene consultare direttamente la fonte istituzionale di Invitalia e il sito del MIMIT.

Macro-settore Esempi di attività Coerenza con il bando
Artigianato artistico lavorazioni manuali, ceramica, gioielleria, cornici, oggetti decorativi Alta, se l’attività è creativa e specializzata
Comunicazione ed editoria agenzie pubblicitarie, editoria, contenuti, stampa, portali web Alta, se l’impresa opera in ambiti creativi
Design e architettura studi di design, architettura, progettazione, brand identity Alta, se il progetto è orientato alla creatività applicata
Arti visive e performative produzione audiovisiva, spettacolo, attività culturali, fotografia Alta, con verifica del codice ATECO

Fondo pmi creative: i requisiti del progetto

Il progetto deve reggere dal punto di vista economico, essere coerente con il settore creativo e arrivare a compimento entro 24 mesi.

Secondo Invitalia, i programmi finanziabili devono rispettare alcuni requisiti essenziali:

  • importo massimo del programma: 500.000 €;
  • durata massima: 24 mesi dall’ammissione o dall’avvio previsto dal bando;
  • obiettivo: avvio per le persone fisiche e per le imprese costituite da meno di 5 anni, oppure ampliamento, diversificazione e consolidamento per le imprese più strutturate;
  • coerenza tra attività, spese previste e finalità creative del progetto.

I dati di Unioncamere dicono una cosa che in studio vedo spesso confermata: la qualità della progettazione pesa molto nell’accesso agli incentivi. Un business plan chiaro, con ipotesi di ricavo credibili e fabbisogno finanziario ben motivato, rende la domanda più solida.

Spese ammissibili e durata dei progetti

Le spese ammissibili comprendono investimenti materiali e immateriali, capitale circolante e alcuni servizi specialistici, con un orizzonte di realizzazione fino a 24 mesi.

Secondo Invitalia, tra le spese finanziabili rientrano in particolare:

  • beni materiali, come macchinari, impianti e attrezzature;
  • hardware e dotazioni tecnologiche;
  • software, piattaforme e applicativi;
  • brevetti, licenze e diritti di utilizzo;
  • capitale circolante, nei limiti previsti dal bando;
  • servizi specialistici connessi allo sviluppo dell’impresa creativa.

Nel dettaglio, il capitale circolante può includere materie prime, materiali di consumo, servizi ordinari, godimento di beni di terzi, consulenze tecniche e altre voci ammesse dal bando. Le spese devono essere pertinenti, documentate e sostenute nei tempi previsti.

Voce di spesa Esempi Nota operativa
Investimenti materiali macchinari, impianti, attrezzature, hardware Devono essere nuovi e coerenti con il progetto
Investimenti immateriali software, brevetti, licenze, diritti Devono essere funzionali all’attività creativa
Capitale circolante materie prime, servizi, noleggi, consulenze Rientra nei limiti previsti dal bando
Servizi specialistici brand, design, marketing, sviluppo prodotto Rilevanti soprattutto nel Capo III

Per i progetti del Capo II, il valore complessivo può arrivare fino a 500.000 €, mentre per il Capo III il contributo è dedicato ai servizi specialistici con massimale di 10.000 €. In entrambi i casi, la durata massima di realizzazione è pari a 24 mesi.

Documenti e iter di presentazione della domanda

Qui non si improvvisa: la domanda richiede documenti amministrativi, dati economici e una descrizione chiara del progetto imprenditoriale.

Per presentare correttamente la richiesta su Invitalia, è utile preparare in anticipo:

  • anagrafica dell’impresa o dei proponenti;
  • dati del legale rappresentante o dei soci;
  • business plan completo;
  • preventivi e descrizione delle spese;
  • eventuali dichiarazioni sul possesso dei requisiti;
  • documentazione tecnica e societaria richiesta dal bando.

Il nostro software di business plan è pensato proprio per questo: parti da un esempio completo già precaricato sul settore creativo e modifichi direttamente le sezioni economiche e descrittive, con aggiornamento automatico di tutti i prospetti collegati.

Secondo le indicazioni operative di Invitalia, una domanda ben costruita deve mostrare coerenza tra obiettivi, investimenti, mercato di riferimento e capacità di generare ricavi nel tempo.

Conclusioni sul bando invitalia

Il Fondo per le piccole e medie imprese creative è uno strumento concreto per finanziare progetti di avvio, crescita e consolidamento nel settore creativo.

Le due linee di intervento coprono esigenze diverse: da un lato investimenti e capitale circolante con una combinazione di fondo perduto e finanziamento agevolato fino a 500.000 €, dall’altro servizi specialistici con un contributo fino all’80% e massimale di 10.000 €.

Per migliorare la qualità della domanda, conviene partire da un business plan coerente, con stime economiche credibili e una struttura finanziaria leggibile. Il nostro software di business plan per le imprese creative permette di lavorare direttamente su un esempio già impostato, personalizzandolo in base al progetto e aggiornando in automatico conto economico, flussi di cassa, indici e parte testuale.

Se il tuo progetto rientra nei settori ammessi, il passo successivo è verificare i requisiti soggettivi e predisporre la documentazione prima dell’invio telematico a Invitalia.

Domande frequenti

Che cos’è il fondo per le piccole e medie imprese creative?

È un incentivo nazionale gestito da Invitalia per sostenere nascita, sviluppo e consolidamento delle imprese creative con contributi e finanziamenti agevolati.

Quanto finanzia il fondo imprese creative?

Prevede due linee: fino al 40% a fondo perduto e fino al 40% a finanziamento agevolato per investimenti, oppure fino all’80% a fondo perduto per servizi specialistici, con massimali specifici.

Chi può fare domanda per il fondo imprese creative?

Micro, piccole e medie imprese creative e, in alcuni casi, persone fisiche che si impegnano a costituire l’impresa dopo l’ammissione.

Quali spese sono ammesse?

Sono ammissibili investimenti materiali e immateriali, beni strumentali, software, brevetti, licenze, capitale circolante e alcuni servizi specialistici.

Quanto dura un progetto finanziato?

I programmi devono essere realizzati entro 24 mesi.

Quali settori rientrano nelle imprese creative?

Rientrano artigianato artistico, comunicazione, editoria, architettura, design e arti visive o performative.

 

Autore dott. Stefano Ventura

Dott. Stefano Ventura

Esperto in budget, business plan e consulenza aziendale. Dottore Commercialista dal 1997, ora si dedica a tempo pieno alla sua creatura Softwarebusinessplan.it e allo sci!

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